Così in una nota Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm responsabile dei settori auto e elettrodomestici Industria Italiana Autobus, Ficco (Uilm), segnali positivi, ma la strada del rilancio è lunga

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Industria Italiana Autobus, Ficco (Uilm), segnali positivi, ma la strada del rilancio è lunga


“Su Industria italiana Autobus oggi abbiamo colto dei segnali positivi di inversione di tendenza, ma è chiaro che la strada del rilancio è ancora lunga e complessa”. Lo dichiara Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm responsabile dei settori auto e elettrodomestici, al termine dell’incontro tenutosi presso il Ministero dello Sviluppo economico.

“Oggi il nuovo amministratore delegato – spiega Ficco – di Industria italiana Autobus, Giovanni De Filippis, ha illustrato lo stato di avanzamento e le prospettive del piano industriale. Il dato essenziale consiste nel

fatto che è iniziato il rientro della produzione dalla Turchia, a beneficio sia di Flumeri (Avellino) sia di Bologna. Ciò ha consentito a Bologna di riassorbire il personale dalla cassa integrazione e a Flumeri di avviare la rotazione del personale coinvolto dagli ammortizzatori sociali. Sul versante degli investimenti, è stata inviata a Invitalia la richiesta di variazione del Contratto di Sviluppo con un incremento degli investimenti per Flumeri (Avellino) da 24 a 31 milioni di euro. Ma per l’avvio materiale degli investimenti occorre la riapertura delle linee di credito bancario, attesa in verità a breve”.

“Sono segnali – prosegue Ficco – di per sé positivi, ma a detta della stessa Direzione aziendale non tutti i problemi sono risolti. Anzi lo sforzo per portare Industria italiana Autobus fuori dalla crisi in un certo senso si può dire che è appena cominciato. Le stesse

condizioni di lavoro sono ancora per molti versi precarie e devono al più presto tornare a livelli accettabili. Infine accogliamo positivamente che la data del 31 luglio per la ricerca di un quarto socio non sia intesa da parte del Ministero come perentoria e che quindi l’attuale compagine proprietaria, compresa Invitalia, sia in grado di andare avanti. In ogni caso ci auguriamo che il futuro quarto socio possa contribuire ad un effettivo rafforzamento industriale e che quindi possa essere scelto con cautela, fermo restando che è importante che la maggioranza delle azioni resti direttamente o indirettamente in mano pubblica”.

TN


18 Luglio 2019
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