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PUBBLICO IMPIEGO

Sindacati, mancano risorse per il rinnovo dei contratti


La disponibilità del governo ad aumentare le risorse per il rinnovo del contratto del Pubblico impiego è una "novità" e "un fatto positivo anche se non ancora sufficiente per poter andare sulla strada della difesa del potere d'acquisto". Lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, al termine del tavolo sul contratto del Pubblico impiego a Palazzo Chigi.

"Abbiamo indicato la necessità, e su questo c'è stato un impegno dei ministri presenti, sia dell'Istruzione e dell'Economia - ha aggiunto Landini - di aprire un tavolo per definire un accordo quadro che sia in grado di ragionare non solo sui rinnovi dei contratti ma anche sul sistema delle relazioni sindacali e sviluppi la contrattazione di secondo livello anche del pubblico impiego".

"E' stato un incontro molto interlocutorio, c'è disponibilità a riflettere insieme sul ruolo della pubblica amministrazione, sull'innovazione, la formazione dei lavoratori. Quello che manca sono i soldi per i contratti". Questo il commento di Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl.

"Manca - ha aggiunto - l'elemento perequativo, il ministro dell'Economia ha fatto uno sforzo e ha trovato altri 200 milioni in due anni ed è un buon segnale, però ne mancano. Siamo ancora lontani dall'avere le risorse per rinnovare il prossimo contratto almeno come abbiamo rinnovato il contratto scaduto. Si può chiedere tutto meno che rinnovare il contrato con una busta paga inferiore rispetto a quella precedente. L'interlocuzione prosegue".

Per il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, rispetto alle risorse attuali, per chiudere il contratto del Pubblico impiega "manca più di un miliardo su tre anni, tra elemento perequativo e rimanente".

"Si dovrebbe aprire la trattativa - ha aggiunto - con un accordo quadro in cui inserire le parti normative ed economiche. Oggi le parti economiche sono insufficienti. L'elemento perequativo per evitare che qualcuno perda soldi rispetto agli 80 euro bisogna farlo da subito e c'è anche il problema dei diritti, perché per esempio il pubblico impiego non ha la malattia pagata. Ho anche spiegato al governo che devono collegarsi con la realtà: si stanno già rinnovando dei contratti con 120-130 euro di aumento.

Si sappiano regolare. Non si può vedere il maggior datore di lavoro del Paese più avaro dei privati"

TN


09 Dicembre 2019
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