Così Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne Gardini (Confcooperative), lavorare per una parità di genere che crei sviluppo

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Gardini (Confcooperative), lavorare per una parità di genere che crei sviluppo


«Siamo contro ogni violenza di genere e per una parità che generi sviluppo. Deve costituire un impegno concreto di tutti, delle pubbliche amministrazioni, dello Stato, delle Associazioni e delle imprese. Tutti devono sentirsi parte attiva per la creazione di una cultura che faccia dell’integrazione e dell’equilibrio tra i generi la leva del futuro sviluppo sostenibile delle nostre comunità e della nostra società». Così Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

«Le donne costituiscono una parte predominante della nostra base sociale, sono socie, lavoratrici, amministratrici e dirigenti delle nostre 18.500 imprese cooperative aderenti a Confcooperative. In questi anni –  aggiunge Gardini – hanno ricoperto ruoli fondamentali nell’associazione e sono proiettate ad un’ulteriore crescita ed affermazione per le loro doti di competenza, determinazione, visione strategica, integrazione sociale, innovazione e managerialità».

Ogni giorno in Italia 88 donne sono vittime di atti di violenza, una ogni 15 minuti. Questi sono i dati terrificanti diffusi dalla Polizia di Stato alla vigilia della giornata internazionale contra la violenza sulle donne che ci dicono che sono vittime italiane in percentuale altissima (l’80% dei casi) da parte di uomini italiani nel 74% dei casi e senza distinzione di latitudine.

«Questi dati allarmanti – continua Gardini – ci hanno spinto a metterci la faccia come dirigenti di Confcooperative accanto alle nostre colleghe per costruire insieme una società più equa, più civile, più giusta, senza scarti e dove le differenze siano valore che unisce».

«L’azione di contrasto ad ogni forma di violenza contro le donne è una battaglia politica di civiltà e di cambiamento culturale radicale che ci coinvolge tutti: in famiglia, nella scuola, nelle istituzioni. Servono prevenzione, accoglienza e tutela. Agli uomini – dice Anna Manca, presidente Commissioni Dirigenti Donne di Confcooperative – spetta il lavoro più grande: frantumare la cultura prevaricatrice che si radica nel quotidiano, anche attraverso le battute e il linguaggio. Solo così si potrà avviare insieme una svolta».

«Per questo combattere ogni forma di violenza nei confronti della donna – conclude Gardini – oltre a essere una battaglia di civiltà, costituisce anche un elemento di crescita e di sviluppo per chi come noi ha deciso di combattere per un’affermazione paritaria delle donne nella vita privata e pubblica della nostra società».

TN


25 Novembre 2019
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