A rischio 420 lavoratori. Sindacati sul piede di guerra Whirlpool annuncia la chiusura dello stabilimento di Napoli

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Whirlpool annuncia la chiusura dello stabilimento di Napoli


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Whirlpool annuncia la chiusura dello stabilimento di Napoli, dove attualmente sono in forza circa 420 lavoratori. Lo comunicano i sindacati dopo un incontro di coordinamento nazionale di questa mattina a Roma tra Whirlpool e Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm. All'ordine del giorno c'era la presentazione del profit plan.

"Durante l'incontro - spiega la Fim - l'azienda ha confermato il trend positivo dei volumi per i siti di Cassinetta, Melano, Comunanza, Siena, e confermato che la reindustrializzazione dell`area di Teverola a Caserta dove al momento sono stati riassunti 15 lavoratori a cui seguiranno, hanno riferito i vertici, altre 60 assunzioni. Mentre su Napoli, dove attualmente sono in forza circa 420 lavoratori, l'azienda ha annunciato la chiusura e il licenziamento di tutti i lavoratori. Secondo i vertici aziendali, la profittabilità del sito, nonostante gli investimenti che in questi anni sono di circa 70 milioni, resta sotto la media del gruppo e quindi non più sostenibile".

L'annuncio, sottolinea il sindacato, "è arrivato senza nessun preavviso, di fatto una scelta unilaterale a cui abbiamo risposto immediatamente, dichiarando per l'intera giornata di oggi uno sciopero di 8 ore, su tutti i turni in tutti i siti del gruppo".

La Fiom-Cgil annuncia l’immediata mobilitazione del sindacato. "La multinazionale rispetti il piano industriale firmato al ministero. Noi non ci stiamo ai licenziamenti per delocalizzazione, dal momento che, tra l'altro, l'azienda usufruisce di tutto il sostegno possibile attraverso gli ammortizzatori sociali per la riorganizzazione dopo l`acquisizione di Indesit. Ora basta!"

Per la Uilm-uil la chiusura di Napoli "offende un territorio già duramente provato dalla crisi e dalla disoccupazione, viola un accordo che la multinazionale aveva siglato a ottobre 2018 con le organizzazioni sindacali e il governo, secondo cui nessuno stabilimento avrebbe dovuto chiudere, e segna quindi l'intenzione di disimpegnarsi dall'Italia. Lotteremo con tutte le nostre forze per scongiurare una decisione così scellerata".

Una delegazione sindacale andrà subito al ministero dello sviluppo economico per chiedere un incontro con il ministro Luigi Di Maio.

TN


31 Maggio 2019
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