I sindacati di categoria hanno proclamato lo stato di agitazione per i 380 addetti per protestare contro la mancata sottoscrizione del contratto di acquisto del Gruppo da parte di Arcelor-Mittal, anche a causa della situazione di tensione sul futuro dell’ex Ilva Lavoratori di Sanc in sciopero

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Lavoratori di Sanc in sciopero


Domani è il giorno dello sciopero per i 380 lavoratori del Gruppo Sanac, che produce refrattari ed ha stabilimenti a Gattinara (Vercelli), Vado Ligure (Savona), Cagliari e Massa. La mobilitazione, 4 ore per turno di lavoro, è stata proclamata dai sindacati Filctem, Femca, Uiltec per protestare contro la mancata sottoscrizione del contratto di acquisto del Gruppo da parte di Arcelor-Mittal. “La situazione di grande tensione sul futuro dell’ex Ilva di Taranto – spiegano in Femca-Cisl nazionale – sta determinando una grande incertezza anche sulle sorti del Gruppo Sanac, che è in amministrazione straordinaria e il cui acquisto era stato assicurato già ad aprile scorso. Secondo Arcelor-Mittal, inoltre, a maggio ci sarebbe stata la presentazione del piano industriale che prevedeva il passaggio di tutti lavoratori alla nuova società, previo accordo sindacale. Nel corso dell’ultimo incontro, invece, i commissari di Sanac hanno confermato che Arcelor-Mittal, assente al vertice, ha chiesto la proroga della scadenza dell’offerta di acquisto al 30 settembre. Una situazione delicata e complessa, anche perché l’ex Ilva contribuisce ad oltre il 60% del  fatturato di Sanac. Il calo di ordinativi e le difficoltà del sito tarantino rischiano di colpire i contratti a termine, che alla scadenza potranno non essere rinnovati. E il ricorso alle ferie non sarà sufficiente ad evitare la cassa integrazione. Il prossimo incontro si terrà nella seconda metà di luglio – prosegue la Femca - ma non nascondiamo la nostra forte preoccupazione anche per la posizione del governo, che ha minimizzato il rinvio, invitandoci ad attendere gli sviluppi della vicenda. Di fronte a quello che potrebbe rivelarsi l’ennesimo dramma occupazionale, però, non c’è assolutamente tempo da perdere”, concludono in Femca nazionale.

TN


01 Luglio 2019
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