Il leader della Lega finge di rifarsi l’immagine, e l’establishment finge di crederci. Salvini e l’euro irreversibile, anzi no

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Salvini e l’euro irreversibile, anzi no


‘’C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole?” si chiedono con apprensione e, sotto sotto, con speranza e desiderio,  quanti  non esitano a sostenere che Matteo Salvini sta cambiando linea allo scopo – ha scritto Claudio Cerasa sul Foglio – di infilare in un cassetto l’impresentabilità della Lega per avere possibilità di tornare al governo. Il Capitano ha scelto un giornale raffinato (e ostile)  come Il Foglio per dare conto – in una lunga intervista ad Annalisa Chirico – della sua conversione, dichiarandosi atlantista  e di considerare l’euro irreversibile, anche se è stato ‘’un brutto esperimento’’.  Il quotidiano, fondato da Giuliano Ferrara,  ha voluto consolidare la svolta dando la parola, nei giorni seguenti, ad altri ottimati del Carroccio, che  hanno ammesso di aver condiviso, con largo anticipo, la nuova linea del leader, fin da quando frequentavano le scuole elementari e si stupivano, osservando la carta geografica (quella che il ministro Fioramonti voleva far  appendere nelle aule  al posto del crocefisso), di trovarsi al cospetto di un’Europa divisa in tanti Stati separati.  Salvini, poi, non ha esitato ad esportare il suo new deal Oltralpe, in quella Francia di Macron che, un tempo, considerava il suo peggiore avversario. Intervistato dal Point ha sciorinato i suoi futuri  propositi, in cui non c’è posto per un’eventuale Italexit ‘’giacchè la storia non può essere riscritta’’. L’impegno attuale  della Lega sta soltanto nel ‘’ridurre i danni causati dalle politiche finanziarie e monetarie’’. L’insieme di questi ‘’fatti politici’’ ha suscitato un fermo richiamo da parte del direttore Cerasa, il quale – sia pure con cautela – ha invitato i commentatori, compresi quelli che non amano Salvini, a riconoscere che una svolta c’è e che un’opposizione ‘’che si normalizza è una buona notizia anche per chi non si trova dalla parte dell’opposizione’’.

Parole sante e condivisibili,  anche se dovessimo turarci il naso pur di dare seguito ad un’effettiva stabilizzazione della politica italiana. Ma siamo sicuri che sia in atto una svolta? Oppure, nel sole resta ancora tanto di ‘’antico’’? Esattamente una settimana dopo aver rilasciato quell’intervista ‘’da redento’’ ad Annalisa Chirico, Salvini si è presentato ad una trasmissione televisiva (L’aria che tira) nel corso della quale ha smentito sé stesso.  ‘’Mai detto che l'euro è irreversibile, i giornalisti scrivono tante cose, di irreversibile c'è solo la morte". Del resto, come potrebbe un uomo politico restare intrappolato nella contraddizione di  chi finisce per lasciare inalterata una situazione da lui ritenuta negativa?  "Non siamo qua per far casino, per uscire dall'Europa – ha dichiarato l’ex ministro a Myrta Merlino - la moneta che ci hanno messo in tasca non ha aiutato l'economia italiana, però questa è e con questa dobbiamo ragionare".  Che cosa è successo nell’arco di pochi giorni? Tutto regolare. La differenza dei toni e delle stesse parole dipende solo da un problema di comunicazione (Milena Gabanelli ci ha spiegato come funziona la ‘’bestia’’ che cura l’immagine di Salvini). Il Capitano sa che i suoi elettori leggono di malavoglia i testi scritti,  perché sanno farlo solo compitando le parole. Quindi, prima o poi, lasciano perdere. Tanto non ci capiscono nulla. Così, nelle interviste rilasciate ai giornali, il Truce si esprime allo scopo di ‘’ épater le bourgeois’’

Il vero Matteo Salvini è quello che va in televisione o conciona nei comizi, dove evita accuratamente di  dire che l’euro è irreversibile. Sia chiaro, nessuno si meraviglia se in tv o durante le campagne elettorali, il Capitano si avvale di un linguaggio diverso da quello che usa quando infila la camicia nei pantaloni. Tutti capiscono subito se mente (quasi sempre) o è sincero (quasi mai). Il fatto è che, in questo momento, all’establishment fanno gioco le menzogne, nella prospettiva prossima  di avvalersi di un Salvini presentabile per il  governo del Paese.

Giuliano Cazzola


22 Ottobre 2019
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