Per il segretario generale della Cgil in questa fase politica, economica e sociale anche il sindacato deve cambiare, e sull’incontro di mercoledì con il premier Conte afferma che si ripartirà dalla piattaforma unitaria presentata al precedente esecutivo Landini, occorre rilanciare l’unità del movimento sindacale

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Landini, occorre rilanciare l’unità del movimento sindacale


“Pensare al "nuovo" non vuol dire "pensare che debbano cambiare sempre solo gli altri". In questa situazione sociale, economica e politica è necessario anche un "cambiamento delle organizzazioni sindacali" oltre che del "sistema impresa e politico". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in occasione delle Giornate del lavoro organizzate dalla Cgil a San Lazzaro di Savena, nel bolognese.

"Dobbiamo sicuramente rilanciare con molta più forza l'unità del movimento sindacale che vuol dire l'unità del mondo del lavoro - ha detto Landini -. Allo stesso tempo dobbiamo essere meno 'a compartimenti stagni': noi vogliamo che da qui in avanti qualsiasi persona che lavora, a prescindere dal contratto che gli viene applicato e dal luogo di lavoro in cui è, deve avere gli stessi diritti e le stesse tutele".

In questo, secondo il segretario della Cgil "c'è bisogno anche di un cambiamento nostro e allo stesso tempo c'è bisogno di cambiare le leggi sbagliate che in questi anni sono state fatte da tutti i governi" che si sono succeduti "che hanno aumentato la precarietà e ridotto i diritti".

Sull’imminente incontro a Palazzo Chigi il numero uno della Cgil spiega che si “discuterà a partire dalla "piattaforma" già presentata al precedente esecutivo, per capire se il nuovo governo farà scelte che vanno "nella direzione delle nostre richieste".

"Noi abbiamo chiesto insieme a Cisl e Uil questo incontro - ha spiegato Landini - per discutere della nuova legge di stabilità che il nuovo governo deve fare e anche per chiedere di poter discutere di tutto il programma illustrato dal governo in Parlamento e su cui ha chiesto la fiducia".

Naturalmente, ha proseguito, "noi partiamo dalla piattaforma che il premier Conte conosce perché gliela avevamo già presentata anche nell'altra veste perché vogliamo avere una risposta e capire se le scelte che il nuovo governo farà vanno o no nella direzione delle richieste da noi avanzate. Penso ad un piano straordinario di investimenti a partire dal Mezzogiorno per creare lavoro nelle infrastrutture sia materiali ma anche sociali, asili scuole strade"

C'è bisogno, secondo il segretario della Cgil, di "una riforma fiscale seria che riducendo la tassazione sul lavoro dipendente e sui pensionati, aumenti il netto in busta paga". Oltre a questo serve "una vera lotta all'evasione fiscale e dall'altra parte - ha detto Landini - pensiamo ci sia bisogno di politiche che mettano al centro l'istruzione, la formazione, la riforma della pubblica amministrazione e oggi c'è una questione che riguarda un nuovo modello di sviluppo che assuma la questione della sostenibilità ambientale dei prodotti e del lavoro come nuovo orizzonte per l'Italia e per l'Europa".

Sul tema delle pensioni, sulla riforma della Legge Fornero e sul rinnovo dei contratti in scadenza, il nuovo governo di Giuseppe Conte "non ha detto nulla". Per questo la Cgil si astiene su un giudizio, in attesa di conoscere quali saranno gli impegni precisi. A partire dalla necessità dell'adozione immediata di un "piano straordinario" su sicurezza e salute sul lavoro.

"Il giudizio" sul nuovo governo "lo esprimeremo nel momento in cui conosceremo in modo dettagliato le scelte di politiche sulla Legge di stabilità - ha spiegato a margine Landini -. Sicuramente una serie di titoli che sono stati indicati nel programma a noi sembrano interessanti. Dire che il cuneo fiscale se si abbassa va tutto a vantaggio dei lavoratori, se ci sarà un piano straordinario di investimenti, che gli asili nido per i redditi medio-bassi non devono essere pagati, che bisogna estendere queste cose, che manutenzione del territorio assuma un significato. Ci sono una serie di cose che erano dentro le richieste che avevamo avanzato e che non sentivamo da tempo".

"Ci sono tempi che non abbiamo sentito" dal discorso del premier Conte: "sulle pensioni della Fornero non abbiamo sentito molto, e quello è un tema che va affrontato a partire dalla pensione per i giovani - ha spiegato Landini -. Non hanno detto nulla sul rinnovo contratti nazionali di lavoro sia pubblico impegno, che della scuola che dei privati: nel giro di 6 mesi ci saranno 12 milioni di lavoratori che si troveranno alle prese con il rinnovo contrati".

A questo si aggiunge "un tema, quello della sicurezza e della salute sul lavoro": non è più accettabile - secondo il segretario di Landini - che si continui a morire come avviene adesso.

Siccome il premier, nel suo intervento, ha detto che propone piano straordinario per la prevenzione, noi pensiamo che questo sia un tema che deve immediatamente vedere un cambiamento e un lavoro diverso dei vari soggetti, a partire da assunzioni perché oggi molto spesso nei servizi di medicina per il lavoro nell'Usl o negli ispettorati del lavoro siamo totalmente sotto organico e ci sarebbe bisogno di migliaia di assunzioni e per davvero cambiare e poter fare prevenzione e controllo".

TN


16 Settembre 2019
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