Uno studio della Uilca analizza il tema della formazione all’interno del settore bancario Uilca, la formazione è il motore per crescita e sviluppo

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SETTORE BANCARIO

Uilca, la formazione è il motore per crescita e sviluppo


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Il mercato del lavoro si presenta in eterna evoluzione e le normative di riferimento appaiono talvolta non aderenti alla realtà produttiva. Su questo si è concentrato il Centro Studi Uilca, con lo studio che alleghiamo.

La Uil e la Uilca da tempo ribadiscono la centralità del CCNL in Italia. “Il grande merito del CCNL è stato quello di sviluppare un confronto fra le parti sociali che ha permesso di normare elementi quali la contrattazione di secondo livello che ha poi favorito la diffusione del welfare aziendale, le politiche sul lavoro che hanno facilitato l’istituzione dei fondi di solidarietà per la riconversione e riqualificazione professionale e accompagnato le persone al pensionamento, evitando la disoccupazione, così come gli orari di lavoro, la sicurezza e la formazione”. Motivi per i quali ci siamo sempre dichiarati contrari al salario minimo” - le parole del Segretario Generale Uilca Massimo Masi.

Come Uilca abbiamo sempre considerato la formazione il vero motore della crescita economica, di difesa e d’incremento dei posti di lavoro nel nostro paese.

“Ci siamo interrogati su quali sono gli ostacoli che limitano l’accesso alla formazione, per individuare delle soluzioni “win-win” e i dati raccolti dall’Eurostat nel 2016 ci offrono alcuni elementi di riflessione interessanti. In Italia il 48% dei Lavoratori ritiene di non aver bisogno di formazione”. - continua Masi.

“Forse i manager non conoscono le skill dei loro dipendenti o dovremo, indagare se realmente quasi la metà dei Lavoratori italiani, non solo del settore finanziario sia sufficientemente formato, o vi sia un loro errore di percezione su questo tema. Favorire la consapevolezza delle proprie competenze è altrettanto importante che fornire preparazione” - le dichiarazioni del Segretario Generale Uilca Massimo Masi.

“Dobbiamo evidenziare anche che uno degli ostacoli che limitano l’accesso alla formazione in Italia sono i costi della formazione. Lo sviluppo dell’e-learning ne ha permesso l’abbattimento, ma questa metodologia si scontra con la scarsa dimestichezza di apprendere dei Lavoratori attraverso l’interazione con le piattaforme on line. La formazione in aula non è necessariamente sempre la più adatta forma d’insegnamento, per cui si dovranno riadattare contenuti e metodi d’insegnamento per le piattaforme di e-learning affinché tutti i mezzi di formazione siano fruibili da tutti e incentivare con contributi la formazione. Nonostante come Uilca spesso abbiamo denunciato l’abuso dell’e-learning da parte delle banche, a discapito delle Lavoratrici e dei Lavoratori. Altro importante ostacolo in Italia alla formazione sul quale riflettere è la presenza delle responsabilità familiari (10,8%) che impediscono di accedere alle nuove conoscenze. Questo è un elemento che è molto legato alla maggiore o minore presenza di strutture o enti che possano accudire i bambini o gli anziani mentre le persone frequentano i corsi, inoltre i salari bassi spesso impediscono alle persone di formarsi perché devono impiegare il tempo in altri lavori per accrescere il reddito disponibile. Risolvere questi ostacoli non può essere solo una questione fra parti sociali o fra datore di lavoro e dipendente, ma vi deve essere la presenza dello Stato, che favorisca il welfare e potenzi il ruolo della scuola” - la spiegazione fornita dal Responsabile del Centro Studi Uilca “Orietta Guerra” Roberto Telatin. “Oggi nell’Europa a 28 e anche in Italia un terzo della formazione è erogata dai datori di lavoro e circa il 50 % da istituti formativi (scuola), mentre le associazioni datoriali in Italia erogano il 7,5% della formazione e i sindacati solo lo 0,60%.”

“Bisogna potenziare la partnership fra impresa e istituti formativi in maniera tale da rispondere velocemente alle esigenze formative delle imprese e mettere quest’ultime in contatto con le sperimentazioni e innovazione che il mondo accademico progetta ma che non trasforma in prodotti commercializzabili”. – afferma Masi. “Per il futuro potrebbe essere necessario potenziare la formazione attraverso le associazioni poiché la vita media delle imprese si accorcia, comprese quelle finanziarie, la mobilità dei Lavoratori aumenta, per cui ripartire i costi della formazione nel sistema produttivo nella sua complessità potrebbe essere un modo per incentivarla a vantaggio di tutti. Il settore finanziario nonostante gli investimenti tecnologici che tendono a sostituire i Lavoratori dovrà investire molto nel capitale umano per aprirsi ai mercati esteri, per cui la diffusione delle reti internet aprono un mercato nuovo. Per questo la formazione è fondamentale”.

TN


19 Giugno 2019
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