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GIG ECONOMY

Uiltucs, Deliveroo rescinde i contratti dei rider


Prima Deliveroo taglia le tariffe di consegna per i rider, ora punta sul recesso dei contratti, il cosiddetto log out, per un nuovo duro colpo sempre ai danni dei fattorini che collaborano con la società di consegne di cibo a domicilio.

Svariati rider vicini alla UILTuCS, la categoria della Uil che dal 2016 segue la vertenza sui rider, hanno denunciato una serie di casi di recesso di contratto, tutti in maniera unilaterale da parte della piattaforma digitale ai danni di decine di rider sul territorio nazionale.

In particolare, spiega Mario Grasso, funzionario che segue i lavoratori della Gig Economy, "si denuncia il silenzio dei manager di Deliveroo alla richiesta di chiarimenti che liquidano i rider con una semplice comunicazione automatizzata via e-mail".

Tra le cause di recesso, per Deliveroo, ci sono "la mancata consegna degli ordini ai clienti o comportamenti non consoni al ruolo del rider nei confronti dei clienti o dei partner che collaborano con Deliveroo". Motivazioni che sanno molto di scuse, perché a quanto pare l'azienda avrebbe già chiarito ai rider, tramite il proprio supporto online, che le consegne al piano sono a discrezione del fattorino e non possono influire sul rapporto di collaborazione tra le parti.

"Per la Uiltucs, quindi, la motivazione di recesso è illegittima" incalza Grasso, che evidenzia anche la presenza, per voce dei rider, di altri problemi legati al funzionamento dell’app per le consegne in caso di pioggia: le gocce che cadono sui monitor degli smartphone, nonostante la protezione fornita dall’azienda e la sporadicità del malfunzionamento, provocano la chiusura involontaria degli ordini prima della consegna al cliente e segnalazioni negative a Deliveroo del cliente stesso, nei confronti del fattorino.

Il sindacato, tornando al recesso dei contratti, è intervenuto chiedendo formalmente un incontro con Deliveroo per conoscere i motivi dei “log out” e provare una mediazione. Ma l’azienda finora ha taciuto.

E' ancora Mario Grasso della UILTuCS nazionale a spiegare la situazione: “Quello che Deliveroo sta facendo nei confronti dei propri collaboratori dimostra la distanza tra le parole e i fatti. Dicono di valorizzare la figura del rider, elemento essenziale per il business di Deliveroo, ma se ne lavano le mani e buttano sulla strada, da un momento all’altro, padri di famiglia e giovani in cerca di un lavoro stabile. Sotto Natale, vedere dei licenziamenti, è ancora più terribile”.

Tutto questo è confermato anche da uno studio condotto nel 2018 da Paul Choudary dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. L’atteggiamento di Deliveroo nei confronti dei rider corrisponde almeno a 4 su 5 indicatori di sfruttamento dei lavoratori relativo all’architettura delle piattaforme digitali di lavoro: rimozione della libertà di contratto, poteri e diritti di contrattazione ridotti, dominio nelle politiche di piattaforma e mancanza di correttezza nella ripartizione di rischi e ricompense all’interno del proprio ecosistema.

“Ci auguriamo - conclude la UILTuCS - che Deliveroo possa ritornare sui suoi passi e avviare una stagione di confronto con i sindacati confederali, dato che ogni giorno i rider iscritti alle nostre organizzazioni aumentano e chiedono sempre più diritti e tutele”.

TN


19 Dicembre 2019
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