Unire il Paese, non dividerlo. Con investimenti, lavoro, lotta all'evasione fiscale e alla criminalità. E' il messaggio che giunge da Reggio Calabria dove si è svolta la manifestazione di sabato sul tema "#futuroalLavoro, ripartiamo dal Sud per unire il Paese" organizzata da Cgil, Cisl e Uil A Reggio Calabria sindacati in piazza: dal Sud per unire il Paese

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A Reggio Calabria sindacati in piazza: dal Sud per unire il Paese


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Unire il Paese, non dividerlo. Con investimenti, lavoro, lotta all'evasione fiscale e alla criminalità. E' il messaggio che giunge da Reggio Calabria dove si è svolta, sabato 22 giugno, la manifestazione sul tema "#futuroalLavoro, ripartiamo dal Sud per unire il Paese" organizzata da Cgil, Cisl e Uil, alla quale hanno partecipato i segretari generali dei tre sindacati confederali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Il corteo, partito da Piazza De Nava, si è concluso in Piazza Duomo, dove si sono tenuti gli interventi conclusivi dei segretari generali. Secondo le prime valutazioni alla manifestazione avrebbero partecipato circa 25 mila lavoratori, che hanno riempito le strade del centro della città dello Stretto.

Il segretario generale della Cgil Landini ha parlato di una "grande manifestazione che parla a tutto il Paese e chiede il cambiamento delle politiche del Governo. La domanda è unire il Paese, non dividerlo. La domanda è nuovi investimenti, nuovo lavoro, diritti, vera lotta all'evasione fiscale e alla criminalità. Non ci fermeremo fin quando non avremo ottenuto delle risposte. O il Governo capisce o glielo faremo capire".

Landini ha poi criticato Salvini: "Il ministro degli Interni deve combattere la malavita organizzata e garantire che non ci sia capolarato e sfruttamento. Invece lo sblocca cantieri ci dice un'altra cosa. E' una logica pericolosa. Basta con la logica dei condoni fiscali. Nel nostro paese bisogna combattere l'evasione fiscale. Per questo la flat tax non ci piace. Non bisogna dire che le tasse sono troppo alte, perché sono alte solo per chi le paga. Oltre ad abbassare le tasse dobbiamo combattere l'evasione fiscale". Inoltre, secondo il numero uno della Cgil "l'autonomia differenziata è una bugia: non serve dividerci, perché già lo siamo fin troppo. Già oggi la sanità o l'università sono differenti".

Anche Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl si è mostrata netta: "Non ci fermeremo fino a quando non saremo ascoltati, lo avevamo promesso. L'Italia è una e una sola. Dopo le manifestazioni di febbraio, di Bologna e di maggio a Roma siamo qui perché il Sud fatica, ma ha voglia di riscatto".

"Questa di Reggio Calabria oggi - ha detto la numero uno della Cisl e` una manifestazione imponente storica. Segna uno spartiaque. Il sindacato unisce il Paese. Migliaia e migliaia di donne, di uomini e soprattutto giovani giunti da ogni regione del Mezzogiorno e anche dal resto d'Italia, con la loro presenza, lanciano un messaggio al Governo che non puo` essere ignorato: l'Italia non esce dalla crisi senza lo sviluppo del Mezzogiorno.
Occorre una svolta negli investumenti pubblici e privati.
Dobbiamo fermare la fuga dei giovani del sud verso le altre regioni".

Parole ferme anche da Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil: "Se il Governo non ci convoca - promette - sarà lui a farci andare avanti nella lotta. Andremo avanti con gli scioperi, non ci fermeranno. Cgil, Cisl e Uil devono stare assieme, unitari, non devono dividersi. Noi dobbiamo andare avanti, dobbiamo dire al Paese che queste sono le forze sane".

"Dicono - ha detto ancora Barbagallo - che non ci sono soldi, ma all'Italia mancano 111 miliardi di evasione, 27 miliardi per usura e pizzo. Nel nostro Paese vanno avanti per slogan, ma bisogna ripartire da qui, dal Sud. Se non ci convocano, sono loro che vogliono che continueremo, faremo scioperi".

E.G.


24 Giugno 2019
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