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Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)


ALLEGATO 1

Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2018 (C. 2017
Governo, approvato dal Senato).


RELAZIONE APPROVATA
La XI Commissione, esaminato, per le parti di propria competenza, il disegno di legge n. 2017, recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2018, approvato in prima lettura dal Senato;

considerato che gli stanziamenti definitivi dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ammontano a complessivi 125.086,9 milioni di euro, con una variazione in diminuzione dello 0,5 per cento circa rispetto alle previsioni iniziali, mentre quelli di cassa sono stati pari a 126.700,2 milioni di euro;

rilevato che il 99,8 per cento degli stanziamenti definitivi finali di competenza (pari a 124.916 milioni di euro) risulta impegnato al termine dell'esercizio finanziario e che i pagamenti eseguiti in totale nel 2018 sono stati pari a circa 113.882,5 milioni di euro;
preso atto dell'aumento della consistenza dei residui, passati da 29.561,4 milioni di euro, stimati nelle previsioni iniziali, a 34.987,4 milioni di euro, risultanti a fine esercizio, imputata dalla Corte dei conti, nella Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2018, soprattutto ai ritardi con i quali l'INPS rendiconta le spese sostenute per erogare le proprie prestazioni;

osservato che la medesima Corte dei conti rileva che quasi tutti i capitoli delle «Politiche previdenziali» presentano rilevanti residui finali, con importi maggiori di 50 milioni, dovuti alle modalità di svolgimento della procedura di spesa, in base alla quale, a fronte di impegni assunti nell'esercizio di competenza, i relativi pagamenti a favore degli Enti destinatari avvengono negli anni successivi, in cui gli stessi presentano i dovuti rendiconti al Ministero vigilante;
condiviso l'auspicio, più volte formulato dalla Corte dei conti, di un miglioramento della programmazione del fabbisogno degli istituti di previdenza e delle modalità di comunicazione tra questi ultimi e il Ministero;

preso atto che gli stanziamenti a consuntivo risultano essere: per la missione 24, «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia», 32.798,7 milioni di euro; per la missione 25, «Politiche previdenziali», 81.475,8 milioni di euro; per la missione 26, «Politiche per il lavoro», 10.594,9 milioni di euro; per la missione 27, «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti», 10,4 milioni di euro; per la missione 32, «Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche», 37,1 milioni di euro;

rilevato che la missione 25, «Politiche previdenziali», consta unicamente del programma «Previdenza obbligatoria e complementare, assicurazioni sociali», i cui stanziamenti rappresentano il 65,2 per cento delle risorse presenti nello stato di previsione del Ministero;

considerato che la gran parte delle risorse stanziate per la missione 24, «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia», è stata assegnata al programma «Trasferimenti assistenziali a enti previdenziali,
finanziamento nazionale spesa sociale, programmazione, monitoraggio e valutazione politiche sociali e di inclusione attiva» e che di essa una quota pari al 79 per cento è stata trasferita all'INPS per l'erogazione degli interventi assistenziali di competenza, mentre la quota restante è stata destinata alle politiche di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale, alla tutela dei minori e delle persone con disabilità o comunque non autosufficienti;

osservato che la gran parte delle risorse assegnate (9,8 miliardi di euro, su un totale di 10,6 miliardi di euro) alla missione 26, «Politiche per il lavoro», è stata imputata al Programma «Politiche passive del lavoro» e che, all'interno di questo, il 73 per cento è stato assorbito dal cap. 2402, «Oneri relativi ai trattamenti di mobilità dei lavoratori e di disoccupazione»;
preso atto che la Corte dei conti, nella Relazione al Rendiconto 2018, è tornata a sottolineare l'opportunità di rivedere, nell'ambito delle politiche passive, il dimensionamento e la ripartizione del capitolo 2230 «Fondo sociale per l'occupazione e la formazione», i cui stanziamenti(610,5 milioni di euro nel 2018), sottodimensionati rispetto alle reali esigenze, risultanti dalla stratificazione dei diversi interventi risalenti nel tempo, necessitano di un'aggiornata quantificazione delle risorse;

considerato che gli stanziamenti di competenza del Programma «Politiche attive del lavoro, i servizi per il lavoro e la formazione», pari a 367,4 milioni di euro, sono stati imputati, per una quota pari a circa 251 milioni di euro, al cap. 1232, riguardante il trasferimento alle Regioni a sostegno delle spese di funzionamento dei centri per l'impiego,

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE.

ALLEGATO 2
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2019 (C. 2018 Governo, approvato dal Senato).
Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (limitatamente alle parti di competenza).

RELAZIONE APPROVATA
La XI Commissione, esaminato il disegno di legge n. 2018, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2019, con riferimento alla Tabella n. 2, recante lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, limitatamente alle parti di competenza,

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE.

ALLEGATO 3
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2019 (C. 2018 Governo, approvato dal Senato).
Tabella n. 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (limitatamente alle parti di competenza).

RELAZIONE APPROVATA
La XI Commissione, esaminato il disegno di legge n. 2018, recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2019, con riferimento alla Tabella n. 4, recante lo stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, limitatamente alle parti di competenza;

considerato che la situazione contabile di cui dà conto il disegno di legge di assestamento con riferimento al Ministero del lavoro e delle politiche sociali deve essere integrata con gli effetti del decreto-legge n. 61 del 2019, convertito dalla legge n. 85 del 2019;

osservato che le variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento riguardano una riduzione di 754,5 milioni di euro delle previsioni di competenza e di 794 milioni di euro delle autorizzazioni di cassa, da ascriversi interamente alle spese correnti;

preso atto che, come risulta dalla nota illustrativa alla tabella, le variazioni alla competenza sono connesse alle esigenze emerse dall'effettivo svolgimento della gestione, tenuto altresì conto della situazione della finanza pubblica, mentre le modifiche alle autorizzazioni di cassa sono dovute alla necessità di assestare le autorizzazioni stesse in relazione sia alla nuova consistenza dei residui, sia alle variazioni proposte per la competenza;

considerato che, sul totale delle variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento allo stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (-562 milioni di euro), le più significative riguardano la missione 25, «Politiche previdenziali», programma «Previdenza obbligatoria e complementare, assicurazioni sociali» (-758 milioni di euro), e la missione 24, «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia», programma «Trasferimenti assistenziali a enti previdenziali, finanziamento nazionale spesa sociale, programmazione, monitoraggio e valutazione politiche sociali e di inclusione attiva (+204 milioni di euro),


DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE.


19 Settembre 2019
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