Al tavolo di oggi presso il ministero del Lavoro sul salario minimo i sindacati ha apprezzato l’apertura del governo, riaffermando, tuttavia, le centralità della contrattazione e le proprie perplessità nel fissare una cifra per la paga oraria Salario minimo: per i sindacati un incontro utile per sciogliere alcuni nodi

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Salario minimo: per i sindacati un incontro utile per sciogliere alcuni nodi


Un incontro utile e importante per chiarire ulteriormente alcune posizioni e nodi del testo. È questo il giudizio dei sindacati sul tavolo che si è tenuto oggi al ministero del Lavoro con al centro il tema del salario minimo. Una materia delicata, quella del salario minimo, ed è per questo che i sindacati hanno chiesto al governo rassicurazioni e chiarimenti sull’iter e sul testo, visti i vari emendamenti depositati dalla maggioranza.

Per la segretaria confederale della Cgil Tania Scaccetti “la materia, direttamente collegata alla contrattazione collettiva, è molto delicata, abbiamo quindi dichiarato in premessa che sarà essenziale comprendere sia l'iter del provvedimento sia se il testo oggetto di confronto è quello proposto dal governo, essendo stati depositati dalla maggioranza emendamenti molto differenti”. Dello stesso tono anche il segretario generale aggiunto della Cisl Luigi Sbarra, che ha chiesto espressamente garanzie da parte del Governo.

Su un punto i sindacati non sembrano disposti a concedere deroghe: l’importanza e la centralità della contrattazione collettiva. “La nostra proposta di non istituire un salario minimo alternativo ai contratti nazionali che rimangono lo strumento di tutela più forte per i lavoratori”, ha affermato Sbarra e per Scacchetti “resta essenziale, per il giudizio che esprimeremo sul testo che potrà andare alla discussione del Parlamento, dare sostegno e rafforzare la contrattazione collettiva esercitata dalle organizzazioni più rappresentative”.

Sul tema della misurazione della rappresentanza la Cgil si è detta favorevole verso “l'intenzione di voler dare attuazione all'art. 36 della Costituzione, dando efficacia generale ai trattamenti economici complessivi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni più rappresentative, evitando così una logica di alternatività tra contratto e salario minimo legale”. In questo modo, fa eco la Cisl, è possibile porre un freno al dumping contrattuale. Per dare piena attuazione a questo disegno, spiegano i sindacati, è opportuno che il ministero sblocchi al più presto la convenzione con l’Inps per misurare la rappresentatività delle associazioni. nel mondo manifatturiero con Confindustria.

Accanto alle aperture non mancano, tuttavia, i confini oltre i quali il sindacato non è disposto ad andare. La Cgil ha espresso le proprie perplessità “rispetto alla volontà di voler identificare comunque una cifra unica di riferimento, come trattamento minimo economico, cui si dovrebbero adeguare tutti i contratti collettivi nazionali”. Anche la Cisl ha “chiesto cautela nella fissazione di una cifra per la soglia di salario minimo operando invece nel dare valore legale ai minimi retributivi dei contratti sottoscritti dalla organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative unico modo per contrastare i contratti pirata ed alzare le retribuzioni”.

TN


05 Giugno 2019
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