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Si vota anche per il Papa


Il Prep è una vecchia crema dermoprotettiva. Adatta ad ogni tipo di persona, donne, bambini, uomini. Irritazioni, arrossamenti, scottature, sole, freddo, vento, punture di insetti, prurito, rasatura, depilazione, piedi e mani screpolate, brufoli, bruciori anche intimi, emorroidi. Protegge la pelle, non unge e non macchia. Un miracolistico rimedio che sta sul mercato dal 1860 ed è quindi coetaneo dell’Unità d’Italia.  A tutto serve e tutto allevia. Come il voto di domenica 26 maggio. Una scheda, tanti effetti. Si applica a qualsivoglia problema e lenisce gli esantemi della democrazia.

Ogni elezione ha in verità molteplici ricadute ma stavolta i toni sono talmente da crociata che nulla sembra immune dagli esiti della consultazione. Siamo chiamati ad eleggere il Parlamento europeo ma pare che in gioco ci sia il destino stesso dell’occidente. Forte è la tensione anche negli altri 27 stati membri ma da noi si raggiunge l’apice della drammatizzazione. Un referendum tra il bene e il male, tra la vita e la morte, tra la guerra e la pace, tra libertà e la dittatura. Fascismo sì, fascismo no. E la contesa investe anche le credenze religiose, Matteo Salvini ostenta il rosario e si affida alla Madonna. Deus nobiscum, o, per dirla con prussiani e nazisti, Gott mit uns. Speriamo che il buon Dio, se c’è e se ci ascolta, abbia di meglio da fare che procurare consensi al ministro degli Interni. Magari più che alla maggioranza di governo pensa ai migranti che muoiono in mare.

Di questo è convinto il suo vicario in terra, il Papa. A sua volta diventato il bersaglio ormai esplicito della propaganda xenofoba. Li prendesse a casa sua, è più o meno il ritornello che risuona impietoso. E perché l’elemosiniere vaticano ha violato i sigilli per ridare la luce in uno stabile occupato invece di pagare la maxi bolletta arretrata?  E così anche Francesco è trascinato nella rabbiosa competizione. Per fortuna nessuno ancora ha proposto un antipapa, anche se le imbarazzanti simpatie per il suo predecessore, il dimissionario Ratzinger, sembrano preludere a qualcosa del genere. La lotta nella Chiesa, tra lo spirito evangelico dell’attuale pontefice e l’ortodossia clericale, crea fazioni anche all’interno dell’agone politico. Roba da Medioevo, fa venire i brividi.

E allora alle urne! E’ tutto in gioco, gridano i demagoghi. Dalla tenuta dell’esecutivo alla sicurezza, dagli sbarchi alla Tav, dal lavoro alle pensioni, dalle tasse al debito pubblico, dalla giustizia all’ambiente, dai bisogni ai diritti. Chi più ne ha, più ne metta.  Libertà, populismo, convivenza, razzismo.  Ma non dovremmo semplicemente mandare a Bruxelles i nostri rappresentanti, per discutere un nuovo assetto dell’Unione? No, è una scelta di civiltà! Mamma mia, che faccio?

La burbanza della Lega, la confusione dei Cinquestelle, il Pd del volenteroso Zingaretti, il ritorno dell’highlander Berlusconi, la voglia di visibilità e di quorum dei comprimari, Bonino, Fratoianni, Meloni. Buon voto a tutti. Per fortuna che c’è sempre il Prep.

Marco Cianca 


23 Maggio 2019
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