Il leader della Cgil, Maurizio Landini, al tavolo sulla crescita al Viminale convocato dal vicepremier Matteo Salvini, ha sottolineato come "il problema non è vedersi ogni tanto, ma potersi confrontare per capire se ci sono delle convergenze oppure no" Landini, vorremmo aprire un confronto vero con il Governo

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Landini, vorremmo aprire un confronto vero con il Governo


"Insieme con Cisl e Uil abbiamo proposte, idee, una piattaforma unitaria. Rappresentiamo milioni di lavoratori, pensionati, precari, giovani e vorremmo aprire un confronto vero con il Governo". E' quanto avrebbe detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al tavolo sulla crescita al Viminale convocato dal vicepremier Matteo Salvini.

"L`abbiamo già detto al presidente del consiglio che ci ha incontrato nei giorni scorsi - avrebbe affermato secondo fonti vicine al leader della Cgil - il problema non è vedersi ogni tanto, ma potersi confrontare per capire se ci sono delle convergenze oppure no. Primo tema è la questione degli investimenti. Abbiamo bisogno di creare lavoro e senza investimenti il lavoro non si crea. Dal 2008 a oggi abbiamo registrato una diminuzione del 30% degli investimenti pubblici. Serve un piano straordinario di investimenti pubblici e privati".

Secondo Landini "per noi bisogna unire il Paese, non dividerlo. Per questo molte delle cose proposte dal Governo come l`autonomia differenziata non ci convincono. Pensiamo che una serie di diritti come la sanità, l`istruzione, devono essere garantiti a tutti. Per far ripartire il Paese bisogna unirlo. Serve poi una forte riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti e i pensionati attraverso le detrazioni. Occorre rinnovare i contratti pubblici e privati, trovando le risorse. Non ho sentito una parola sul tema dell`evasione fiscale, non si può continuare a parlare di ridurre le tasse quando abbiamo 120 miliardi di evasione fiscale, combatterla è una priorità politica che noi non vediamo. Per combattere l`evasione fiscale servono nuove assunzioni di professionalità specifiche all`agenzia delle entrate, incrociare i dati oggi disponibili e una drastica riduzione dell`utilizzo del contante".

Landini ha aggiunto che "nel nostro Paese c`è un problema di concentrazione della ricchezza (50% nelle mani del 10%), quindi si può pensare a contributi di solidarietà (di equità) sulla ricchezza finanziaria, finalizzati a investimenti, a creare lavoro, a politiche verdi. Altro tema è la formazione, il diritto alla formazione permanente per tutte le persone che lavorano. Oggi se vogliamo affrontare questo tema abbiamo bisogno non solo che i giovani arrivino alla laurea.
Tutti quelli che oggi sono al lavoro devono avere il diritto di potersi aggiornare e qualificare per non essere espulsi dai processi produttivi. Il digitale e le tecnologie riguarderanno trasversalmente qualsiasi attività del nostro Paese".

E, infine: "Serve un luogo centrale pubblico, un'agenzia centrale, in cui si possa discutere delle scelte di politica industriale ed economica, che indichi la strategia per i prossimi anni. Il Mezzogiorno è un problema centrale per tutta Italia e per la nostra dimensione Europea: servono infrastrutture, investimenti. Rafforzare i contratti nazionali e cancellare i contratti pirata, misurando la rappresentanza per i sindacati e le associazioni delle imprese". Rivolgendosi a Salvini: "Sarebbe utile un confronto anche su temi che riguardano direttamente il suo ministero e sui quali non ci troviamo d`accordo, come per esempio la chiusura dei porti o il decreto sicurezza". E sulla sicurezza sul lavoro "c`è un problema, si continua a morire come si moriva 50 anni fa. C`è un problema di caporalato, di infiltrazioni, pezzi interi dell`economia reale sono in mano alla criminalità organizzata. Questi sono i temi da affrontare. A noi non è piaciuto lo sblocca cantieri poiché vengono aumentati gli appalti e i subappalti, ossia ciò che ha determinato invece questa situazione".

E.G.


15 Luglio 2019
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