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Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)


UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Giovedì 14 novembre 2019.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 11.35 alle 11.50.

SEDE CONSULTIVA
Giovedì 14 novembre 2019. — Presidenza del presidente Andrea GIACCONE.
La seduta comincia alle 9.10.
Modifiche al codice penale, alla legge 29 maggio 2017, n. 71, e al regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835, in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo e di misure rieducative dei minori.
Nuovo testo C. 1524 Dori e abb.

(Parere alla II Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 12 novembre 2019.
Andrea GIACCONEpresidente, avverte che l'ordine del giorno reca il seguito dell'esame in sede consultiva, ai fini dell'espressione del parere di competenza alla II Commissione (Giustizia), del nuovo testo della proposta di legge C. 1524 Dori e abbinata, recante modifiche al codice penale, alla legge 29 maggio 2017, n. 71, e al regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835, in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo e di misure rieducative dei minori, quale risultante dalle proposte emendative approvate in sede referente.
Invita, quindi, la relatrice, che nella seduta dello scorso martedì 12 novembre ha svolto la relazione introduttiva, a formulare la sua proposta di parere.
Rina DE LORENZO (M5S)relatrice, sottolinea preliminarmente la forte diffusione del fenomeno del bullismo, che ha subito un'accelerazione con il crescente ricorso ai sistemi informatici e ai cosiddetti social network. Alla luce di ciò, le istituzioni educative sono chiamate, in collaborazione con le famiglie, a un impegno sempre più significativo e importante, per l'orientamento delle giovani generazioni al rispetto dell'altro, nel quadro di relazioni pacifiche ed equilibrate. Il provvedimento in esame è, pertanto, volto a fronteggiare le nuove emergenze e a rafforzare il quadro normativo esistente. Per queste ragioni, propone alla Commissione di esprimere un parere favorevole, di cui illustra i punti salienti.
Carla CANTONE (PD), ringraziando la relatrice, ricorda che dalla discussione di ieri in Assemblea della mozione Pella, Bologna, Boldi, Carnevali, Gemmato, De Filippo, Rostan, Pedrazzini, Cecconi ed altri n. 1-00082, concernente iniziative per la prevenzione e la cura dell'obesità, è emerso un quadro preoccupante delle violenze psicologiche cui sono sottoposti i soggetti più fragili e, tra essi, soprattutto le ragazze. È, quindi, importante insistere sul ruolo della scuola e, in particolare, degli insegnanti, che hanno una vera e propria missione da compiere e che non possono essere messi nelle condizioni di avere paura delle conseguenze dei loro atti, come, purtroppo, è successo a un'insegnante di Pavia, sanzionata dalla dirigente scolastica per aver segnalato alle forze dell'ordine il sospetto, rivelatosi fondato, che una sua alunna avesse problemi in famiglia, poiché si presentava a scuola con lividi evidenti.
Elena MURELLI (LEGA), ringraziando la relatrice e facendo riferimento alla sua personale esperienza di madre, ritiene di estrema importanza il ruolo della scuola nel prevenire, identificare e, eventualmente, contrastare il fenomeno del bullismo. Ritiene, però, che l'attuale quadro normativo e il provvedimento in esame, non contemplando un'autonoma fattispecie di reato per il bullismo e il cyberbullismo, ma limitandosi a intervenire sull'articolo 612-bis del codice penale, relativo allo stalking, e facendo riferimento a una generica «condizione di emarginazione» piuttosto che a una più pregnante nozione di «prevaricazione», non faciliti il lavoro della magistratura e non dia certezze a chi dovrebbe denunciare i comportamenti violenti. Per tali mancanze, il gruppo Lega si asterrà nella votazione sulla proposta di parere della relatrice.
Carmela BUCALO (FDI) preannuncia l'astensione del gruppo Fratelli d'Italia nella votazione sulla proposta di parere della relatrice, in quanto ritiene che il provvedimento in esame non affronti il problema del rapporto tra famiglia e scuola, che dovrebbe essere di collaborazione e di comune responsabilità nel compito educativo, ma che invece, soprattutto negli ultimi anni, si è deteriorato al punto che la prima ha abdicato totalmente alla sua funzione. Ciò, però, ha caricato la scuola di compiti che non le sono propri, lasciandola completamente sola a fronteggiare, da un lato, le emergenze educative dei propri studenti e, dall'altro, le pretese delle famiglie, incapaci di vedere i limiti propri e dei propri figli.
Paolo ZANGRILLO (FI), pur condividendo gli interventi della relatrice e della collega Cantone, che hanno messo bene in luce la drammaticità del fenomeno e l'urgenza di interventi di contrasto che superino barriere ideologiche e politiche, ritiene che il ruolo del legislatore sia quello di trovare la soluzione migliore ai problemi. Il provvedimento in esame, invece, risulta incompleto e, per questo, inefficace, soprattutto perché, come sottolineato dalla collega Murelli, manca la previsione della fattispecie di reato di atti di bullismo, con le aggravanti, per i casi di cyberbullismo, dell'utilizzo di mezzi telematici, come previsto da una proposta emendativa del suo gruppo, presentata ma non accolta nel corso dell'esame in sede referente. Per tali ragioni, preannuncia l'astensione del gruppo Forza Italia nella votazione sulla proposta di parere della relatrice.
Antonio VISCOMI (PD), ricordando che, nel prossimo mese di dicembre, la Commissione avvierà l'esame della proposta di legge C. 1741 De Lorenzo, recante disposizioni per la prevenzione e il contrasto delle molestie morali e delle violenze psicologiche in ambito lavorativo, ritiene che sia nel caso del mobbing, sia nel caso del bullismo e del cyberbullismo l'approccio esclusivamente repressivo non sia sufficiente al contrasto dei fenomeni, se non si coniuga con interventi mirati sul piano educativo. Auspica, quindi, un approfondimento della questione, perché è necessario prevedere modalità e strumenti con i quali rafforzare il senso di sicurezza e la consapevolezza dei soggetti più deboli.
Rina DE LORENZO (M5S)relatrice, ricorda che l'ordinamento già prevede strumenti per rendere effettiva la collaborazione tra famiglia e scuola, come, ad esempio, il patto di corresponsabilità educativa. Il problema, piuttosto, è l'eccessivo carico burocratico che grava soprattutto sulla scuola, che priva di efficacia tali strumenti. La conseguenza è che la mancata realizzazione dell'alleanza educativa tra la scuola e la famiglia porta allo squilibrio del rapporto, caricando la scuola anche delle responsabilità cui la famiglia ha abdicato.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole della relatrice.
DL 123/2019: Disposizioni urgenti per l'accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici.
C. 2211 Governo.

(Parere alla VIII Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 12 novembre 2019.
Andrea GIACCONEpresidente, avverte che l'ordine del giorno reca il seguito dell'esame in sede consultiva, ai fini dell'espressione del parere di competenza alla VIII Commissione (Ambiente), del disegno di legge C. 2211 Governo, di conversione del decreto-legge n. 123 del 2019, recante disposizioni urgenti per l'accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici.
Invita, quindi, il relatore, che nella seduta dello scorso martedì 12 novembre ha svolto la relazione introduttiva, a illustrare la sua proposta di parere.
Camillo D'ALESSANDRO (IV)relatore, illustra la sua proposta di parere favorevole.
Elena MURELLI (LEGA) preannuncia il voto favorevole del gruppo Lega sulla proposta di parere del relatore, auspicando che la Commissione di merito accolga le proposte emendative presentate dal suo gruppo per arricchire il contenuto del decreto-legge, che, nel testo originario, risulta essere troppo limitato e, per questo, scarsamente efficace.
Davide TRIPIEDI (M5S) e Debora SERRACCHIANI (PD) preannunciano il voto favorevole, rispettivamente, dei gruppi Movimento 5 Stelle e Partito Democratico sulla proposta di parere del relatore.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.
La seduta termina alle 9.45.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Giovedì 14 novembre 2019.
L
'ufficio di presidenza si è riunito dalle 9.55 alle 10.

ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 13 novembre 2019. — Presidenza del presidente della XI Commissione, Andrea GIACCONE. — Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno, Achille Variati.
La seduta comincia alle 10.10.
Schema di decreto ministeriale recante regolamento in materia di assunzione dei testimoni di giustizia.
Atto n. 120.

(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e rinvio).
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta del 6 novembre 2019.
Andrea GIACCONEpresidente, avverte che le Commissioni riunite II e XI proseguono l'esame dello schema di decreto ministeriale recante regolamento in materia di assunzione dei testimoni di giustizia (Atto n. 120), ai fini dell'espressione del prescritto parere, rinviato nella seduta del 6 novembre scorso.
Ricorda che, a seguito della richiesta avanzata dalle Commissioni, il Governo ha manifestato la sua disponibilità ad attendere il parere fino al prossimo giovedì 21 novembre.
Quindi, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.
La seduta termina alle 10.15.

AUDIZIONI INFORMALI
Mercoledì 13 novembre 2019.
Audizioni nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 2222, di conversione del decreto-legge n. 126 del 2019, recante misure di straordinaria necessità e urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione di docenti.
Audizione di rappresentanti dell'Associazione nazionale istituti non statali di educazione e di istruzione (ANINSEI), dell'Associazione scuole paritarie (FIDAE) e di CDO Opere Educative-FOE.
L'audizione informale è stata svolta dalle 8.40 alle 9.20.

AUDIZIONI INFORMALI
Mercoledì 13 novembre 2019.
Audizioni nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 2222, di conversione del decreto-legge n. 126 del 2019, recante misure di straordinaria necessità e urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione di docenti.
Audizione di rappresentanti del Comitato nazionale docenti precari 3
a fascia, del Coordinamento nazionale vincitori concorso scuola 2016 (CoNaVinCoS), del Movimento docenti motivati e in formazione continua (a difesa dei vincitori ed idonei concorso 2016), della Federazione nazionale insegnanti (FNISM), di MIDA Precari e del Movimento difesa GAE.
L'audizione informale è stata svolta dalle 14.10 alle 15.25.
Audizione di Nicola Casagli, professore ordinario presso l'Università di Firenze, Marco Bencivenga, educatore presso il Convitto nazionale di Salerno, e Mario Bianchini, coordinatore corsi di formazione professionale IAL (Innovazione Apprendimento e Lavoro) Friuli Venezia-Giulia.
L'audizione informale è stata svolta dalle 15.25 alle 16.10.

AUDIZIONI INFORMALI
Martedì 12 novembre 2019.

Audizioni nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 2222, di conversione del decreto-legge n. 126 del 2019, recante misure di straordinaria necessità e urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione di docenti.

Audizione di rappresentanti dell'Alleanza delle cooperative italiane.

L'audizione informale è stata svolta dalle 9.05 alle 9.15.
Audizione di rappresentanti di FLC-CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, UGL Scuola, SNALS-CONFSAL e Gilda Scuola.
L'audizione informale è stata svolta dalle 9.20 alle 10.20.
Audizione di rappresentanti di COBAS-Istruzione, UNICOBAS, ASU e ANIEF.
L'audizione informale è stata svolta dalle 11 alle 11.45.
Audizione di rappresentanti di ANDIS, ANP, DIRIGENTISCUOLA-Di.S.Conf. e DISAL.
L'audizione informale è stata svolta dalle 11.50 alle 12.20.
Audizione di rappresentanti di USB-componente addetti ai servizi pulizia nelle scuole.
L'audizione informale è stata svolta dalle 12.45 alle 12.55.

SEDE REFERENTE

Martedì 12 novembre 2019. — Presidenza della vicepresidente della VII Commissione Giorgia LATINI. — Interviene la viceministra dell'istruzione, dell'università e della ricerca Anna Ascani.
La seduta comincia alle 14.10.

Sulla pubblicità dei lavori.
Giorgia LATINIpresidente, avverte che è stato chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante la trasmissione sul circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
DL 126/2019: misure di straordinaria necessità e urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti.
C. 2222 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 6 novembre 2019.
Valentina APREA (FI) intende ribadire quanto già dichiarato in Assemblea nel corso dell'esame delle questioni pregiudiziali sul decreto-legge in esame, che sono state presentate non perché il problema della carenza di personale docente non sia urgente e non richieda un intervento straordinario, ma perché la sua parte politica non condivide il decreto nei contenuti.
Nel merito, osserva che il sistema di reclutamento tradizionale, organizzato per graduatorie, non funziona più, perché non assicura la qualità degli insegnanti e quindi dell'insegnamento. Esso, infatti, assomiglia, a suo avviso, ad una lotteria che discrimina senza selezionare, perché produce l'immissione in ruolo di docenti, probabilmente già trentenni o quarantenni, che non avranno avuto la formazione necessaria per assicurare un'idonea qualità dell'insegnamento alle generazioni di studenti cui si rivolgeranno per i successivi vent'anni. Occorrono, invece, profili professionali che garantiscano conoscenze e competenze collegate con Industria 4.0.
Osserva che le audizioni svoltesi oggi hanno messo in luce la necessità di coprire 350.000 posizioni per insegnare le competenze del terzo millennio: la capacità di insegnare queste competenze però manca alla platea di docenti precari ammessi al concorso straordinario che rischia quindi di portare all'assunzione di docenti che hanno una formazione inadeguata e per la formazione dei quali non saranno sufficienti le risorse previste dal decreto.
Sottolinea, che se comprende la necessità di una legge per indire un concorso straordinario, non le è altrettanto evidente perché non venga intanto indetto il concorso ordinario.
Stigmatizza poi il fatto che, al fine dell'ammissione al concorso, il decreto prevede che i tre anni di servizio sono valutati solo se prestati nelle scuole statali, mentre per i docenti che sono in possesso degli stessi requisiti, ma che hanno svolto il servizio presso le scuole paritarie del sistema nazionale di istruzione o in entrambi, la partecipazione è finalizzata esclusivamente ai fini dell'abilitazione. Ricorda che le scuole paritarie investono molte risorse nella formazione dei docenti, che, pertanto, non possono essere considerati meno preparati di quelli che hanno svolto gli anni di supplenza nelle scuole statali. Ritiene che i requisiti stabiliti dal decreto per l'ammissione al concorso siano discriminatori, in quanto pongono barriere all'ingresso nel mondo dell'insegnamento, precludendolo a docenti preparati e mantenendo un incomprensibile regime di distinzione tra insegnanti presuntivamente di serie A e insegnanti di serie B.
Ritiene che non ci sia più ragione oggi di distinguere tra scuola statale e scuola paritaria – essendo questa distinzione retaggio di una concezione vecchia e ideologica, non più sostenibile – e che si debbano valutare la preparazione, le conoscenze e le competenze di chi chiede di insegnare, senza badare a dove ha svolto il suo apprendistato: solo in questo modo si scongiurerà davvero il rischio di escludere i migliori e i più adatti alla funzione.
Conclude preannunciando la presentazione, da parte del suo gruppo, di emendamenti al decreto-legge.
Rossano SASSO (LEGA) osserva che, come hanno sottolineato nelle audizioni informali di oggi tutte le organizzazioni sindacali, le disparità di trattamento che il decreto-legge provoca, in più punti del testo, nei confronti di gruppi di lavoratori che svolgono lo stesso mestiere sono destinate a produrre una grande mole di contenzioso, nel quale lo Stato risulterà soccombente e sarà costretto a risarcimenti di tale entità da prefigurare un vero e proprio danno erariale. Allo scopo di scongiurare questo esito, il gruppo della Lega ha intenzione di presentare specifici emendamenti volti a sanare alcune delle esclusioni più gravi e irragionevoli, come per esempio quella riguardante coloro che stanno attualmente prestando la terza annualità di servizio, ma che non potranno completare in tempo il periodo di centottanta giornate occorrente per arrivare ai tre anni di servizio richiesti per la partecipazione al concorso straordinario. Altri nodi che il gruppo Lega intende contribuire a sciogliere riguardano l'esclusione dal concorso straordinario degli insegnanti di religione e di altre categorie di docenti precari con esperienza. Un discorso analogo va svolto per la procedura selettiva per la progressione all'area DSGA, dalla quale sono esclusi almeno 700 assistenti che, pur non avendo i titoli di studio richiesti, hanno però svolto le mansioni di direzione. Si tratta di un controsenso, dal momento che queste persone sono state finora nei fatti ritenute idonee di svolgere la mansione e non si vede quindi perché debbano essere escluse. Auspica che vi sia la possibilità di dialogare costruttivamente con le relatrici e con il Governo per trovare le soluzioni migliori per evitare discriminazioni ingiuste. Infine, dopo avere preannunciato l'impegno della Lega ad affiancare i lavoratori nella difesa dei loro diritti, sia in Parlamento, sia nelle aule dei tribunali, sottolinea anche l'estrema limitatezza delle risorse finanziarie messe a disposizione della scuola, nonostante l'impegno profuso sin qui dal ministro Fioramonti.
Paola FRASSINETTI (FDI) sottolinea che quanto rappresentato dai soggetti ascoltati questa mattina nelle audizioni informali ha suscitato in lei ulteriori perplessità oltre a quelle già manifestate in Aula, nel corso dell'esame delle questioni pregiudiziali. Concorda con il deputato Sasso in merito al rischio di numerosi ricorsi giurisdizionali in connessione con le esclusioni legate ai requisiti irragionevoli previsti per la partecipazione alle procedure selettive. Ritiene, altresì, che il provvedimento, per completezza, avrebbe potuto contemplare anche il reclutamento dei docenti della scuola dell'infanzia e della scuola primaria. Un punto decisamente critico risiede a suo avviso nell'esclusione dal concorso straordinario dei docenti con servizio nei percorsi di istruzione e formazione professionale e nell'ammissione alle prove degli insegnanti delle scuole paritarie solo ai fini abilitanti, nonostante la parità scolastica costituzionalmente sancita e tutelata impedisca di discriminare tra il servizio nelle scuole statali e quello nelle scuole paritarie. Conclude affermando di considerare immotivata anche l'esclusione dalla partecipazione al concorso straordinario dei facenti funzioni di DSGA senza titolo di studio, ammessi invece al concorso ordinario, in contraddizione con l'accordo sancito il 1o ottobre scorso tra il MIUR e i sindacati.

Flora FRATE (M5S) rileva che il provvedimento, pur compiendo un importante passo in avanti nel superamento di una fase transitoria, lascia irrisolti diversi profili problematici. In primo luogo quello relativo all'abilitazione: manca infatti una previsione relativa ai percorsi abilitanti speciali. Poiché, nonostante i concorsi per l'immissione in ruolo, i supplenti continueranno a prestare la loro opera nelle scuole, ritiene opportuno che vengano preparati attraverso i percorsi previsti che garantiscano le abilitazioni sia su posti normali che su posti di sostegno. Alla loro preparazione è infatti legata quella degli studenti che vengono loro affidati. Ricorda quindi la questione dei cosiddetti docenti «ingabbiati», ovvero quelli che, abilitati per una cattedra, non possono cambiare materia nonostante i nuovi titoli acquisiti. Sottolinea che, in molti casi, sono proprio questi insegnanti a subire gli effetti del burn out. Ancora, sul fronte dell'esclusione dei precari delle scuole paritarie dalla partecipazione al concorso ai fini dell'immissione in ruolo, evidenzia che si tratta, a suo avviso, di una discriminazione ideologica, che non tiene conto del fatto che tali scuole offrono a molti docenti il primo approccio all'esperienza dell'insegnamento, l'unica strada percorribile in assenza di concorsi regolari, e che, soprattutto concorrono, insieme alle scuole statali, a formare il sistema nazionale di istruzione. Sono molte le questioni a cui il decreto non dà una risposta. In particolare non si comprendono le ragioni per l'esclusione di certe categorie da prove che, per loro stessa natura, dovrebbero essere selettive; non si comprende poi la necessità dello svolgimento contemporaneo di due concorsi, uno ordinario e uno straordinario, e la mancata previsione di un reclutamento per i docenti di religione, che sono docenti a tutti gli effetti. Ricorda quindi la complessa situazione relativa ai diplomati magistrali, esclusi dall'insegnamento per effetto della nota sentenza del Consiglio di Stato. Infine, esprime perplessità in merito all'esclusione dal concorso di decine di migliaia di insegnanti precari, che conseguiranno il terzo anno di servizio – requisito richiesto per poter accedere al concorso, che è di tre anni – durante l'anno scolastico in corso. Conclude invitando i colleghi a riflettere sulle questioni da lei sollevate, perché si tratta di questioni politiche che vanno affrontate dalla maggioranza e risolte immaginando la scuola come missione e non più come un ammortizzatore sociale.
La viceministra 
Anna ASCANI, in risposta alle osservazioni formulate dagli intervenuti, rileva che lo scopo del decreto-legge è quello di stabilizzare il maggior numero possibile di docenti, anche alla luce delle scoperture di organico, dimostrate dal fatto che a settembre il numero degli incarichi di supplenza ha raggiunto il livello record di centotrentamila. Una quota di supplenze è fisiologica, ma qui siamo molto oltre questa quota. La necessità di un intervento è dovuta anche al divieto di rinnovo oltre i trentasei mesi dei contratti a tempo determinato, posto da una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea e riguardante anche il settore della scuola. Chiaramente, l'assorbimento di tutti i precari non è possibile, per l'entità delle risorse finanziarie a disposizione. Il Governo punta a stabilizzarne circa cinquantamila attraverso il concorso ordinario e il concorso straordinario. È consapevole che rimangono alcune problematiche aperte, come quella dei docenti che stanno quest'anno maturando il terzo anni di servizio, ma assicura che l'Esecutivo ha la volontà di sciogliere tutti i nodi evidenziati anche in questa sede, trovando le soluzioni più adatte. Non condivide le critiche alle procedure del concorso straordinario, dal momento che esse sono state studiate per coniugare la necessità di saggiare adeguatamente la preparazione dei candidati con l'urgenza di espletare tutti i passaggi in tempo per l'avvio del prossimo anno scolastico.

Ritiene che la selezione attraverso concorsi, da bandire con sistematicità, sia l'unica strada percorribile per assicurare, da un lato, la legittima aspettativa dei docenti precari con esperienza ad una cattedra stabile e, dall'altro, il diritto della scuola a funzionare regolarmente, senza contare che il concorso è un sistema previsto dalla Costituzione. Per quanto poi riguarda l'onere dell'anno di prova e della prova finale, ritiene che non sia cosa che possa spaventare, dal momento che la prova orale consisterà in definitiva in un'unità didattica, quindi una prova che docenti capaci con esperienza nella scuola non avranno difficoltà a superare. Sui requisiti per l'ammissione alla procedura selettiva per DSGA, dichiara che, rispetto all'intesa raggiunta con le organizzazioni sindacali, sono intervenute successivamente delle novità, che hanno comportato una diversa impostazione e assicura che il Ministero sta comunque lavorando per trovare la soluzione insieme con tutte le parti coinvolte.

Infine, richiamando quanto anticipato nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza dello scorso settembre, preannuncia la presentazione al Parlamento, prevedibilmente dopo l'approvazione della legge di bilancio per il 2020, di un disegno di legge collegato per la riforma del sistema di abilitazione all'insegnamento. Si tratta di un provvedimento estremamente importante, che deve essere considerato in stretta connessione con l'intervento del decreto-legge in esame e complementare ad esso. Conclude esprimendo l'auspicio di una piena collaborazione tra Governo e Parlamento per la ricerca delle soluzioni migliori.
Giorgia LATINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.

SEDE REFERENTE

Martedì 12 novembre 2019. — Presidenza della vicepresidente della VII Commissione Paola FRASSINETTI.
La seduta comincia alle 19.

Sulla pubblicità dei lavori.

Paola FRASSINETTI, presidente, avverte che è stato chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante la trasmissione sul circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
DL 126/2019: misure di straordinaria necessità e urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti.
C. 2222 Governo.

(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta antimeridiana odierna.
Gabriele TOCCAFONDI (IV), dopo aver sottolineato che la scuola è innanzitutto un luogo concepito per i ragazzi, ricorda che la formazione e la qualità educativa passano tuttavia attraverso maestri, educatori e docenti, che devono essere quindi i migliori possibili. È per questo che i percorsi che conducono all'insegnamento devono essere selettivi e oggettivi. Le strade percorribili sono, a suo avviso, soltanto due: quella della selezione e quella assimilabile ad una sanatoria. Il decreto in esame affronta il tema del precariato e della mancanza di docenti attraverso il meccanismo dei due concorsi: quello ordinario, volto a selezionare i migliori insegnanti possibili, e quello straordinario, che prevede una serie di requisiti per consentire l'accesso ai ruoli dell'insegnamento a coloro che hanno già prestato almeno tre anni di servizio in qualità di supplenti. Il perimetro delineato per affrontare il tema del buon funzionamento delle istituzioni scolastiche è, a suo avviso, molto chiaro, per quanto migliorabile attraverso l'individuazione di eventuali ulteriori o diversi criteri oggettivi di selezione. In merito all'esclusione dalle prove ai fini dell'immissione in ruolo dei supplenti delle scuole paritarie, ricorda che anch'esse fanno parte del sistema nazionale di istruzione e che, a differenza delle scuole private che non ne fanno parte, garantiscono elevati standard di preparazione, essendo sottoposte a verifiche e controlli per il mantenimento della parità. Parimenti, ritiene che debbano essere considerati coloro che hanno prestato servizio presso gli istituti di istruzione professionale. Quindi, pur accogliendo positivamente le modifiche apportate dal Governo alla bozza iniziale del decreto-legge, che hanno consentito la partecipazione al concorso anche ai precari delle scuole paritarie, dichiara di non comprendere perché per essi sia consentito solo il conseguimento dell'abilitazione, e non anche l'accesso ai ruoli di insegnante a tempo indeterminato. Ancora meno comprensibile gli risulta l'esclusione perfino da tale possibilità per i docenti degli istituti professionali. Evidenzia quindi l'opportunità che il decreto affronti anche il tema del reclutamento dei circa 15.000 insegnanti di religione, attualmente in situazione di precarietà. Conclude auspicando, in via cautelativa, che il Governo non intenda abolire il test INVALSI della maturità. La scuola è un luogo educativo, perciò la valutazione degli effettivi risultati conseguiti è fondamentale.
Alessandro FUSACCHIA (MISTO-+E-CD) invita i colleghi ad inquadrare il decreto-legge in esame nella più ampia cornice dell'evoluzione che la scuola sta vivendo e che ha imposto ad ogni Governo che si è succeduto uno sforzo, spesso encomiabile, ma sempre, purtroppo, insufficiente per la soluzione dei problemi. L'adozione del decreto-legge si è imposta per fare fronte alla situazione paradossale del più alto numero di supplenti mai registrato e del minor numero di iscritti nelle graduatorie ad esaurimento. E, come ha anticipato nella precedente seduta la rappresentante del Governo, l'azione dovrà essere rafforzata con l'adozione di ulteriori norme che incideranno sull'attuale percorso di abilitazione. In tale fase, pertanto, è necessario, a suo giudizio, calibrare esattamente l'azione riformatrice, incentrata sul criterio della selettività, per poter reclutare, di tanti concorrenti, soltanto i migliori. E tuttavia, neanche questo dà la garanzia che, in futuro, non si riprodurranno i meccanismi che hanno messo in crisi il processo di reclutamento del personale docente: gli abilitati non vincitori di cattedra faranno sicuramente pressione sui futuri Governi per essere assorbiti stabilmente, così come i docenti assunti in sedi diverse da quelle di residenza premeranno, anche legittimamente, per tornare ai luoghi di provenienza, lasciando scoperte le cattedre. A suo giudizio, comunque, il decreto-legge realizza un buon equilibrio tra le diverse esigenze, che invita i colleghi a tenere presente al momento della presentazione delle proposte emendative. Tra i punti particolarmente qualificanti vi è il percorso tracciato per l'immissione in ruolo, che prevede, in particolare, l'effettuazione della prova orale al termine dell'anno di prova. È la dimostrazione, a suo giudizio, della volontà di rendere effettivo il processo di selezione dei migliori, non mettendo ostacoli iniziali e dando la possibilità a chi ha superato le prime prove di formarsi nei settori che non ha avuto la possibilità di approfondire. Tuttavia, perché tutto questo funzioni, è necessario non svuotare tale ultima prova di significato, ma conferirle la rilevanza che merita: l'architettura disegnata dal decreto-legge dà tutte le garanzie in tal senso.

Patrizia PRESTIPINO (PD) ritiene che un intervento urgente del Governo per reclutare personale docente fosse senz'altro necessario, considerato l'altissimo numero di cattedre vacanti, di cui ha dato conto anche la viceministra Ascani nella seduta pomeridiana. Reputa tuttavia che andrebbe svolta una riflessione approfondita sulle modalità di inserimento dei docenti e sulla loro selezione. Premesso che insegnare nella scuola secondaria è difficile, richiede impegno, passione e carattere, in quanto ci si trova di fronte a ragazzi di esuberanza straripante – affrontarli è come entrare in una «gabbia di leoni», soprattutto nel biennio delle superiori, e si tratta letteralmente di domarli, in senso culturale, pedagogico – richiama l'attenzione di tutti sulla necessità non solo di affiancare e sostenere davvero, e non come si fa oggi, i docenti che vivono per la prima volta l'esperienza di confrontarsi con una classe, ma anche di tenere conto sul serio delle attitudini che gli insegnanti dimostrano di avere nel concreto rapporto con la classe. In altre parole, bisogna che da una parte sia prestata ai docenti assunti in prova una formazione effettiva e che dall'altra parte l'anno di prova – che oggi è una formalità priva di vero significato – assuma una rilevanza effettiva e si concluda con una valutazione effettivamente selettiva, che permetta di distinguere, al di là della preparazione teorica, chi è capace di stare in classe e di insegnare e chi non lo è. Occorre quindi una riforma dell'attuale percorso dell'anno di prova e, in particolare, un ripensamento del sistema dell'acquisizione dei crediti formativi, che allo stato è del tutto inefficace e superfluo.
Paola FRASSINETTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 20.


SEDE CONSULTIVA

Martedì 12 novembre 2019. — Presidenza del presidente Andrea GIACCONE.

La seduta comincia alle 13.05.

DL 104/2019: Disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei Ministeri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle Forze di polizia e delle Forze armate e per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

2242 Governo, approvato dal Senato.

(Parere alla I Commissione).

(Esame e conclusione – Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Andrea GIACCONEpresidente, comunica che l'ordine del giorno reca l'esame in sede consultiva, ai fini dell'espressione del parere di competenza alla I Commissione (Affari costituzionali), del disegno di legge n. 2242 Governo, di conversione del decreto-legge n. 104 del 2019, recante disposizioni urgenti per il trasferimento di funzioni e per la riorganizzazione dei Ministeri per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dello sviluppo economico, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonché per la rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere e per i compensi per lavoro straordinario delle Forze di polizia e delle Forze armate e per la continuità delle funzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, approvato, con modificazioni, dal Senato della Repubblica.
Avverte che, essendo l'inizio dell'esame del provvedimento in Assemblea previsto a partire dalla seduta pomeridiana di domani, mercoledì 13 novembre, e non avendo la Commissione di merito ancora concluso l'esame in sede referente, il parere verrà espresso, nella seduta odierna, sul testo originario del decreto-legge.

Invita quindi la relatrice a svolgere la relazione introduttiva.

Carla CANTONE (PD)relatrice, dopo aver segnalato preliminarmente che il decreto-legge consta di tredici articoli, rileva che l'articolo 1 dispone il trasferimento al Ministero per i beni e le attività culturali delle funzioni in materia di turismo attualmente esercitate dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e del turismo. In particolare, ai sensi del comma 1, il trasferimento riguarda, oltre alle funzioni, anche le risorse umane, strumentali e finanziarie, compresa la gestione residui, destinate all'esercizio delle funzioni oggetto del trasferimento, fatta eccezione per quelle relative alla Direzione generale per la valorizzazione dei territori e delle foreste non riferite ad attività di sviluppo, promozione e valorizzazione del turismo.

Conseguentemente, i commi 2 e 3 prevedono la soppressione, a decorrere dal 1o gennaio 2020, del Dipartimento del turismo del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e l'istituzione dei posti funzione di un dirigente di livello generale e di due dirigenti di livello non generale, nonché di ulteriori venticinque posti funzione di dirigenti di livello non generale per soprintendenze, biblioteche e archivi, presso il Ministero per i beni e le attività culturali, con contestuale rideterminazione delle dotazioni organiche dirigenziali sia del Ministero per i beni e le attività culturali sia del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali. I commi 3-bis e 3-ter aumentano le risorse da destinare al trattamento economico del personale con contratto a tempo determinato e di quello con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa degli uffici di diretta collaborazione con il Ministro, per le esigenze connesse al trasferimento delle funzioni inerenti il turismo. Il comma 4 disciplina le modalità per l'adozione dei regolamenti di organizzazione dei due Ministeri, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, anziché con decreto del Presidente della Repubblica, con lo scopo di semplificarne e accelerarne il riordino. Nella fase transitoria, sulla base del comma 5, fino al 31 dicembre 2019 il Ministero per i beni e le attività culturali si avvale, per lo svolgimento delle funzioni in materia di turismo, delle competenti strutture e dotazioni organiche del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Si sofferma sul comma 6, che disciplina le modalità del trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie. In particolare, con riferimento alle risorse umane, il trasferimento opera per il personale a tempo indeterminato del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali, ivi compreso il personale in assegnazione temporanea presso altre amministrazioni, nonché per il personale a tempo determinato con incarico dirigenziale. La revoca dell'assegnazione temporanea presso altre amministrazioni del personale trasferito, già in posizione di comando, rientra nella competenza del Ministero per i beni e le attività culturali.
Dopo avere rilevato che i successivi commi 7, 8 e 9 riguardano la gestione delle risorse finanziarie, il passaggio dei rapporti giuridici attivi e passivi in materia di turismo facenti capo al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali nonché l'autorizzazione alle relative variazioni di bilancio, segnala che il comma 10 dispone l'incremento della dotazione organica del Ministero per i beni e le attività culturali in misura corrispondente al personale non dirigenziale trasferito dal Dipartimento del turismo del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, con contestuale riduzione della dotazione organica di quest'ultimo Ministero. Con riferimento al trattamento economico, i commi 11 e 12 prevedono che al personale delle qualifiche non dirigenziali trasferito si applica il trattamento economico, compreso quello accessorio, previsto nell'amministrazione di destinazione e continua a essere corrisposto, ove riconosciuto, l'assegno 
ad personam riassorbibile secondo i criteri e le modalità già previsti dalla normativa vigente.
Il comma 13 prevede modifiche legislative allo scopo di adeguare alla nuova normativa la denominazione dei Ministeri interessati; i commi 14, 15 e 17 riconducono alla vigilanza del Ministero per i beni e le attività culturali, rispettivamente, l'ENIT-Agenzia nazionale del turismo e il Club alpino italiano. Infine, in base al comma 16, i Ministeri assumono le denominazioni rispondenti alle funzioni esercitate a seguito del trasferimento disposto dal decreto-legge, mentre il comma 18 reca la clausola di invarianza finanziaria.

L'articolo 1-bis autorizza il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ad assumere a tempo indeterminato, mediante apposita procedura selettiva, 150 unità di personale non dirigenziale, da destinare, nelle more dell'espletamento delle procedure concorsuali autorizzate ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 giugno 2019, ai servizi di accoglienza e assistenza al pubblico nonché di vigilanza, protezione e conservazione dei beni culturali in gestione. Il successivo articolo 1-ter, commi 1 e 2, autorizza, per le medesime finalità, il Ministero, in caso di impossibilità ad utilizzare il proprio personale dipendente, ad avvalersi della Società Ales S.p.a., società in house partecipata al 100 per cento dal Ministero medesimo. I commi 3 e 4, infine, destinano una quota degli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti d'ingresso agli Istituti e ai Musei dotati di autonomia speciale alla remunerazione delle particolari condizioni di lavoro del personale coinvolto in specifici progetti locali presso tali Istituti e Musei, nel limite massimo complessivo del 15 per cento del trattamento tabellare annuo lordo, secondo criteri stabiliti dalla contrattazione collettiva integrativa. L'articolo 1-quater modifica la disciplina relativa al Commissario per le finali di coppa del mondo e i campionati mondiali di sci alpino, introducendo la previsione di un compenso e disponendo l'incompatibilità della carica con rapporti di lavoro dipendente.

Passa quindi all'articolo 2, che riguarda il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. In particolare, il comma 1 dispone il trasferimento a tale Dicastero delle funzioni esercitate dal Ministero dello sviluppo economico in materia di definizione delle strategie della politica commerciale e promozionale con l'estero e di sviluppo dell'internazionalizzazione del sistema Paese. Conseguentemente, a decorrere dal 1o gennaio 2020, è disposto il trasferimento delle risorse umane, strumentali, compresa la sede, e finanziarie, compresa la gestione residui, della Direzione generale per il commercio internazionale del Ministero dello sviluppo economico.

Il successivo comma 2 dispone la soppressione, a decorrere dal 1o gennaio 2020, della Direzione per il commercio internazionale del Ministero dello sviluppo economico e il trasferimento al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale dei posti funzione di sette dirigenti di livello non generale, con conseguente istituzione di sette uffici di livello dirigenziale non generale presso la stessa Amministrazione. Presso il medesimo Ministero, inoltre, sono istituiti un posto di vice direttore generale e tre uffici di livello dirigenziale non generale, da assegnare in via esclusiva al personale della carriera diplomatica in servizio. La norma, quindi, rinvia a un successivo decreto di natura non regolamentare l'individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale e la definizione dei relativi compiti. Infine, si prevede la conferma della dotazione organica dirigenziale del Ministero dello sviluppo economico nel numero massimo di diciannove posizioni di livello generale e la sua rideterminazione in centoventitré posizioni di livello non generale.

Sulla base del comma 3, è rinviata a un decreto del Presidente del Consiglio di ministri la puntuale individuazione sia di un contingente di cento unità di personale non dirigenziale e di sette unità di personale dirigenziale non generale sia delle risorse strumentali e finanziarie da trasferire nonché la definizione della disciplina per il trasferimento delle medesime risorse. Conseguentemente, la dotazione organica del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale è incrementata, con corrispondente riduzione della dotazione organica del Ministero dello sviluppo economico. Ai fini dell'individuazione del personale da trasferire, la norma prevede la formazione di una graduatoria, distinta tra personale dirigenziale e non, secondo il criterio prioritario dell'accoglimento delle manifestazioni di interesse espresse sulla base di apposito interpello e, in caso di loro numero incongruente per eccesso o per difetto, secondo il criterio del trasferimento del personale con maggiore anzianità di servizio e, a parità di anzianità, del personale con minore età anagrafica, entro il 17 ottobre 2019. Il personale non dirigenziale trasferito mantiene il trattamento economico fondamentale e accessorio, ove più favorevole, corrisposto dall'amministrazione di provenienza al momento dell'inquadramento, mediante assegno ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti. La revoca dell'assegnazione temporanea presso altre amministrazioni del personale trasferito, già in posizione di comando, rientra nella competenza del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. La norma prevede, inoltre, il mantenimento fino alla scadenza dell'incarico delle funzioni di esperto negli uffici centrali o nelle rappresentanze diplomatiche e negli uffici consolari per il personale transitato nei ruoli del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con possibilità di rinnovo per un ulteriore biennio. I commi 4 e 5 introducono modifiche, rispettivamente, al decreto legislativo n. 300 del 1999, di organizzazione del Governo, e al decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, in materia di ordinamento dell'amministrazione degli affari esteri, al fine di renderli coerenti con le modifiche recate dal decreto-legge. Il comma 6 interviene sulla disciplina dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane – ICE Agenzia. A tale proposito, segnala, alle lettere c) e d), il rinvio ad un decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale per l'individuazione delle modalità con le quali l'Agenzia opera all'estero nell'ambito delle Rappresentanze diplomatiche e consolari e del contingente massimo di personale all'estero che può essere notificato, nell'ambito della sua dotazione organica (lettera c)), e la definizione da parte della Cabina di regia per l'internazionalizzazione delle strategie di internazionalizzazione delle imprese che il personale dell'Agenzia all'estero è tenuto a seguire nel quadro delle funzioni di direzione, vigilanza e coordinamento dei Capi missione (lettera d)). Il comma 7 dispone la modifica dello statuto dell'Agenzia medesima, al fine di prevedere la vigilanza da parte del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, d'intesa, per le materie di competenza, con il Ministero dello sviluppo economico.
Rileva, quindi, che il comma 8 dispone il trasferimento allo stato di previsione della spesa del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale del
Fondo per la realizzazione di azioni a sostegno di una campagna promozionale straordinaria a favore del «made in Italy»; il comma 9 interviene sulla disciplina del Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e l'attrazione degli investimenti in Italia, mentre i commi 10 e 10-bis dispongono in ordine al trasferimento al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale delle funzioni concernenti i rapporti con la Società SIMEST (Società italiana per le imprese all'estero S.p.A.) e l'esercizio delle relative funzioni di vigilanza ed indirizzo. I commi da 10-ter a 10-septies prevedono l'attribuzione al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, in sostituzione del Ministero dello sviluppo economico, delle funzioni e delle competenze relative all'operatività del Fondo rotativo per operazioni di Venture Capital (FVC) e all'operatività del Comitato di indirizzo e rendicontazione (CIR), competente per l'amministrazione di tale Fondo. Il comma 11 interviene sulla composizione del Comitato agevolazioni; il comma 11-bis prevede l'attribuzione al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, in sostituzione del Ministero dello sviluppo economico, delle funzioni e delle competenze riguardanti gli interventi del Fondo rotativo per la concessione di contributi agli interessi per il finanziamento di crediti all'esportazione e del Fondo rotativo per l'internazionalizzazione. Il comma 12 rinvia a un decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale di natura non regolamentare la determinazione di termini, modalità degli interventi, obblighi del gestore, nonché composizione e compiti del Comitato per l'amministrazione del Fondo rotativo per l'internazionalizzazione; il comma 13, infine, modifica le modalità del riparto delle risorse destinate al contributo in favore di istituti, enti, associazioni, consorzi per l'internazionalizzazione e di Camere di commercio italiane all'estero; il comma 13-bis trasferisce al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale la sede e la competenza sull'Osservatorio economico per la raccolta, lo studio e l'elaborazione dei dati concernenti il commercio estero, distinti per flussi di importazione ed esportazione di merci, prodotti e servizi e per aree geo-economiche. Segnala, quindi, che il comma 14 trasferisce al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale le competenze sulle autorizzazioni per le esportazioni di materiali che rientrano nella Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio e uso di armi chimiche e sulla loro distruzione, fatta a Parigi il 13 gennaio 1993. Anche il comma 15 dispone il trasferimento al medesimo Ministero delle competenze relative alle autorizzazioni per le esportazioni di beni e materiali a duplice uso.
Sulla base del comma 16, in fase transitoria, fino al 31 dicembre 2019, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale si avvale delle competenti strutture e dotazioni organiche del Ministero dello sviluppo economico. Infine, i commi 17 e 18 recano, rispettivamente, l'autorizzazione al Ministro dell'economia e delle finanze ad apportare le necessarie variazioni di bilancio e la clausola di invarianza finanziaria. Segnala, quindi, che l'articolo 3 provvede, ai commi da 1 a 5, alla rimodulazione degli stanziamenti per la revisione dei ruoli e delle carriere delle Forze di polizia e delle Forze armate, al fine di garantire la copertura finanziaria dell'attuazione della delega prevista dal cosiddetto «Decreto sicurezza» per l'adozione, entro il 30 settembre 2019, di decreti legislativi integrativi e correttivi in materia di riordino dei ruoli delle Forze armate e delle Forze di polizia. I successivi commi 6 e 7 stanziano risorse aggiuntive, per il periodo dal 1
o luglio al 31 dicembre 2019, per il pagamento dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario svolte dal personale delle Forze armate impegnato nell'operazione «Strade sicure». L'articolo 3-bis dispone l'incremento delle risorse destinate all'adozione di provvedimenti normativi in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, ivi comprese le Capitanerie di porto. L'articolo 3-ter interviene in materia di ordinamento del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, disponendo, in particolare, la ridenominazione in dirigenti sanitari degli attuali dirigenti medici, rideterminando l'indennità di rischio annua per gli allievi vigili del fuoco e disponendo in relazione alla qualifica di assistente capo con scatto convenzionale.
Passa ora all'articolo 4, che istituisce, fino al 31 dicembre 2020, la struttura tecnica per il controllo interno del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, retta da un dirigente appartenente esclusivamente all'amministrazione dello Stato e, in deroga alla dotazione organica del Ministero, con una dotazione di quindici unità di personale, sotto il controllo diretto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. In particolare, sulla base del comma 3, tale personale, di cui una unità con qualifica dirigenziale di livello generale, due con qualifica dirigenziale di livello non generale e dodici funzionari di Area III del comparto funzioni centrali, deve essere dotato delle necessarie competenze ed esperienze. Inoltre, il personale di livello non dirigenziale è individuato tra il personale dei ruoli del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ovvero, con trattamento economico complessivo a carico dell'amministrazione di destinazione, tra il personale dei ruoli delle altre amministrazioni pubbliche, collocato in posizione di comando o fuori ruolo. In aggiunta a tale contingente, sulla base del comma 4, la Struttura tecnica può avvalersi fino ad un massimo di dodici esperti o consulenti. Segnalo, infine, che il comma 5 modifica la procedura di riorganizzazione degli uffici del medesimo Ministero, prevedendo l'adozione di uno o più regolamenti, adottati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previo parere del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro delle infrastrutture e trasporti, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze.
L'articolo 5 interviene sull'organizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, prevedendone l'articolazione in due dipartimenti, di cui, come si legge nella relazione illustrativa, uno dedicato alle attività di risanamento ambientale e all'economia circolare e l'altro ai processi di miglioramento della qualità dell'aria e di crescita sostenibile. Al fine di assicurare l'invarianza finanziaria, la norma prevede che i maggiori oneri derivanti dalla disposizione siano compensati dalla soppressione di un numero di posti di funzione dirigenziale di livello non generale equivalente sul piano finanziario. La dotazione organica dirigenziale del Ministero è, quindi, rideterminata nel numero massimo di dieci posizioni di livello generale e quarantotto posizioni di livello non generale, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Segnala che, pur venendo meno l'esplicita previsione che siano sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, contenuta nella normativa previgente, rimane salva la previsione generale recata dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 300 del 1999, che dispone che siano sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative in relazione ai provvedimenti di attuazione aventi riflessi sull'organizzazione del lavoro o sullo stato giuridico dei pubblici dipendenti. Inoltre, rileva che, rispetto alla previgente organizzazione del Ministero, la nuova disciplina non prevede la figura del Segretario generale, con incarico di coordinamento delle direzioni generali.
L'articolo 6 interviene sull'organizzazione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, riducendo a un posto dirigenziale l'incremento della dotazione organica disposto dalla legge di bilancio per il 2019, mentre l'articolo 7 dispone la proroga delle funzioni, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, per il Presidente e i componenti del Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, fino all'insediamento del nuovo Consiglio e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2019.
L'articolo 8, infine, reca l'entrata in vigore del decreto-legge.
Andrea GIACCONE, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, invita la relatrice a formulare la sua proposta di parere.
Carla CANTONE (PD)relatrice, illustra la sua proposta di parere favorevole. 

Elena MURELLI (LEGA) preannuncia il voto contrario del gruppo Lega sulla proposta di parere della relatrice, non condividendo il continuo trasferimento delle funzioni in materia di turismo da un Ministero all'altro, al mutare delle compagini governative. L'importanza fondamentale che il turismo riveste per l'economia italiana richiederebbe ben altra attenzione, con l'istituzione di un Ministero per la valorizzazione del settore.
Paolo ZANGRILLO (FI), condividendo le osservazioni della collega Murelli, preannuncia il voto contrario del gruppo Forza Italia sulla proposta di parere della relatrice, stigmatizzando la superficialità con la quale il Governo considera uno dei settori portanti dell'economia del Paese.
Sebastiano CUBEDDU (M5S) condivide l'unificazione nel medesimo Ministero delle funzioni riguardanti i beni culturali e il turismo, che, a suo giudizio, costituiscono le due facce di una stessa medaglia. La visione unitaria di tali aspetti dello stesso fenomeno, infatti, aiuterà la valorizzazione, anche sotto il profilo economico, dell'immenso patrimonio culturale del Paese, spesso trascurato, a differenza di quanto avviene in altri Paesi, come la Francia, che riescono a trarre profitto anche dalle loro ben più limitate risorse.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole della relatrice.
Modifiche al codice penale, alla legge 29 maggio 2017, n. 71, e al regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835, in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo e di misure rieducative dei minori.
Nuovo testo C. 1524 Dori e abb.

(Parere alla II Commissione).
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Andrea GIACCONEpresidente, avverte che l'ordine del giorno reca l'esame in sede consultiva, ai fini dell'espressione del parere di competenza alla II Commissione (Giustizia), del nuovo testo della proposta di legge C. 1524 Dori e abbinata, recante modifiche al codice penale, alla legge 29 maggio 2017, n. 71, e al regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835, in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo e di misure rieducative dei minori, quale risultante dalle proposte emendative approvate in sede referente.
Invita quindi la relatrice a svolgere la relazione introduttiva.
Rina DE LORENZO (M5S)relatrice, sottolinea preliminarmente che la proposta di legge, come si legge nella relazione illustrativa, è volta a favorire la precoce emersione del disagio giovanile nonché a introdurre misure di prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo, compreso quello informatico o «cyberbullismo».
Rilevato, in premessa, che gli aspetti di competenza della Commissione lavoro sono piuttosto limitati, segnala che il provvedimento consta di otto articoli e l'articolo 1, in particolare, introduce modifiche all'articolo 612-
bis del codice penale, in materia di atti persecutori, allo scopo di ampliarne l'ambito oggettivo, ricomprendendovi le condotte di bullismo.
Il successivo articolo 2 sostituisce l'articolo 731 del codice penale modificando
la contravvenzione a carico del genitore in caso di inosservanza dell'obbligo scolastico, prevedendo, tra l'altro, l'applicazione della norma penale in caso di violazione dell'istruzione obbligatoria, attualmente prevista in relazione alla frequenza della scuola elementare e media.
Rileva, quindi, che l'articolo 3 amplia l'ambito di applicazione della legge n. 71 del 2017, ora limitata al contrasto del cyberbullismo, alla prevenzione di tutti i fenomeni di bullismo, estende l'obbligo dei dirigenti scolastici di informare i genitori, ora previsto per i casi di cyberbullismo, a tutti gli episodi di bullismo in ambito scolastico e introduce il contestuale obbligo in capo ai medesimi soggetti di trasmettere tempestivamente la segnalazione di tali atti alla procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni. Per i casi più gravi, il dirigente scolastico può coinvolgere i servizi sociali e sanitari al fine di predisporre percorsi personalizzati per l'assistenza delle vittime e per l'accompagnamento rieducativo degli autori degli atti medesimi ovvero valutare se sussistano i presupposti per attivare le misure rieducative.
L'articolo 4, modificando l'ordinamento penitenziario minorile, con particolare riferimento alla disciplina delle misure coercitive di intervento non penale nei confronti di minorenni dalla condotta socialmente inaccettabile, prevede, tra l'altro, la predisposizione di un percorso di mediazione oppure lo svolgimento di un progetto di intervento con finalità rieducativa e riparativa sotto la direzione e il controllo dei servizi sociali, che può essere disposto dal Tribunale per i minorenni con decreto motivato.

Segnala, altresì, che l'articolo 5 prevede l'adeguamento dello statuto delle studentesse e degli studenti delle scuole secondarie, allo scopo di meglio specificare gli impegni assunti dalla scuola e dalle famiglie per la prevenzione del bullismo e di altre situazioni di disagio. L'articolo 6 reca disposizioni per consentire di valutare e monitorare la percezione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo ed esaminare il clima delle classi, nonché la percezione dei fenomeni da parte dei docenti e dei dirigenti scolastici. Sempre in ambito scolastico, l'articolo 7 dispone finanziamenti per le esigenze connesse allo svolgimento delle attività di formazione in ambito scolastico finalizzate alla promozione dell'educazione emotiva e della comunicazione non violenta dei conflitti tra pari e all'acquisizione di competenze sociali adeguate, attraverso l'implementazione della Piattaforma Elisa o progetti pilota.
Si sofferma, infine, sull'articolo 8, in base al quale, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia, è assicurato un servizio per l'assistenza delle vittime di atti di bullismo e cyberbullismo, mediante il numero pubblico di emergenza infanzia 114, con la finalità di fornire alle vittime ovvero alle persone congiunte o legate da relazione affettiva un servizio di prima assistenza psicologica e giuridica da parte di personale dotato di adeguate competenze e di informare prontamente le autorità di polizia.
Andrea GIACCONEpresidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.
DL 123/2019: Disposizioni urgenti per l'accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici.
C. 2211 Governo.

(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Andrea GIACCONEpresidente, avverte che l'ordine del giorno reca l'esame in sede consultiva, ai fini dell'espressione del parere di competenza alla VIII Commissione (Ambiente), del disegno di legge C. 2211 Governo, di conversione del decreto-legge n. 123 del 2019, recante disposizioni urgenti per l'accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici.

Invita quindi, il relatore a svolgere la relazione introduttiva.

Camillo D'ALESSANDRO (IV)relatore, precisa preliminarmente che, come si legge nella relazione illustrativa, il provvedimento, che consta di dieci articoli, si propone di superare la situazione emergenziale in tali territori, accelerando le procedure per la realizzazione degli interventi a ciò funzionali e per garantire alle popolazioni interessate adeguate condizioni abitative.
Venendo al merito del decreto-legge, che introduce modifiche al decreto-legge n. 189 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 229 del 2016, segnala che l'articolo 1 proroga fino al 31 dicembre 2020 lo stato di emergenza nei territori dell'Italia centrale colpiti dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016; l'articolo 2 reca modifiche sia alla disciplina della ricostruzione privata, sia a quella della ricostruzione pubblica, dando priorità alla ricostruzione di edifici scolastici; l'articolo 3 introduce una disposizione per la semplificazione e l'accelerazione della ricostruzione privata, mentre l'articolo 4 interviene in materia di trattamento e trasporto del materiale derivante dal crollo parziale o totale degli edifici.

Rileva, altresì, che l'articolo 5 estende ai territori dei comuni delle Regioni Lazio, Marche e Umbria la misura a favore dei giovani imprenditori del Mezzogiorno denominata «Resto al Sud», introdotta dal decreto-legge n. 189 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 229 del 2016. L'articolo 6 aumenta il novero dei comuni destinatari del contributo per interventi urgenti di manutenzione straordinaria o di messa in sicurezza di strade e infrastrutture comunali, mentre l'articolo 7 interviene sulla disciplina delle anticipazioni dovute ai professionisti incaricati delle prestazioni tecniche relative agli interventi di edilizia privata di ricostruzione dei territori.
Si sofferma quindi, per gli specifici profili di competenza della Commissione, sull'articolo 8, che, nel quadro di proroghe di termini in scadenza, al comma 2 dispone la riduzione al 40 per cento dell'ammontare delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali e assistenziali nonché dei premi per l'assicurazione obbligatoria sospesi e non versati dai soggetti colpiti dagli eventi sismici, da restituire a decorrere dal prossimo 15 gennaio 2020.
Infine, segnala che l'articolo 9 introduce misure a favore delle imprese agricole ubicate nei comuni del cratere e che l'articolo 10 reca l'entrata in vigore del decreto-legge.
Andrea GIACCONEpresidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.
La seduta termina alle 13.30.

COMITATO DEI NOVE

Martedì 12 novembre 2019.

Modifiche al titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura.
C. 1027-A.

Il Comitato dei nove si è riunito dalle 13.50 alle 13.55.


13 Novembre 2019
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