La Filcams-Cgil ha annunciato per oggi lo sciopero. La Western Union Retail Services Italy Srl (WURSI) e la branch italiana Western Union Payment Services Irland Limited hanno annunciato lo scorso 18 settembre hanno aperto una procedura di licenziamento collettivo nelle due sedi italiane di Roma e Milano dichiarando 42 lavoratori in esubero su un totale di 191 dipendenti La Western Union licenzia 42 lavoratori. Oggi lo sciopero dei sindacati

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La Western Union licenzia 42 lavoratori. Oggi lo sciopero dei sindacati


La Filcams Cgil congiuntamente con le RSA ha dichiarato per oggi, venerdi 25 ottobre lo sciopero dei lavoratori dipendenti della Società Western Union Retail Services Italy Srl (WURSI) e della branch italiana Western Union Payment Services Irland Limited (WUPSIL) appartenenti al Gruppo Western Union, leader mondiale del mercato del money transfer. WURSI è una società italiana che svolge attività di supporto al servizio di money transfer gestito attraverso la licenza in capo alla società irlandese WUPSIL.

Il 18 settembre scorso le due società hanno aperto una procedura di licenziamento collettivo nelle due sedi italiane di Roma e Milano dichiarando 42 lavoratori in esubero su un totale di 191 dipendenti presenti nelle due aziende.

Le società hanno giustificato gli esuberi dichiarando di affrontare un mercato altamente competitivo che ha portato una scarsa crescita nel corso degli ultimi anni. Motivazione che non trova fondamento in quanto le società stesse sono comunque, come da ultimi dati di bilancio disponibili, in utile.

La procedura viene inoltre giustificata dalla ristrutturazione a livello globale voluta dall’headquarter americano che ha recentemente annunciato una nuova strategia finalizzata al miglioramento del proprio livello di efficienza.

Il gruppo Western Union è assolutamente profittevole avendo chiuso il bilancio con un utile netto di 851 milioni. Sempre dai dati ufficiali la strategia economica riconducibile a questa riorganizzazione emerge essere quella di favorire principalmente gli stakeholder interni avendo utilizzato circa la metà degli utili netti per il riacquisto delle proprie azioni emesse sui mercati finanziari al fine esclusivo di farne aumentare il rendimento. All’interno delle consultazioni avvenute sino ad oggi tra la direzione aziendale e le organizzazioni sindacali è emerso l'intento delle aziende, allineate al piano di ristrutturazione globale, di ridurre i costi del lavoro attraverso la delocalizzazione di attività attualmente svolte in Italia, presso le sedi di Vilnius in Lituania e di Pune in India.

Ad oggi sembrerebbe non esserci alcuna apertura da parte di Western Union né alla possibile riduzione del numero degli esuberi comunicati né rispetto ad un sostegno economico all'uscita dei lavoratori nonostante gli utili del gruppo siano abbondantemente in attivo. La strategia di delocalizzazione aziendale annunciata e la riduzione dell'organico, ad oggi pari al 20% della forza lavoro, produrrebbe una grave incertezza anche sul futuro dei circa 150 dipendenti oggi non impattati dai licenziamenti che chiedono maggiori garanzie e piani aziendali chiari e condivisi. La Filcams di Milano sostiene l'iniziativa di sciopero di 8 ore dichiarata da tutte le sigle sindacali presenti in azienda in data 25 ottobre che localmente prevede un presidio presso la sede milanese del Gruppo Western Union in Via G.B. Pergolesi 25 dalle ore 9.00 alle ore 12.00.

TN


25 Ottobre 2019
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