Dal 2015 si contano 436.066 cittadini in meno. Così il Censis nel suo 53mo Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2019 Censis, in Italia tsunami demografico e grande esodo dal Sud

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Censis, in Italia tsunami demografico e grande esodo dal Sud


"Dal 2015 - anno di inizio della flessione demografica, mai accaduta prima nella nostra storia - si contano 436.066 cittadini in meno, nonostante l'incremento di 241.066 stranieri residenti. Nel 2018 i nati sono stati 439.747, cioe 18.404 in meno rispetto al 2017. Nel 2018 anche i figli nati da genitori stranieri sono stati 12.261 in meno rispetto a cinque anni fa". Così il Censis nel suo 53mo Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2019, che parla di "tsunami demografico e di grande esodo dal Sud".

"La caduta delle nascite si coniuga con l'invecchiamento demografico. Nel 1959 gli under 35 erano 27,9 milioni (il 56,3% della popolazione complessiva) e gli over 64 erano 4,5 milioni (il 9,1%). Tra ventfanni, su una popolazione ridotta a 59,7 milioni di abitanti, gli under 35 saranno 18,6 milioni (il 31,2%) e gli over 64 saranno 18,8 milioni (il 31,6%). Sulla diminuzione della popolazione giovanile hanno un effetto anche le emigrazioni verso lfestero: in un decennio piu di 400.000 cittadini italiani 18-39enni hanno abbandonato lfItalia, cui si sommano gli oltre 138.000 giovani con meno di 18 anni", sottolinea il Censis.

"Il declino demografico non è uniforme. Dal 2015 il Mezzogiorno ha perso quasi 310.000 abitanti (-1,5%), contro un calo della popolazione dello 0,6% nell`Italia centrale, dello 0,3% nel Nord-Ovest, dello 0,1% nel Nord-Est e dello 0,7% a livello nazionale. Oggi l`Italia che attrae, e che cresce anche in termini demografici, è fatta di un numero limitato di aree", aggiunge il Censis.

"Su 107 province, 21 non hanno perso popolazione: 6 sono in Lombardia, 9 nel Nord-Est. In quattro anni Bologna ha guadagnato 10.000 residenti, l`area milanese (3,2 milioni di abitanti) ha aumentato la sua popolazione dell`equivalente di una città come Siena (53.000 abitanti in più), cui si aggiungono i quasi 10.000 residenti in più della contigua provincia di Monza. Nell`area romana invece è crollato l`arrivo di stranieri (20.000 in meno tra il 2012 e il 2018) e sono diminuite le iscrizioni dal resto del Lazio e dalle altre regioni, a riprova dell`appannamento dell`appeal della capitale", sottolinea.

TN


06 Dicembre 2019
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