Lo rileva l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia. Tuttavia migliora il mercato del lavoro e si rafforza il potere d'acquisto delle famiglie Istat, prosegue la fase di debolezza

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ECONOMIA

Istat, prosegue la fase di debolezza


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L`economia italiana appare caratterizzata dal proseguimento della fase di debolezza dei ritmi produttivi associata però a miglioramenti sul mercato del lavoro e del potere d`acquisto delle famiglie. E' quanto emerge dalla nota mensile sull`andamento dell`economia italiana a cura dell'Istat.

In particolare, nel mercato del lavoro si sono intensificati i segnali positivi (Figura 5). A maggio la stima degli occupati ha registrato un aumento rispetto al mese precedente (+0,3%, pari a +67 mila) e anche il tasso di occupazione è cresciuto (59,0%, +0,1 punti percentuali). Allo stesso tempo, è diminuito il numero di persone in cerca di occupazione (-1,9%, pari a -51 mila), determinando una riduzione del tasso di disoccupazione (9,9%, -0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente).

La ricomposizione favorevole tra occupazione e disoccupazione appare evidente anche considerando le medie degli ag-gregati riferiti a gennaio-maggio. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a fronte di una lieve riduzione della forza lavoro (-0,2%) si è registrato un miglioramento dell’occupazione (+0,5%) e una marcata riduzione della disoccupa-zione (-6,1%). L’evoluzione positiva è stata determinata in misura maggiore dalla componente femminile (+0,9% l’aumento dell’occupazione, -7,0% la riduzione della disoccupazione) rispetto a quella maschile (+0,2% l’aumento dell’occupazione -5,3% la riduzione della disoccupazione).

Ad aprile, l`indice della produzione industriale ha segnato una diminuzione, per il secondo mese consecutivo, interrompendo la tendenza positiva evidenziata nei primi mesi dell`anno. A maggio, è proseguito l`aumento del numero di occupati in presenza di una forte riduzione del tasso di disoccupazione.

L`inflazione italiana si mantiene su tassi moderati e inferiori a quelli dell`eurozona, con un differenziale significativamente più ampio per la componente core.

A giugno, l`indice del clima di fiducia dei consumatori ha mostrato una diminuzione significativa diffusa a tutte le sue componenti e anche la fiducia delle imprese ha registrato un peggioramento. L`indicatore anticipatore conferma uno scenario a breve termine caratterizzato dalla debolezza dei livelli produttivi.

I segnali di ripresa dell`economia internazionale appaiono episodici e nel complesso i dati hanno segnalato tendenze meno positive rispetto alle attese, sia nei paesi emergenti sia in quelli avanzati. Le previsioni per l`area dell`euro indicano un possibile rallentamento nel secondo trimestre.

TN


05 Luglio 2019
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