Così la presidente del Senato durante la presentazione della Relazione sull`attività della Commissione di garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali Casellati, stop agli scioperi selvaggi per garantire l’autorevolezza sindacato

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Casellati, stop agli scioperi selvaggi per garantire l’autorevolezza sindacato


Esercitare il diritto di sciopero assicurando "servizi incomprimibili", all'interno di una cornice regolatoria "ben definita" ed evitando il cosiddetto "sciopero selvaggio", è funzionale sia al rispetto dei diritti degli utenti estranei alla vertenza che alla stessa "autorevolezza" delle organizzazioni sindacali. È quanto sottolineato dalla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, nel suo discorso alla presentazione della Relazione sull`attività della Commissione di garanzia sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, che si sta svolgendo nella Sala Koch di Palazzo Madama.

"L'esercizio del diritto di sciopero deve essere conciliato con l'esigenza di assicurare un nucleo di servizi incomprimibili, in quanto strumentali alla tutela di interessi e bisogni primari", ha sottolineato innanzitutto Casellati, ricordando un passaggio dell'ex segretario della Cgil Giuseppe Di Vittorio sugli scioperi nei servizi pubblici che visto che "'possono danneggiare un gran numero di persone estranee alla vertenza', affermava l`onorevole Di Vittorio, 'occorre una remora che ne freni l`uso e ne eviti gli abusi'". E poi, ha proseguito Casellati, "garantire che gli scioperi si svolgano all'interno di una cornice regolatoria ben definita, che impedisca l'effetto sorpresa, che limiti la durata delle azioni di protesta e che ne vieti la reiterazione improvvisa, riduce quella prospettiva dello 'sciopero selvaggio' che in passato ha generato forti contrapposizioni tra le diverse parti".

Tutti aspetti che, "in particolare nell'era digitale e della società interconnessa, diventano fondamentali per la salvaguardia dell'autorevolezza dei corpi intermedi e di tutti i soggetti coinvolti. Rispetto al passato oggi possiamo infatti avere in tempo reale sia la mappatura dei servizi interessati dalle rivendicazioni, sia il dettaglio delle motivazioni. È anche per questo che azioni strumentali o proteste proclamate con intenti che nulla hanno a che vedere con le giuste tutele dei lavoratori, finiscono irrimediabilmente per creare un solco tra tali organizzazioni e i cittadini-utenti. E allora - ha avvertito Casellati - può venir meno quella 'reputazione' che è alla base di una corretta interazione tra lavoratori, parti sociali e collettività".

TN


18 Giugno 2019
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