Per il sindacato restano ancora troppi dubbi sul futuro del 224 lavoratori dello stabilimento di Figline dopo l’incontro che si è tenuto oggi al Mise Fim-Cisl, Bekaert, incontro ancora insufficiente

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Fim-Cisl, Bekaert, incontro ancora insufficiente


Nell’incontro di oggi al Mise, la Sernet l’Advisor che si sta occupando della reindustrializzazione del sito di Figline, ha illustrato lo stato dell’arte alle organizzazioni sindacali.

“Rispetto alla ricerca di aziende interessate al sito toscano è emerso che delle 14 aziende contattate al momento solo 2 hanno presentato una reale manifestazione di interesse per rilevare il sito ex-Bekaert che ad oggi impiega circa 224 lavoratori”. Lo dichiarano in una nota Raffaele Apetino coordinatore nazionale Fim-Cisl e Alessandro Beccastrini Segretario Generale Fim-Cisl Toscana.

“La prima è un’azienda italiana di cui non è stato rilevato il nome e la seconda è la Bmz azienda Bielorussa.  Entrambe le società hanno presentato bozza di piani industriali che prevedono però da subito solo il rientro di 90 lavoratori”.

Come Fim Cisl riteniamo che bisogna fare in fretta ed entrare nel merito dei due piani perché il tempo non gioca a mostro favore, anche perché gli ammortizzatori sociali scadono a fine dicembre.

Allo stesso tempo chiediamo anche il governo di intensificare la propria azione per consentire la reindustrializzazione dello stabilimento di Figline salvaguardando il futuro dei 224 lavoratori.

Nel prossimo incontro previsto al Ministero a fine settembre bisogna entrare nel merito dei piani industriali per verificare la loro sostenibilità e la solidità aziendale e soprattutto garantire il riassorbimento di tutti i 224 lavoratori.

TN


17 Luglio 2019
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