Resta da chiarire il ruolo di Delta, giudicato ancora non sufficiente, il al capitale circolante della compagnia dopo l'operazione, fino ad arrivare al tema degli esuberi degli esuberi. Per la Filt-Cgil, visto lo stato delle cose, serve un incontro urgente al Mise Alitalia, la cordata invierà al Mise una lista di problematiche ancora aperte

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Alitalia, la cordata invierà al Mise una lista di problematiche ancora aperte


La cordata che dovrebbe dar vita al rilancio dell'Alitalia, ovvero quella formata da Fs, Atlantia e Mef con l'apporto di Delta, invierà al Mise una lista di problematiche ancora aperte, alcune superabili e altre no, per la realizzazione del progetto. Questo, a quanto si apprende, è stato deciso oggi nel corso di un vertice dall'advisor Mediobanca, al quale ha partecipato anche un rappresentate del Mef. Inoltre, da quanto si apprende, Atlantia non avrebbe paventato l’abbandono del dossiere o un’ipotesi di scambio con il tema delle concessioni autostradali.

Per il rilancio della compagnai di bandiera le problematiche vanno dal ruolo di Delta, giudicato ancora non sufficiente, al capitale circolante della compagnia dopo l'operazione, fino ad arrivare a quello degli esuberi. Una volta inviata questa lista di temi rimasti ancora irrisolti, il Governo potrebbe attivarsi per dare il massimo supporto possibile per la realizzazione dell'operazione. Dal canto loro, sempre secondo quanto si apprende, i commissari straordinari invieranno al Governo una loro lettera per rappresentargli la situazione.

Dato lo stato della cosa Fabrizio Cuscito, segretario nazionale della Filt-Cgil, chiede "un confronto urgente al Ministero dello Sviluppo Economico che ci riferisca su quello che sta accadendo". Per Cuscito"la condizione economica dell’azienda ed i fondi a disposizione in cassa non ci permettono di perdere più un minuto e dopo quasi tre anni di commissariamento serve che il Governo prenda in mano la regia dell’operazione e la finalizzi positivamente".

Secondo il dirigente nazionale della Filt Cgil "dalle indiscrezioni, che emergono a mezzo stampa, sembra che il tema occupazione sia purtroppo solo un dettaglio marginale nelle complesse dispute finanziarie fra gli acquirenti. Non possiamo più aspettare, devono dirci se, nel piano industriale che hanno in mente, l’occupazione sia elemento fondamentale e se si tratti di rilancio, sviluppo o solamente di tagli al perimetro occupazionale ed alle condizioni di lavoro. Dopo tante crisi e tanti posti di lavoro persi negli anni - sottolinea infine Cuscito - non vogliamo altri licenziamenti".

TN


04 Ottobre 2019
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