Così il segretario generale della Cgil al congresso della confederazione dei sindacati europei Landini (Cgil) serve un’Europa nuova, fondata sul lavoro e sui diritti

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Landini (Cgil) serve un’Europa nuova, fondata sul lavoro e sui diritti


 “Per realizzare un progetto di Europa unita, solidale e democratica è necessario cambiarla. Sono troppe le diseguaglianze che si sono create”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini nel suo intervento al Congresso della Ces che si sta svolgendo a Vienna.

Per il leader della Cgil, infatti, i nodi da affrontare con urgenza a livello europeo sono: “la lotta alle diseguaglianze per affermare la democrazia; un sistema fiscale europeo che impedisca il dumping fiscale; diritti sul lavoro, alla formazione, e non la libertà di licenziare e deregolamentare il mercato del lavoro”.

“Servirebbe - prosegue - un social compact, uno Stato sociale che si estende a tutti e non un fiscal compact. È necessario ridurre gli orari di lavoro, non aumentarli. Occorre tagliare le unghie alla finanza e rilanciare gli investimenti pubblici per un nuovo modello di sviluppo”.

“Il ruolo della contrattazione - aggiunge Landini - è  un nodo decisivo per unire tutti i lavoratori. Solo una politica contrattuale comune può favorire il superamento della competizione causata dalle delocalizzazioni”.

Il segretario generale della Cgil ricorda, poi, come l’Europa sia nata dalla sconfitta del fascismo. “Se oggi non vogliamo tornare indietro - avverte - dobbiamo costruire una memoria e abbiamo bisogno che la democrazia si fondi sulla partecipazione attiva delle lavoratrici e dei lavoratori. L’occupazione deve essere di qualità perché un’occupazione senza diritti e senza dignità crea solo rabbia e frustrazione lasciando spazio alle destre”.

“Domenica si vota e lunedì dovremo essere in grado di mettere in campo, in tutta Europa, un’azione contrattuale comune che metta al centro il lavoro, la lotta alla precarietà e l’aumento dei salari, perché questi devono essere i punti di forza per un’Europa nuova, più unita e giusta, fondata sul lavoro e sui diritti”, conclude Landini.

TN


22 Maggio 2019
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