Il guardiano del faro

notizie del giorno

›› tutte le notizie

I Blogger del Diario

›› tutti gli interventi

calendario

DoLuMaMeGiVeSa
1 2
345678 9
101112131415 16
17 18 19 20 2122 23
24 25 26 27 28 29 30

dalle istituzioni

newsletter

link

argomenti

Galleria fotografica

Galleria fotografica

CAMERA

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)


SEDE REFERENTE
Giovedì 7 novembre 2019. — Presidenza del presidente Andrea GIACCONE. — Interviene la sottosegretaria di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, Emanuela Claudia Del Re.
La seduta comincia alle 11.05.
Modifiche al titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura
.
C. 1027 Ciprini.
(Seguito esame e conclusione).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 5 novembre 2019.
Andrea GIACCONE, presidente, avverte che, sul nuovo testo della proposta di legge n. 1027 Ciprini, risultante dall'esame delle proposte emendative presentate, sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni I (Affari Costituzionali), II (Giustizia), III (Affari Esteri) e VII (Cultura). La V Commissione (Bilancio), invece, esprimerà il parere di competenza direttamente all'Assemblea.

Prima di porre in votazione la proposta di conferimento del mandato alla relatrice, chiede se vi siano colleghi che intendano intervenire per dichiarazione di voto.
Elena MURELLI (LEGA) preannuncia l'astensione del gruppo Lega, in quanto, pur condividendo la finalità del provvedimento, ritiene che esso avrebbe dovuto recare anche lo scioglimento di alcuni nodi emersi nel corso delle audizioni, riguardanti, in particolare, il ruolo delle organizzazioni sindacali, il coinvolgimento di agenzie internazionali nella procedura di determinazione della retribuzione base, la problematica della doppia tassazione e quella del rimborso spese.
Andrea GIACCONE, presidente, dà conto delle sostituzioni di deputati comunicate alla Presidenza.
Pone, quindi, in votazione la proposta di conferire alla deputata Ciprini il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea sul nuovo testo della proposta di legge C. 1027, risultante dagli emendamenti e subemendamenti approvati in sede referente,
avvertendo che, se non vi sono obiezioni, in caso di approvazione, la Presidenza si intende autorizzata al coordinamento formale del testo.
La Commissione delibera di conferire alla deputata Ciprini il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea sul nuovo testo della proposta di legge C. 1027.
Delibera, altresì, di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.
Andrea GIACCONE, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove per l'esame in Assemblea sulla base delle indicazioni dei gruppi.
La seduta termina alle 11.10.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 11.10 alle 11.15.

RISOLUZIONI
Mercoledì 6 novembre 2019. — Presidenza del presidente della I Commissione Giuseppe BRESCIA.
La seduta comincia alle 14.25.
7-00321 Prisco: Allineamento retributivo e pensionistico del Corpo nazionale dei vigili del fuoco con le forze dell'ordine.

(Discussione e rinvio).
La Commissione inizia la discussione della risoluzione.
Giuseppe BRESCIApresidente, rileva come nella seduta odierna le Commissioni riunite I e XI avviano la discussione della risoluzione 7-00321 Prisco, relativa all'allineamento retributivo e pensionistico del Corpo nazionale dei vigili del fuoco con le forze dell'ordine.
Anche in considerazione dell'oggetto dell'atto di indirizzo oggi in discussione, coglie l'occasione per formulare il più sentito cordoglio, sia a titolo personale, sia a nome di tutti i componenti delle Commissioni riunite, per la scomparsa dei tre vigili del fuoco periti nella sciagura occorsa ieri a Quargnento, in provincia di Alessandria, e nella quale altri due vigili del fuoco e un carabiniere sono rimasti feriti. Desidera esprimere tale sentimento di dolore e vicinanza sia alle famiglie dei tre vigili, sia nei confronti di tutti gli appartenenti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che quotidianamente si adoperano, spesso anche a rischio della loro personale incolumità, per assicurare la sicurezza dei cittadini.
Emanuele PRISCO (FdI), associandosi al Presidente nell'espressione del cordoglio per la scomparsa dei Vigili del fuoco rimasti coinvolti nel tragico evento verificatosi nella giornata di ieri, ritiene importante avviare proprio oggi un dibattito sul tema, affrontato dalla sua risoluzione, dell'allineamento retributivo e pensionistico del personale del Corpo dei vigili del fuoco, che, a suo avviso, svolge, con grande professionalità, funzioni pubbliche essenziali, a supporto della collettività, rischiando spesso la propria incolumità.
Ricorda che su tale tema il Governo in carica ha assunto precisi impegni con le rappresentanze sindacali, che auspica siano rispettati, in continuità con un percorso già avviato dal precedente Governo. Nel rilevare come che su tale argomento non debbano sussistere logiche di schieramento
politico, evidenzia dunque la necessità che il Parlamento proceda speditamente lungo un processo teso a riconoscere a tale personale una equiparazione rispetto alle altre forze dell'ordine.
Ritiene che un intervento di completo riallineamento – seppur non realizzabile nell'immediato, a fronte delle risorse richieste, pari a circa 200 milioni di euro – possa essere realizzato in tempi comunque brevi, considerato che su tale tema appare possibile registrare una unanimità d'intenti da parte dei gruppi, emersa, peraltro, anche in occasione della discussione sul processo di revisione dei ruoli delle forze di polizia.
Manifesta il proprio rammarico, infine, per l'assenza nella seduta odierna del rappresentante del Governo, la cui presenza giudica indispensabile, al fine di valutare se alle promesse fatte dall'Esecutivo alle organizzazioni sindacali seguiranno fatti concreti, in grado di fornire una risposta adeguata alle esigenze di tale personale.
Giuseppe BRESCIApresidente, ritiene sussistano le condizioni per procedere speditamente nell'esame della risoluzione in titolo, ravvisando comunque l'opportunità di un rinvio della discussione alla settimana successiva, al fine di pervenire a una formulazione dell'atto di indirizzo condivisa da tutti i gruppi, atteso il carattere certamente non divisivo del tema in questione.
Emanuele PRISCO (FdI) chiede alla Presidenza che sia assicurata nel prosieguo dell'esame la presenza del rappresentante del Governo. Pur non intendendo, per rispetto nei confronti delle vittime, alimentare polemiche politiche al riguardo, ritiene infatti che l'assenza del rappresentante del Governo nella seduta odierna, all'indomani della sciagura di Quargnento, denoti mancanza di sensibilità.
Giuseppe BRESCIApresidente, assicura che si farà latore della richiesta del deputato Prisco presso il Governo, auspicando che quest'ultimo sia rappresentato nel prosieguo dell'esame.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito della discussione ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.35.

ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 6 novembre 2019. — Presidenza del vicepresidente della II Commissione, Franco VAZIO. — Interviene il sottosegretario di Stato, Vittorio Ferraresi.
La seduta comincia alle 10.20.
Schema di decreto ministeriale recante regolamento in materia di assunzione dei testimoni di giustizia.
Atto n. 120.

(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e rinvio).
Le Commissioni iniziano l'esame del provvedimento in oggetto.
Franco VAZIOpresidente, ricorda che il termine per l'espressione del parere da parte delle Commissioni II e XI scadrà il 9 novembre.
Piera AIELLO (M5S)relatrice per la II Commissione, ricorda che le Commissioni riunite II e XI avviano oggi l'esame, ai fini dell'espressione del parere, dello schema di decreto ministeriale recante regolamento in materia di assunzione dei testimoni di giustizia (Atto n. 120), in relazione al quale il termine per l'espressione del parere è fissato al 9 novembre.
In qualità di relatore per la Commissione Giustizia, riferisce sui profili di carattere generale della materia, mentre il collega Viscomi, relatore per la Commissione Lavoro, illustrerà i contenuti specifici del provvedimento.
Lo schema di regolamento in esame, adottato con decreto del Ministro dell'Interno di concerto con il Ministro della Giustizia, dà attuazione all'articolo 7, comma 1, lettera 
h) della legge n. 6 del 2018, recante «Disposizioni per la protezione dei testimoni di giustizia», che ha introdotto un corpus normativo organico integralmente dedicato ai testimoni di giustizia, categoria alla quale, in passato, si estendevano alcune delle misure di protezione previste per i collaboratori di giustizia dal decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, e successive modificazioni.
Ricorda a tale proposito che il citato decreto-legge n.  8 del 1991 era originariamente volto a introdurre nel nostro ordinamento un sistema «premiale» per i collaboratori di giustizia per i delitti di stampo mafioso, in analogia con la disciplina adottata in precedenza per i reati di
terrorismo. Con la legge n. 45 del 2001 le misure di protezione per i c.d. pentiti di mafia vengono sostanzialmente estese ai testimoni di giustizia, inserendo nel decreto-legge gli articoli 16-bis e 16-ter. Nella scorsa legislatura, dopo un'ampia indagine delle Commissione bicamerale sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, e l'approvazione di una relazione nella quale si auspicava la revisione del sistema di protezione dei testimoni di giustizia (Doc XXIII, n.  4), il Parlamento ha approvato la legge n.  6 del 2018 che ha fornito una nuova definizione di «testimone di giustizia», disciplinato le misure di protezione, le condizioni di applicabilità e riformato il procedimento di applicazione abrogando, infine, le pertinenti disposizioni del decreto-legge del 1991.
Sulla base di tale nuova disciplina sono testimoni di giustizia coloro che, estranei alla criminalità, rendono, nell'ambito di un procedimento penale, dichiarazioni attendibili e rilevanti per le indagini o il giudizio, in quanto persone informate sui fatti (c.d. testimone terzo) o persone offese dal reato (c.d. testimone vittima) e, a seguito di tale cooperazione con la giustizia, vengono esposti a grave e attuale pericolo. In presenza di tali essenziali prerequisiti, la qualifica di testimone di giustizia può essere attribuita purché il dichiarante: non sia stato condannato per delitti non colposi connessi a quelli per cui si procede e non abbia tratto profitto dall'essere venuto in relazione con il contesto criminale su cui testimonia; non sia stato sottoposto a misura di prevenzione e non sia in corso un procedimento di applicazione di detta misura; si trovi in una situazione di pericolo grave, concreto ed attuale rispetto al quale appaiono inadeguate le misure ordinarie di tutela adottabili dalle autorità di pubblica sicurezza. Le misure di protezione possono inoltre essere estese anche a coloro che, a causa del rapporto di convivenza o delle relazioni personali intrattenute con i testimoni di giustizia, risultano esposti al medesimo pericolo.
Come indicato dall'articolo 3 della legge n. 6 del 2018, le speciali misure di protezione per i testimoni di giustizia possono consistere in misure di tutela, misure di sostegno economico, misure di reinserimento sociale e lavorativo.
Ai nostri fini rileva in particolare la lettera 
h) del comma 1 dell'articolo 7, cui come anticipato lo schema di decreto in esame dà attuazione, che riconosce al testimone di giustizia il diritto all'accesso a un programma di assunzioni presso la pubblica amministrazione con qualifica e con funzioni corrispondenti al titolo di studio e alle professionalità possedute, ’’fatte salve quelle che richiedono il possesso di specifici requisiti». Tale accesso ad un programma di assunzioni era già previsto dall'articolo 16-ter del decreto-legge n. 8 del 1991 ed è stato ampliato dalla richiamata lettera h) dell'articolo 7 della legge n. 6 del 2018 che prevede per il testimone di giustizia la possibilità di accedere al suddetto programma, in alternativa alla capitalizzazione del costo dell'assegno periodico – riconosciuto dall'articolo 6, comma 1, lettera b) della medesima legge in caso di impossibilità di svolgere attività lavorativa o di percepire i precedenti proventi a causa dell'adozione delle misure di tutela o per effetto delle dichiarazioni rese – e qualora non abbia altrimenti riacquistato l'autonomia economica. L'assunzione avviene per chiamata diretta nominativa, nei limiti dei posti vacanti e nel rispetto delle disposizioni limitative in materia di assunzioni, sulla base delle intese conseguite tra il Ministero dell'interno e le amministrazioni interessate. Il beneficio è esteso, in sostituzione dell'avente diritto che non lo eserciti, anche al coniuge e ai figli ovvero, in subordine, ai fratelli stabilmente conviventi a carico e ammessi alle speciali misure di protezione. La definizione delle modalità di attuazione della misura – al fine di stabilire i criteri per il riconoscimento del diritto anche in relazione alla qualità e all'entità economica dei benefìci già riconosciuti e alle cause e modalità dell'eventuale revoca del programma di protezione – è demandata a regolamenti adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della giustizia, sentita la Commissione centrale – vale a dire l'organo deputato alla definizione e applicazione delle speciali misure di protezione dei testimoni di giustizia – previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, che si esprimono entro trenta giorni. Cede quindi la parola al collega Viscomi per l'illustrazione del contenuto dello schema di decreto in esame.
Antonio VISCOMI (PD)relatore per la XI Commissione, riallacciandosi a quanto esposto dalla collega Aiello, relatrice per la Commissione Giustizia, passa a illustrare il contenuto del provvedimento in esame. Lo schema di decreto ministeriale consta di dodici articoli, suddivisi in due Capi. In particolare, al Capo I, l'articolo 1 reca le norme definitorie, ricorrenti nel provvedimento, mentre, sulla base dell'articolo 2, che ne delinea l'ambito di applicazione, lo schema di regolamento si applica ai testimoni di giustizia, anche non più sottoposti allo speciale programma di protezione e alle speciali misure di protezione, come disposto dall'articolo 7, comma 1, lettera h), della legge n. 6 del 2018.
Segnala che il successivo articolo 3 individua i requisiti di applicazione del regolamento, disponendo, al comma 1, che l'ammissione al programma di assunzione è alternativa alla fruizione della capitalizzazione dell'assegno periodico e di altre misure di assistenza economica finalizzate al reinserimento sociale ed è subordinata alla mancata riacquisizione dell'autonomia lavorativa o del godimento di un reddito proprio, equivalenti a quelli pregressi. Dal beneficio sono esclusi, ai sensi del comma 2, i testimoni di giustizia destinatari di provvedimenti di revoca delle speciali misure di protezione.
Passa, quindi, al Capo II, che reca disposizioni di carattere procedimentale. In particolare, l'articolo 4 disciplina le modalità di presentazione della domanda di accesso al programma e della loro istruttoria da parte delle Autorità competenti. Più nel dettaglio, al comma 1 si prevede la presentazione, attraverso il Servizio centrale di protezione, alla Commissione centrale, della domanda di accesso al programma di assunzione per chiamata diretta nominativa presso una pubblica amministrazione, da parte dei soggetti aventi titolo. Segnala che, ai sensi del comma 2, al programma possono accedere, in via sostitutiva del testimone di giustizia che non abbia esercitato il diritto al collocamento obbligatorio, anche il coniuge o uno dei figli ovvero, in subordine, uno dei fratelli stabilmente conviventi, purché siano a carico e ammessi alle speciali misure di protezione. I successivi commi 3 e 4 disciplinano le competenze del Servizio centrale nell'istruzione della domanda, mentre il comma 5 prevede che la Commissione centrale verifichi la sussistenza dei requisiti e deliberi l'ammissione al programma.
Segnala, quindi, che l'articolo 5 prevede la predisposizione e la tenuta, da parte del Servizio centrale, di un elenco di testimoni di giustizia che hanno accesso al programma di assunzione, ordinati in modo inversamente proporzionale all'entità delle misure economiche o di reinserimento sociale e lavorativo in godimento, collocando in via prioritaria coloro che non godono di alcuna di tali misure. Rileva che, ai sensi del comma 3, ai fini dell'assunzione dei soggetti inseriti nell'elenco, il Servizio centrale individua, d'intesa con i Prefetti competenti, gli ambiti territoriali compatibili con la tutela delle concrete esigenze di sicurezza e riservatezza personale.
Osserva, inoltre, che l'articolo 6 delinea la procedura con la quale il Servizio centrale provvede, entro il 30 giugno di ogni anno, alla ricognizione dei posti disponibili, con particolare riferimento alle consistenze numeriche, alle sedi e alla tipologia dei posti da riservare, assicurando la tutela della riservatezza degli interessati. Il successivo articolo 7 disciplina la procedura di assegnazione dei posti da parte del Servizio centrale, tenuto conto del titolo di studio e della professionalità posseduti, compatibilmente con le esigenze di sicurezza personale. Segnala che il comma 3, che accoglie un rilievo
formulato dal Consiglio di Stato, prevede che, in caso di rifiuto dell'assegnazione, il Servizio centrale provvede a darne comunicazione alla Commissione centrale, che dispone il collocamento dell'interessato all'ultima posizione dell'elenco di cui all'articolo 5, a meno di gravi, sopravvenute e imprevedibili ragioni comprovate dalla documentazione trasmessa alla Commissione medesima.
L'articolo 8 delinea la procedura per lo svolgimento delle prove di idoneità per accedere al programma di assunzione in una pubblica amministrazione, definite dal Servizio centrale d'intesa con le amministrazioni interessate. La norma precisa che il giudizio di idoneità non comporta valutazione comparativa ed è volto ad accertare esclusivamente l'idoneità del lavoratore a svolgere le mansioni del profilo nel quale avviene l'assunzione. Le prove di idoneità e i successivi adempimenti connessi all'assunzione sono svolte in modo da garantire la sicurezza, la riservatezza e l'anonimato, nel rispetto delle disposizioni vigenti e dei contratti collettivi nazionali di lavoro di settore. Segnala, infine, che, ai sensi del comma 3, la formazione propedeutica all'assunzione è garantita dal Servizio centrale mediante corsi di breve periodo e comunque compatibili con la durata delle misure speciali di protezione.
Passa all'articolo 9, che prevede, in presenza di motivi di sicurezza che impediscono ai testimoni di giustizia ammessi al programma di continuare a svolgere l'attività lavorativa, l'attivazione di procedure per l'assegnazione degli interessati ad altra sede o ufficio della medesima amministrazione, ovvero la loro assegnazione in comando o distacco presso altre amministrazioni.
Segnala, quindi, che l'articolo 10 prevede l'adozione, da parte delle pubbliche amministrazioni, di idonei accorgimenti che impediscano l'individuazione dei soggetti assunti e del loro luogo di lavoro, anche con riferimento ai testimoni, non più sottoposti alle speciali misure di protezione, che risultano beneficiari del cambiamento delle generalità.
Infine, gli articoli 11 e 12 recano, rispettivamente, l'abrogazione del decreto ministeriale n. 204 del 2014 e la clausola di invarianza finanziaria.
Franco VAZIOpresidente, considerato l'impegno di entrambe le Commissioni su provvedimenti iscritti a breve nel calendario dei lavori dell'Assemblea, al fine di consentire una più adeguata e approfondita istruttoria su un provvedimento di particolare delicatezza come quello in esame, chiede al rappresentante del Governo, dopo aver verificato per le vie brevi, insieme al presidente della XI Commissione, l'orientamento in tal senso dei gruppi, la disponibilità ad attendere il parere parlamentare oltre il termine del 9 novembre.
Il sottosegretario 
Vittorio FERRARESI, con riguardo alla richiesta avanzata, annuncia la disponibilità del Governo ad attendere fino al 21 novembre per l'espressione del prescritto parere da parte delle Commissioni II e XI.
Franco VAZIOpresidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 10.25.

SEDE REFERENTE
Mercoledì 6 novembre 2019. — Presidenza del presidente della VII Commissione, Luigi GALLO. — Interviene il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca Giuseppe De Cristofaro.
La seduta comincia alle 15.10.
Sulla pubblicità dei lavori.
Luigi GALLOpresidente, avverte che è stato chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante la trasmissione sul circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
DL 126/2019: Misure di straordinaria necessità e urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti.
C. 2222 Governo.

(Esame e rinvio).

Le Commissioni iniziano l'esame del provvedimento.
Luigi GALLOpresidente, avverte che la Conferenza dei presidenti di gruppo, nella riunione dello scorso 30 ottobre, ha fissato a lunedì 25 novembre l'inizio della discussione del decreto-legge in Assemblea e che l'organizzazione dei lavori delle Commissioni sarà definita nella riunione degli uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, delle due Commissioni, già convocata al termine di questa seduta.
Vittoria CASA (M5S)relatrice per la VII Commissione, riferisce che si avvia oggi l'esame di un decreto-legge che, in vari passaggi, fa seguito all'intesa raggiunta dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca con le organizzazioni sindacali il 1o ottobre scorso. In particolare, ricorda che le disposizioni direttamente connesse all'intesa riguardano una procedura di reclutamento straordinario per la scuola secondaria, la possibilità per l'anno scolastico 2020/2021, di utilizzare in altre regioni, su base volontaria, le graduatorie dei concorsi 2016 e 2018, e una procedura selettiva riservata per la progressione all'area di Direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA) degli assistenti amministrativi di ruolo. A tali argomenti, se ne affiancano altri, relativi anche al settore universitario e a quello della ricerca.
Entrando nel dettaglio, premette che mi soffermerò molto, per ragioni comprensibili, sull'articolo 1, commi da 1 a 16 e 19, che prevede l'indizione di una procedura straordinaria per l'immissione in ruolo di docenti nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, destinata a soggetti che abbiano svolto almeno 3 anni di servizio nella scuola statale. La medesima procedura è finalizzata, altresì, a consentire ai medesimi soggetti, nonché ai soggetti che abbiano maturato il requisito di servizio nelle scuole paritarie, al ricorrere delle condizioni indicate, il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento nei medesimi ordini e gradi di scuola. Alla procedura straordinaria non possono, di fatto, partecipare i soggetti che hanno maturato un'esperienza professionale nel sistema di istruzione e formazione professionale, che fa capo alle regioni. La relazione illustrativa al decreto sottolinea che, in tal modo, da un lato, si rimedia alla grave carenza di personale di ruolo nelle scuole statali, dall'altro, si rimedia alla carenza di personale abilitato all'insegnamento nella scuola secondaria. Tale carenza comporta, per le scuole statali, la necessità di coprire parte del fabbisogno mediante ricorso a contratti a tempo determinato con docenti non abilitati, a scapito della qualità degli insegnamenti, e, per le scuole paritarie, l'impossibilità di rispettare l'obbligo di utilizzare esclusivamente docenti abilitati al fine di ottenere e mantenere il requisito della parità scolastica. La procedura straordinaria deve essere bandita, contestualmente al concorso ordinario, entro il 2019, per complessivi 24.000 posti, solo per le regioni, le classi di concorso e le tipologie di posto per le quali si prevede che, negli anni scolastici dal 2020/2021 al 2022/2023, vi saranno posti vacanti e disponibili. Ove occorra, tuttavia, le immissioni in ruolo dei vincitori possono essere disposte anche dopo. Esso è riservato ai soggetti, anche di ruolo, che hanno conseguito, per la classe di concorso per la quale si concorre, il titolo di studio previsto per l'accesso ai concorsi ordinari (per la partecipazione ai posti di sostegno è richiesto anche il possesso della specializzazione) e, fra gli anni scolastici 2011/2012 e 2018/2019, hanno svolto, su posto comune o di sostegno, almeno 3 anni di servizio, anche non consecutivi, di cui almeno una nella specifica classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale si concorre. Come accennato, è considerato solo il servizio prestato nelle scuole secondarie statali. Gli stessi requisiti, comunque, devono essere posseduti dai soggetti che hanno maturato l'esperienza nella scuola paritaria che, come ho detto, concorrono solo per il conseguimento dell'abilitazione. Ciascun soggetto può partecipare alla procedura in un'unica regione per il sostegno, oppure, in alternativa, per una sola classe di concorso. Dunque, a differenza della disciplina recata dal decreto legislativo 59 del 2017 per il concorso ordinario, in questo caso non vi è la possibilità di partecipare alla procedura sia per una classe di concorso, sia per il sostegno. Per il sostegno, tuttavia, dovremmo chiarire se è possibile concorrere sia per la scuola secondaria di primo grado, sia per la scuola secondaria di secondo grado. Precisa che si specifica che è consentita la partecipazione contestuale alla procedura straordinaria e al concorso ordinario, anche per la medesima classe di concorso e tipologia di posto.
Sottolinea che ai vincitori del concorso straordinario è destinata, in ogni regione e per ogni classe di concorso e tipologia di posto, la quota parte delle facoltà assunzionali destinata alle graduatorie ad esaurimento, non coperta con le stesse, che residua dopo le immissioni in ruolo destinate alle graduatorie dei concorsi ordinario del 2016 e straordinario del 2018 (ma non a quelle dei successivi concorsi ordinari), nonché, per l'anno scolastico 2020/2021, dopo le immissioni in ruolo derivanti dalla possibilità di optare per un'altra regione disciplinata dal comma 17. In ogni caso, i posti annualmente destinati ai vincitori del concorso straordinario
non possono superare quelli destinati, per ogni regione, classe di concorso e tipologia di posto, alle graduatorie dei concorsi ordinari. La procedura prevede: lo svolgimento di una prova scritta informatizzata, composta da quesiti a risposta multipla, destinata ai soggetti che abbiano maturato l'esperienza nella scuola statale e di una analoga, ma distinta, prova scritta, destinata ai soggetti che abbiano maturato l'esperienza nella scuola paritaria, che si intendono superate con un punteggio minimo di 7/10; la formazione (in ogni regione, per ciascuna classe di concorso e per il sostegno) di una graduatoria dei vincitori, risultante dal punteggio conseguito nella prova scritta e da quello attribuito alla valutazione dei titoli, nel limite dei posti prima indicato; la compilazione di un elenco che include i soggetti che, pur conseguendo il punteggio minimo, non rientrano nella graduatoria dei vincitori e i soggetti che hanno maturato il servizio richiesto nelle scuole paritarie; l'immissione in ruolo dei vincitori, nel limite dei posti annualmente autorizzati e, conseguentemente, l'ammissione al percorso annuale di formazione iniziale e prova, durante il quale è prevista l'acquisizione, con oneri a carico dello Stato, dei 24 CFU/CFA richiesti dalla normativa vigente, qualora gli immessi in ruolo non ne siano già in possesso; una prova orale – ad integrazione del periodo di formazione iniziale e prova – che si intende superata con un punteggio minimo di 7/10 o equivalente, fermo restando che il periodo di formazione iniziale e prova si conclude con una valutazione finale; l'abilitazione dei vincitori all'esercizio della professione docente, per la relativa classe di concorso, all'atto della conferma in ruolo. I vincitori possono conseguire l'abilitazione anche acquisendo i 24 CFU/CFA con oneri a proprio carico e superando la medesima prova orale prevista all'esito del periodo di formazione iniziale e prova. Al riguardo, la relazione illustrativa chiarisce che il riferimento è ai vincitori che non siano immediatamente immessi in ruolo, qualora essi intendano acquisire prima l'abilitazione. Avverte che potrebbe essere opportuno esplicitare tale precisazione direttamente nel testo.
I candidati confermati in ruolo devono rimanere presso l'istituzione scolastica ove hanno svolto il periodo di prova per almeno altri quattro anni e sono cancellati da ogni altra graduatoria nella quale siano iscritti. La disciplina applicativa deve essere definita con un regolamento del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca – per la cui emanazione non è indicato un termine – che, fra l'altro, deve regolare l'integrazione della composizione del comitato di valutazione con almeno un membro esterno all'istituzione scolastica.
I soggetti che, pur conseguendo il punteggio minimo di 7/10 nella prova scritta non rientrano nella graduatoria dei 24.000 vincitori, nonché i soggetti che hanno maturato l'esperienza professionale presso le scuole paritarie possono conseguire l'abilitazione, a condizione che: abbiano in essere un contratto di docenza a tempo determinato presso una istituzione scolastica o educativa del sistema nazionale di istruzione; conseguano, ove non ne siano già in possesso, i 24 CFU/CFA; superino una prova orale di abilitazione. La disciplina applicativa è definita con il regolamento di cui ho già detto.
Specifica che il conseguimento dell'abilitazione non dà diritto ad essere assunti alle dipendenze dello Stato. Al contempo, si sopprimono le disposizioni transitorie che prevedevano la possibilità, per i soggetti in possesso di tre annualità di servizio presso le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione, anche se privi di abilitazione e dei 24 CFU/CFA, di partecipare ai concorsi ordinari con una riserva di posti a loro destinata.
L'articolo 1, comma 17, prevede che, nell'anno scolastico 2020/2021, per la copertura, in ciascuna regione, dei posti vacanti e disponibili che non possano essere coperti con il ricorso alle graduatorie regionali dei concorsi del 2016 e del 2018, si può procedere mediante scorrimento delle graduatorie di altre regioni, su istanza degli interessati. La disciplina applicativa è demandata ad un decreto del
Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentita la Conferenza Stato-regioni, per la cui emanazione non è indicato un termine. Dovremo valutare, piuttosto, di fare riferimento a un decreto del Ministro.
A sua volta, il comma 18 prevede che le graduatorie del concorso del 2016 sono valide per un ulteriore anno, per complessivi, dunque, 5 anni.
L'articolo 2, commi 1 e 2, modifica la procedura per il reclutamento di dirigenti scolastici, in particolare sostituendo il corso-concorso selettivo di formazione con un concorso selettivo per titoli ed esami, le cui prove scritte e orale sono superate con il punteggio, in ciascuna, di almeno 7/10. Si prevedono, poi, moduli formativi nei due anni successivi alla conferma in ruolo. A tal fine, è autorizzata una spesa di euro 180.000 annui, a decorrere dal 2021.
L'articolo 2, commi 3 e 4, autorizza il MIUR a bandire un concorso per l'assunzione, a decorrere da gennaio 2021, di 59 dirigenti tecnici e, nelle more, rifinanzia l'autorizzazione di spesa prevista dalla L. 107/2015 per consentire l'attribuzione fino al 2020 di altrettanti incarichi temporanei per le funzioni ispettive.
L'articolo 2, comma 5, modifica la disciplina relativa alla stabilizzazione nel profilo di collaboratore scolastico del personale delle imprese di pulizia assunto a tempo indeterminato e impegnato nell'erogazione dei medesimi servizi per almeno 10 anni, anche non continuativi, purché inclusivi del 2018 e del 2019, sostituendo alla procedura selettiva per titoli e colloquio una procedura selettiva per soli titoli e stabilendo che la stessa è per 11.263 posti. Inoltre, dispone che alla procedura non possono partecipare i soggetti in particolari condizioni, quali, ad esempio, i condannati per i reati relativi a produzione, traffico o detenzione illecita di sostanze stupefacenti e i condannati per uno dei delitti contro la persona per i quali sono previste le pene accessorie. Infine, stabilisce che il personale immesso in ruolo all'esito della procedura non ha diritto, né a fini giuridici, né a fini economici, al riconoscimento del servizio prestato quale dipendente delle imprese.
L'articolo 2, comma 6, disciplina una procedura selettiva riservata per la progressione all'area di Direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA) nelle scuole degli assistenti amministrativi di ruolo che abbiano svolto a tempo pieno le funzioni di DSGA per almeno 3 anni scolastici interi, a decorrere dall'anno scolastico 2011/2012. Le graduatorie della procedura selettiva riservata sono utilizzate in subordine a quelle del concorso in corso di svolgimento.
L'articolo 3, comma 1, esclude anche i dirigenti scolastici e il personale ATA dal sistema di verifica biometrica dell'identità e di videosorveglianza degli accessi ai fini della verifica dell'osservanza dell'orario di lavoro. Ricordo che i docenti e il personale educativo erano già esclusi.
L'articolo 3, comma 2, prevede che la quota di partecipazione diretta dovuta dalle famiglie per l'accesso ai servizi di trasporto degli alunni può essere, in ragione delle condizioni delle famiglie e sulla base di delibera motivata, inferiore ai costi sostenuti dall'ente locale o anche nulla, purché sia rispettato l'equilibrio di bilancio.
L'articolo 4 esclude le università statali e le istituzioni AFAM dall'obbligo di ricorrere al mercato elettronico della pubblica amministrazione per l'acquisto di beni e servizi funzionalmente destinati all'attività di ricerca. Ricordo che tale esclusione era già stata prevista per gli enti di ricerca.
Debora SERRACCHIANI (PD)relatrice per la XI Commissione, riallacciandosi all'illustrazione della collega Casa, relatrice per la VII Commissione, segnala che l'articolo 4 esclude le università statali e le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) dall'obbligo di ricorrere al mercato elettronico della pubblica amministrazione per l'acquisto di beni e servizi funzionalmente destinati all'attività di ricerca. Ricordo che tale esclusione era già stata prevista per gli enti di ricerca.
Rileva, quindi, che l'articolo 5 aumenta da sei a nove anni la durata dell'abilitazione scientifica nazionale (ASN), anche con riferimento alle ASN già conseguite. Inoltre, proroga al 31 dicembre 2021 il termine entro cui le università possono chiamare nel ruolo di professore di prima e seconda fascia, previa valutazione, rispettivamente, professori di seconda fascia e ricercatori a tempo indeterminato in servizio nell'università medesima, che abbiano conseguito l'ASN. Ricordo che a tal fine le università possono utilizzare fino alla metà delle risorse equivalenti a quelle necessarie per coprire i posti disponibili di professore di ruolo. Conseguentemente, proroga al 2022 il termine a decorrere dal quale l'università può utilizzare le risorse corrispondenti fino alla metà dei posti disponibili di professore di ruolo per le chiamate a professore di seconda fascia di ricercatori a tempo determinato di «tipo b», che abbiano conseguito l'ASN.
Segnala che l'articolo 6 riguarda la stabilizzazione dei precari negli enti pubblici di ricerca avviata a seguito del decreto legislativo n. 75 del 2017. In particolare, prevede che il requisito relativo al reclutamento a tempo determinato con procedure concorsuali è soddisfatto anche dall'essere presente come idoneo, per lo stesso profilo professionale, in graduatorie vigenti alla data del 22 giugno 2017, relative a procedure concorsuali ordinarie o bandite ai sensi del decreto-legge n. 101 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 1225 del 2013. Nel caso di assunzione a tempo determinato con procedure non concorsuali, si provvede con espletamento di prove selettive. Prevede, inoltre, che, ai fini del requisito di almeno tre anni di servizio negli ultimi otto, si considerano anche quelli relativi alle collaborazioni coordinate e continuative e agli assegni di ricerca.
Passa, quindi, all'articolo 7, che, modificando la recente legge n. 92 del 2019 sull'insegnamento scolastico dell'educazione civica, prevede che l'introduzione dello stesso non determina un incremento della dotazione organica complessiva, né l'adeguamento dell'organico dell'autonomia alle situazioni di fatto oltre i limiti del contingente previsto dall'articolo 1, comma 69, della legge n. 107 del 2015. Al riguardo, ricorda che il testo previgente già prevedeva, nello stesso articolo ora novellato, che dall'attuazione dello stesso non devono derivare incrementi o modifiche dell'organico del personale scolastico, né ore d'insegnamento eccedenti rispetto all'orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti.
L'articolo 8, comma 1, prevede, per il 2019, un incremento di 8.426.000 euro del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche. Al contempo, l'articolo 9 riduce le risorse del Fondo di 4 milioni di euro annui per il 2020, 2021 e 2022, a copertura degli oneri recati da altre disposizioni del decreto-legge. L'articolo 8, comma 2, prevede l'incremento di 10,5 milioni di euro per il 2019 del Fondo «La Buona Scuola». Al contempo, l'articolo 9 riduce le risorse del Fondo di 4,26 milioni di euro per il medesimo 2019, a copertura degli oneri recati da altre disposizioni del decreto-legge. L'articolo 8, comma 3, riduce da 25,8 milioni di euro a 12 milioni di euro per il solo 2019 il limite di spesa connesso all'utilizzo da parte delle università di docenti in servizio presso istituzioni scolastiche per lo svolgimento di attività di tutor nei corsi di laurea in scienze della formazione primaria. Ricorda che la stessa possibilità era prevista anche con riguardo ai percorsi universitari abilitanti per l'insegnamento nelle scuole secondarie, ora non più attivati. Il limite di spesa resta comunque fissato a 25,8 milioni di euro annui a decorrere dal 2020. Ciò sembrerebbe essere connesso alla revisione dei percorsi di formazione e abilitazione del personale docente, annunciata nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019. L'articolo 8, comma 5, prevede che il bonus per la valorizzazione del merito, inizialmente destinato solo ai docenti di ruolo, sia destinato anche ai docenti con contratto a tempo determinato fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) o fino al termine dell'anno scolastico (30 settembre). L'estensione era già stata prevista
nell'ipotesi di contrattazione collettiva integrativa nazionale del comparto istruzione e ricerca – sezione istituzioni scolastiche ed educative siglata il 18 settembre 2019.
Infine, ricorda che l'articolo 9 reca la copertura finanziaria degli oneri, a tal fine attingendo, oltre che ai due Fondi citati, ai risparmi di spesa derivanti dalla modifica della procedura per il reclutamento di dirigenti scolastici, alle risorse per l'organizzazione dei concorsi per i docenti della scuola secondaria, a quelle per le attività di tutoraggio nei corsi di laurea in scienze della formazione primaria, nonché a quelle destinate alla costituzione dei Gruppi territoriali per l'inclusione degli studenti con disabilità.
Luigi GALLOpresidente, d'intesa con il presidente della XI Commissione, deputato Giaccone, propone, in considerazione della limitatezza del tempo disponibile prima della ripresa delle votazioni in Assemblea, di rinviare il dibattito ad altra seduta e di svolgere ora la prevista riunione degli uffici di presidenza riuniti delle due Commissioni. Preso quindi atto che non vi sono obiezioni, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.30.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 6 novembre 2019.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.30 alle 15.45.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
Mercoledì 6 novembre 2019. — Presidenza del presidente Andrea GIACCONE. – Interviene la sottosegretaria di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Francesca Puglisi.
La seduta comincia alle 9.30.
Andrea GIACCONEpresidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.
5-03065 Zangrillo: Efficacia del Reddito di Cittadinanza per l'inserimento dei beneficiari nel mercato del lavoro.
Paolo ZANGRILLO (FI) illustra l'interrogazione in titolo, volta a chiedere quanti, tra i percettori del Reddito di Cittadinanza, sono stati avviati al lavoro nel corso del 2019, allo scopo di verificare la fondatezza delle dichiarazioni che si sono susseguite a proposito della sconfitta della povertà da parte dell’ex Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Di Maio, del presidente dell'ANPAL, Stefano Parisi, e, da ultimo, della sottosegretaria Laura Castelli. Si tratta di un dato importante, in quanto, come detto dal presidente dell'INPS, Tridico, il successo del Reddito di Cittadinanza dipenderà strettamente dal numero di persone avviate al lavoro.
La sottosegretaria 
Francesca PUGLISI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato. Precisa, inoltre, che è in corso un dialogo serrato tra il Governo, gli enti territoriali e le Agenzie per l'impiego, volto a impostare un percorso di formazione e riqualificazione, tarato sulle nuove esigenze del mercato del lavoro, dedicato espressamente ai percettori di Reddito di Cittadinanza, nella consapevolezza del fatto che, nella maggior parte dei casi, si tratta di persone con un livello di istruzione molto basso e, per questo, di difficile avviamento al lavoro.
Paolo ZANGRILLO (FI) si dichiara estremamente deluso dalla risposta della sottosegretaria, che non ha fornito i dati che erano stati richiesti. Da tale omissione deduce che nessuno sia stato avviato al lavoro nei primi sei mesi di vigenza della disciplina e ritiene che tale insuccesso metta in luce tutti i limiti, peraltro già messi in luce dalle opposizioni in sede di conversione del decreto-legge che ha introdotto il Reddito di Cittadinanza, di un disegno che ha erroneamente tentato di coniugare, in un unico istituto, la lotta alla povertà e l'aumento dell'occupazione, ma che si è invece risolto in una semplice dazione di denaro alla stessa platea di beneficiari del Reddito di inclusione. Invita, pertanto, il Governo e la maggioranza, di cui fa parte anche il Partito Democratico, che aveva avversato la misura, a superare la fase delle vuote dichiarazioni, perché il Paese ha bisogno di serietà e competenza nell'affrontare problemi di eccezionale gravità, come la povertà e la disoccupazione.

5-03066 Rizzetto: Iniziative urgenti per la salvaguardia dei livelli occupazionali presso il sito di Taranto della società ArcelorMittal.
Walter RIZZETTO (FdI) illustra sinteticamente il contenuto della sua interrogazione, volta a conoscere gli intendimenti del Governo nella vicenda dello stabilimento ex ILVA di Taranto, per evitare che il passo indietro della società ArcelorMittal comprometta irrimediabilmente le residue possibilità di salvaguardare la produzione e i livelli occupazionali e, contestualmente, portare a buon fine attuare e completare il piano di risanamento ambientale del territorio.
La sottosegretaria 
Francesca PUGLISI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.
Walter RIZZETTO (FdI), pur consapevole della difficoltà del momento, dichiara che si sarebbe aspettato una risposta meno evasiva da parte della rappresentante del Governo, che non ha aggiunto nulla di nuovo rispetto a quanto ognuno può leggere nei lanci delle agenzie di stampa. Ritiene che tale reticenza sia dovuta alla mancanza di idee e di un piano per uscire da una situazione di stallo, causata dalla colpevole acquiescenza alla volontà di un gruppo di senatori, guidati dall’ex Ministra Lezzi, che ha ottenuto la cancellazione dell'immunità penale accordata alla società ArcelorMittal. A suo giudizio, non serve a ricostruire la credibilità perduta dall'Italia insinuare il sospetto di inadempienze dell'azienda, perché, in tal caso, sarebbe stato necessario pretendere il rispetto del contratto, anche con il ricorso alla magistratura. Le conseguenze di tale catena di errori saranno la chiusura dello stabilimento, la disoccupazione per migliaia di dipendenti e la vanificazione del piano di risanamento ambientale.

5-03067 Murelli: Avvio sperimentale da parte dell'INPS del progetto «INPS per tutti».
Virginio CAPARVI (LEGA), in qualità di cofirmatario dell'interrogazione, ne illustra il contenuto, riguardante il progetto dell'INPS per avvicinare al Reddito di Cittadinanza anche le persone senza fissa dimora. Si tratta di soggetti che non potrebbero in ogni caso avere accesso al mercato del lavoro, facendo, in tal modo, venir meno la finalità originaria della misura.
La sottosegretaria 
Francesca PUGLISI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.
Virginio CAPARVI (LEGA), partendo dal presupposto che tutti vogliono sconfiggere la povertà, ritiene sbagliato il modo con cui l'istituto del Reddito di Cittadinanza è applicato, in quanto l'INPS intende raggiungere i «senza tetto» che rifiutano l'avviamento al lavoro, lasciando fuori, al contrario, i veri poveri, i cittadini di meno di trentacinque anni di età e privi di occupazione, impossibilitati, per la mancanza di reddito, a formare una famiglia. Si sarebbe aspettato che, ora che fa parte della maggioranza di Governo, il Partito Democratico si adoperasse per modificare l'istituto e per farne emergere l'impostazione originaria, condivisa anche dalla Lega, che, infatti, lo aveva votato. Così non è, evidentemente, e la misura si è risolta in una elargizione di denaro a una platea indiscriminata, senza il conseguimento degli obiettivi prefissati, ovvero la riduzione del numero dei poveri e l'aumento degli accessi al mercato del lavoro.

5-03068 Gribaudo: Situazione occupazionale presso gli stabilimenti della società Mahle GmbH a Saluzzo (CN) e La Loggia (TO).
Chiara GRIBAUDO (PD) illustra l'interrogazione in titolo, richiamandosi al testo pubblicato.
La sottosegretaria 
Francesca PUGLISI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato. Aggiunge, inoltre, che il Governo intende sostenere le imprese del settore dell’automotive nella delicata fase di passaggio alla produzione di vetture elettriche.
Chiara GRIBAUDO (PD), ringraziando la sottosegretaria, riconosce che sul problema specifico il Governo nazionale può fare poco, ma apprezza l'impegno, serio e tempestivo, al sostegno dei cambiamenti in atto, che coinvolgono tutte le imprese dell'indotto e che, in particolare, in Piemonte devono essere accompagnati da una regia nazionale, per evitare una transizione disordinata e pericolosa per la tenuta dei livelli occupazionali. Assicura, quindi, che il Partito Democratico non abbasserà l'attenzione e vigilerà affinché i diritti dei lavoratori siano tutelati.
Andrea GIACCONEpresidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
La seduta termina alle 10.10.

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE

Mercoledì 6 novembre 2019 — Presidenza del presidente Andrea GIACCONE.
La seduta comincia alle 10.10.
Sulla programmazione dei lavori della Commissione.
Andrea GIACCONEpresidente, comunica che, a seguito della riunione di martedì 5 novembre 2019 dell'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, è stato predisposto il seguente programma dei lavori della Commissione:
PROGRAMMA DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE PER IL PERIODO NOVEMBRE-DICEMBRE 2019

NOVEMBRE

Seguito degli argomenti avviati e non conclusi;
C. 615 Gribaudo: Modifiche all'articolo 46 del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, in materia di rapporto sulla situazione del personale;
risoluzione 7-00321 Prisco, in materia di trattamento retributivo e pensionistico degli appartenenti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco (
Commissioni riunite I e XI).

DICEMBRE
C. 1741 De Lorenzo: Disposizioni per la prevenzione e il contrasto delle molestie morali e delle violenze psicologiche in ambito lavorativo;
C. 1339 Locatelli: Disposizioni concernenti l'integrazione della composizione della Commissione medico-ospedaliera per il riconoscimento della dipendenza delle infermità da causa di servizio e le funzioni di rappresentanza dell'Unione nazionale mutilati per servizio.
Saranno inoltre iscritti all'ordine del giorno: i disegni di legge di conversione di decreti-legge; i progetti di legge assegnati in sede consultiva; gli atti del Governo sui quali la Commissione sia chiamata a esprimere un parere.
Avrà altresì luogo lo svolgimento di interrogazioni a risposta in Commissione e di interrogazioni a risposta immediata in Commissione 
(question-time).
La Commissione prende atto.
La seduta termina alle 10.15.

INTERROGAZIONI
Mercoledì 6 novembre 2019. — Presidenza del presidente Andrea GIACCONE. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Stanislao Di Piazza.
La seduta comincia alle 14.15.
5-02619 Mura: Situazione occupazionale presso la società Porto Industriale Cagliari S.p.a.
Il sottosegretario Stanislao DI PIAZZA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.
Romina MURA (PD) ringrazia il sottosegretario e auspica la pronta convocazione del tavolo di confronto tra il Ministero, le parti sociali e la Regione, per approfondire il ventaglio delle misure necessarie da adottare per il rilancio del porto di Cagliari. Coglie l'occasione anche per richiamare l'attenzione del Governo sulle difficoltà nella procedura per lo sblocco delle risorse destinate all'infrastrutturazione del porto medesimo, progetto sul quale pesa il parere negativo della Soprintendenza.
5-02709 Durigon: Iniziative per la promozione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il sottosegretario Stanislao DI PIAZZA risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.
Claudio DURIGON (LEGA), pur ringraziando il sottosegretario, rileva che con la sua interrogazione si proponeva di richiamare l'attenzione del Governo sulla gravità del problema della sicurezza sul lavoro. Ricorda che, da sottosegretario nel precedente Governo, aveva tentato, senza molto successo, di sensibilizzare sul punto l'allora Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Di Maio, e gli duole notare che anche l'attuale Ministro non sembra molto interessato a impegnarsi per il miglioramento dell'attuale disciplina. Piuttosto, segnala l'invadenza del presidente dell'INPS, professor Tridico, che non perde occasione per fare proposte, attribuendosi un ruolo che non gli compete. A suo giudizio, esistono tutti i presupposti per un intervento di urgenza di sicurezza sul lavoro, che riprenda i contenuti dei lavori svolti dai tavoli di confronto che erano stati convocati dal precedente Governo.
Andrea GIACCONE, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
La seduta termina alle 14.25.



AUDIZIONI INFORMALI

Martedì 5 novembre 2019.
Audizioni nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 707 Polverini, recante norme in materia di rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro, di rappresentatività delle organizzazioni sindacali e di efficacia dei contratti collettivi di lavoro, nonché delega al Governo per l'introduzione di disposizioni sulla collaborazione dei lavoratori alla gestione delle aziende, in attuazione dell'articolo 46 della Costituzione, e C. 788 Gribaudo, recante norme sull'accertamento della rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro privati.
Audizione di rappresentanti di Confagricoltura.
L'audizione informale è stata svolta dalle 11.15 alle 11.25.
Audizione di rappresentanti dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN).
L'audizione informale è stata svolta dalle 11.30 alle 11.50.

INDAGINE CONOSCITIVA
Martedì 5 novembre 2019. — Presidenza del vicepresidente Davide TRIPIEDI.
La seduta comincia alle 12.05.
Indagine conoscitiva sul riordino del sistema della vigilanza in materia di lavoro, contribuzione e assicurazione obbligatoria a seguito delle modifiche introdotte dal decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149, nella prospettiva di una maggiore efficacia delle azioni di contrasto al lavoro irregolare e all'evasione contributiva.

Audizione di rappresentanti dell'Ispettorato nazionale del lavoro (INL).
(Svolgimento e conclusione).
Davide TRIPIEDIpresidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati e la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.
Introduce, quindi, l'audizione.
Leonardo ALESTRADirettore generale dell'Ispettorato nazionale del lavoro (INL), svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.
Intervengono quindi, formulando osservazioni e ponendo quesiti, i deputati 
Jessica COSTANZO (M5S)Rina DE LORENZO (M5S)Claudio COMINARDI (M5S) e il presidente Davide TRIPIEDI.
Leonardo ALESTRAdirettore generale dell'Ispettorato nazionale del lavoro (INL), e DANILO PAPA, direttore centrale vigilanza dell'Ispettorato nazionale del lavoro (INL), rendono ulteriori precisazioni rispetto ai quesiti posti.
Davide TRIPIEDIpresidente, ringrazia gli intervenuti per i loro interventi. Dichiara quindi conclusa l'audizione.

Audizione di rappresentanti dell'INAIL.
(Svolgimento e conclusione).
Davide TRIPIEDIpresidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati e la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.
Introduce, quindi, l'audizione.
Giuseppe LUCIBELLOdirettore generale dell'INAIL, e Agatino CARIOLAdirettore centrale rapporto assicurativo dell'INAIL, svolgono una relazione sui temi oggetto dell'audizione.
Intervengono quindi, formulando osservazioni e ponendo quesiti, i deputati 
Claudio COMINARDI (M5S)Rina DE LORENZO (M5S) e Jessica COSTANZO (M5S).
Giuseppe LUCIBELLOdirettore generale dell'INAIL, e Agatino CARIOLAdirettore centrale rapporto assicurativo dell'INAIL, rendono ulteriori precisazioni rispetto ai quesiti posti.
Davide TRIPIEDIpresidente, ringrazia gli intervenuti per i loro interventi. Dichiara quindi conclusa l'audizione.
La seduta termina alle 13.15.
N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.



SEDE REFERENTE
Martedì 5 novembre 2019. — Presidenza del vicepresidente Davide TRIPIEDI. – Interviene il sottosegretario di Stato agli affari esteri e alla cooperazione internazionale, Manlio Di Stefano.
La seduta comincia alle 13.20.
Modifiche al titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura.
C. 1027 Ciprini.

(Seguito esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 26 giugno 2019.
Davide TRIPIEDIpresidente, comunica che la Commissione riprende, al termine di un approfondito ciclo di audizioni informali, l'esame in sede referente della proposta di legge n. 1027 Ciprini, recante modifiche al titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura, rinviato nella seduta dello scorso 26 giugno 2019.
Avverte che sono state presentate quattro proposte emendative nonché cinque subemendamenti all'emendamento 1.1 della Relatrice e che il fascicolo è in distribuzione.
Invita, quindi, la relatrice, onorevole Ciprini, a esprimere il parere sulle proposte emendative presentate all'articolo unico della proposta di legge, nonché sui subemendamenti riferiti al suo emendamento 1.1.
Tiziana CIPRINI (M5S)relatrice, esprime parere favorevole sul subemendamento Zangrillo 0.1.1.1, parere contrario sul subemendamento Zangrillo 0.1.1.2, parere favorevole sul subemendamento Zangrillo 0.1.1.3 e parere contrario sui subemendamenti Zangrillo 0.1.1.4 e 0.1.1.5. Raccomanda, quindi, l'approvazione del suo emendamento 1.1 ed esprime parere contrario sugli emendamenti Zangrillo 1.2 e 1.3, nonché sull'articolo aggiuntivo Polverini 1.01.
Il sottosegretario 
Manlio DI STEFANO esprime parere favorevole sull'emendamento 1.1 della Relatrice e parere conforme a quello della relatrice sulle restanti proposte emendative.
Paolo ZANGRILLO (FI) ritiene tortuoso il percorso seguito dalla Commissione nell'esame della proposta di legge, il cui contenuto si intende radicalmente cambiare con un emendamento interamente sostitutivo, presentato dalla stessa prima firmataria della proposta di legge nonché Relatrice, che vanifica gli emendamenti presentati dal suo gruppo.
Davide TRIPIEDIpresidente, ricorda che i gruppi hanno avuto la possibilità di presentare subemendamenti all'emendamento interamente sostitutivo della Relatrice.
La Commissione, con distinte votazioni, approva il subemendamento Zangrillo 0.1.1.1, respinge il subemendamento Zangrillo 0.1.1.2 e approva il subemendamento Zangrillo 0.1.1.3.
Paolo ZANGRILLO (FI), intervenendo sul suo subemendamento 0.1.1.4, ritiene necessario evitare il ricorso ad agenzie specializzate a livello internazionale per la determinazione della retribuzione annua base del personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, perché la norma non fornisce i criteri per la loro individuazione né prevede mezzi di copertura dei relativi oneri.
Il Sottosegretario 
Manlio DI STEFANO, premettendo che la previsione del ricorso alle agenzie internazionali costituisce uno dei punti qualificanti del provvedimento, che perderebbe la sua portata innovativa se fosse modificato su tale punto, rileva che il compito a cui esse sono chiamate non potrebbe essere svolto dalle rappresentanze diplomatiche e che, a garanzia dei lavoratori, è prevista la partecipazione delle organizzazioni sindacali alla procedura di determinazione della retribuzione. Inoltre, la copertura dei maggiori oneri è assicurata dagli stanziamenti di un apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
Tiziana CIPRINI (M5S)relatrice, sottolinea che il ricorso alle agenzie internazionali è una facoltà e non un obbligo in capo alla amministrazione competente e che la procedura di determinazione della retribuzione del personale a contratto è stata delineata sulla base delle indicazioni emerse nel corso del ciclo di audizioni che la Commissione ha svolto.
Paolo ZANGRILLO (FI), intervenendo anche con riferimento al successivo subemendamento 0.1.1.5 a sua prima firma, che ha la medesima finalità del suo subemendamento 0.1.1.4, ritiene che, a garanzia della pubblica amministrazione, sarebbe necessario procedere all'individuazione delle agenzie in questione attraverso una gara a evidenza pubblica.
Il Sottosegretario 
Manlio DI STEFANO osserva che il ricorso alla gara a evidenza pubblica è un obbligo disciplinato dal codice dei contratti pubblici.
Paolo ZANGRILLO (FI) ritiene preferibile che la norma specifichi con chiarezza l'obbligo di selezionare le agenzie attraverso gare a evidenza pubblica.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge i subemendamenti Zangrillo 0.1.1.4 e 0.1.1.5 e approva l'emendamento 1.1 della Relatrice. 
Davide TRIPIEDIpresidente, avverte che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento 1.1 della Relatrice, gli emendamenti Zangrillo 1.2 e 1.3 devono intendersi preclusi.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Polverini 1.01.
Davide TRIPIEDIpresidente, avverte che il testo della proposta di legge n. 1027 Ciprini, come risultante al termine dell'esame delle proposte emendative, sarà trasmesso alle competenti Commissioni parlamentari per l'espressione del prescritto parere.
Rinvia, quindi, il seguito dell'esame alla seduta già convocata per il prossimo giovedì 7 novembre.
La seduta termina alle 13.30.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 13.35 alle 13.50.



06 Novembre 2019
Powered by Adon