È quanto emerge dall’audizione dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio in commissione al Parlamento sul Def. L’UPB afferma, inoltre, che nella manovra non bisognerebbe fa affidamento su risorse incerte, come quelle ottenute dalla lotta all’evasione fiscale UPB valida le stime 2019-20. Restano dubbi per il 2021-22

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UPB valida le stime 2019-20. Restano dubbi per il 2021-22


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“L'Ufficio Parlamentare di Bilancio ha validato le previsioni programmatiche sul 2019 e sul 2020 contenute nella Nota di aggiornamento al Def esprimendo però dubbi sull stime per il 2021 e per il 2022”. Lo ha detto il presidente dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio Giuseppe Pisauro nel corso di un'audizione alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla nota di aggiornamento al Def.

L'UPB ha validato la crescita del PIL reale dello 0,1 per cento nel 2019 e dello 0,6 per cento nel 2020 ipotizzate nella Nota segnalando che "le previsioni sulle principali variabili macroeconomiche si collocano infatti all'interno di un accettabile intervallo di valutazione, pur evidenziando alcuni disallineamenti relativi su indicatori di dettaglio rispetto alle attese del panel UPB".

Il quadro macroeconomico programmatico per il biennio 2021-22, invece, "solleva gli stessi elementi di perplessità segnalati con riferimento al tendenziale. In entrambi gli anni il Governo stima infatti una crescita del PIL reale dell`1 per cento, superiore a quella dell`upper bound dei previsori UPB rispettivamente di un decimo di punto percentuale nel 2021 e di due decimi di punto nel 2022".

Nella copertura della manovra "sembrerebbe opportuno non fare affidamento su risorse incerte" come quelle sulla lotta all'evasione dove peraltro l'obiettivo di 7 miliardi è "piuttosto ambizioso".

"La parte preponderante (circa l`80 per cento) degli interventi correttivi ipotizzati per il 2020 (14 miliardi) è affidata a incrementi di entrate, di cui circa 7 miliardi (lo 0,4 per cento del PIL) deriverebbero da misure di contrasto all`evasione - ha sottolineato - Si tratta di un obiettivo piuttosto ambizioso specie se confrontato con i risultati ottenuti nel recente passato su tale fronte e difficilmente conseguibile solo attraverso strumenti per favorire il conflitto d`interessi".

Tuttavia con la possibilità di fare "incroci a tappeto" dei database ci sarebbero effetti sulla lotta all'evasione."Oggi il fisco italiano non può fare incroci a tappeto" per questioni di privacy, ha detto Pisaru, "i dati sulla fatturazione elettronica non sono disponibili come uno immaginerebbe. Quindi che effetto avrebbe la possibilità di fare incroci a tappeto?
Probabilmente avrebbe un effetto".

"La fatturazione elettronica abbiamo visto che qualche effetto sembra darlo ma è completa? Ci sono categorie ampie, i forfettari ad esempio, che ne sono escluse. Poi c'è il problema dell'ultimo passaggio dal dettagliante al consumatore. Lì avendo i dati si potrebbe guardare l'andamento dei margini".

"Vediamo che tipo di provvedimenti arrivano - ha concluso - vediamo poi se effettivamente sarà lo 0,4% del Pil il recupero risorse da evasione, può darsi che alla fine la cifra sia più bassa nei programmi".

TN


08 Ottobre 2019
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