I rappresentanti degli 800 rider spiegano che l’emendamento obbliga le piattaforme a trovare un accordo coi sindacati tradizionali, ma i rider iscritti sono pochissimi perchè si tratta di un lavoro autonomo, e chiedono un incontro urgente al ministro Catalfo “Rider ribelli”, emendamento insensato e pericoloso, il governo ci ascolti

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“Rider ribelli”, emendamento insensato e pericoloso, il governo ci ascolti


In merito alla bozza di emendamento sui rider proposta dal governo e che sta circolando in queste ore, il gruppo di oltre 800 rider che nei giorni scorsi si è opposto alla prima versione del decreto manifesta ulteriore e crescente preoccupazione.

"Siamo passati dalla padella alla brace" - dichiara Nicolò Montesi, portavoce di una petizione che ha raccolto le firme di oltre 800 rider. "L'emendamento è insensato e pericoloso, perché obbliga le piattaforme a trovare un accordo coi sindacati tradizionali, ma i rider iscritti ai sindacati si contano sulle dita di una mano e il motivo è semplice: siamo lavoratori autonomi e quello che propongono i sindacati è lontano anni luce da quello che interessa a noi. Non capiamo perché il governo dia potere di trattare con le piattaforme a sindacati che non rappresentano nessuno e non invece a noi stessi, che facciamo questo lavoro e sappiamo di cosa abbiamo davvero bisogno. Come sempre, purtroppo, gli unici a non avere voce in capitolo in questa assurda vicenda siamo proprio noi rider".

"Chiediamo un incontro urgente al Ministro Catalfo per arrivare a una soluzione condivisa: il decreto potrebbe essere corretto semplicemente dando a reali rappresentanti dei rider il potere di trattare a livello aziendale con ciascuna piattaforma, indipendentemente se parte di sindacati tradizionali oppure no. Speriamo in un po' di buonsenso e di ascolto da parte del governo, per una volta. Altrimenti diventerà troppo tardi".


04 Ottobre 2019
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