Durante l’incontro a Palazzo Chigi con il governo i sindacati confederali hanno sottolineato la necessità di un piano di investimenti e un fondo per le opere pubbliche da 500 milioni Cgil, Cisl e Uil, serve una politica espansiva per rilancio del Sud

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GOVERNO-PARTI SOCIALI

Cgil, Cisl e Uil, serve una politica espansiva per rilancio del Sud


Il rilancio del Mezzogiorno "richiede con urgenza una politica economica non più soltanto orientata al superamento della crisi, ma espansiva e capace di far ripartire la produzione e i servizi, e di generare quel processo di redistribuzione della ricchezza che è mancato in questi anni". Lo affermano Cgil, Cisl e Uil nella piattaforma unitaria sul Mezzogiorno che hanno presentato al premier Giuseppe Conte nell'incontro a palazzo Chigi tra il governo e le parti sociali.

I sindacati chiedono all'esecutivo di realizzare un piano di investimenti sulle infrastrutture materiali e sociali, accompagnato da "un fondo statale destinato alla progettazione di opere pubbliche, specifico per il Mezzogiorno, con una dotazione iniziale di almeno 500 milioni".

Il rilancio del Sud "non deve essere demandato solo ai fondi comunitari e al fondo sviluppo e coesione". Serve invece "un piano di investimenti su opere infrastrutturali, completando alcuni grandi assi viari e ferroviari e accelerando la realizzazione degli interventi già programmati".

È necessario anche investire risorse "per la prevenzione, la manutenzione e la messa in sicurezza del territorio e degli edifici" e per "l'infrastrutturazione sociale, in particolar modo su sanità, servizi sociali e istruzione, quali precondizioni indispensabili per una dinamica di sviluppo".

Cgil, Cisl e Uil propongono "incentivi selettivi e condizionati per stimolare investimenti privati in settori strategici e occupazione di qualità". E chiedono inoltre "un rafforzamento delle amministrazioni pubbliche in termini di personale e competenze con un piano straordinario di assunzioni".

TN


29 Luglio 2019
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