Tra il 2017 e il 2019 sono stati siglati 1.887 accordi aziendali e territoriali, 4 su 10 dei quali nel settore manifatturiero (736 pari al 39,5% del totale). E' quanto rileva il secondo rapporto sulla contrattazione di secondo livello realizzato da Cgil e fondazione Di Vittorio Cgil, firmati 1.887 accordi aziendali e territoriali nel 2017-2019

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CONTRATTI

Cgil, firmati 1.887 accordi aziendali e territoriali nel 2017-2019


Tra il 2017 e il 2019 sono stati siglati 1.887 accordi aziendali e territoriali, quattro su 10 dei quali nel settore manifatturiero (736 pari al 39,5% del totale). E' quanto rileva il secondo rapporto sulla contrattazione di secondo livello realizzato da Cgil e fondazione Di Vittorio e presentato questa mattina alla presenza del leader della confederazione di corso d'Italia, Maurizio Landini.

Nel terziario sono stati firmati 546 accordi (29,3%), nei servizi 369 (19,8%), nel settore pubblico 143 (7,7%) e in agricoltura 69 (3,7%). A stipulare intese di secondo livello sono state aziende grandi e medie del Centro-Nord (14,7%), Nord-Est (13,2%) e Centro (13%). In coda alla classifica le Isole (7,2%).

Il valore medio del premio si attesta sui 1.428 euro, con considerevoli differenze legate alla dimensione di impresa: quasi il 50% dei premi nelle piccole aziende è al di sotto dei 1.000 euro, mentre il 31% dei premi in quelle grandi e medie è oltre i 2mila euro.

Un accordo su due ha trattato un aumento di salario (53,4%). In primo piano anche le relazioni sindacali (50,2%) e l'orario di lavoro (32,3%). Il tema dell'ambiente, salute e sicurezza ha riguardato il 14% delle intese.

Sale, inoltre, la quota relativa agli accordi (4 su 10) che prevedono interventi di welfare integrativo (30,8%). Le misure più diffuse negoziate negli accordi restano le carte acquisto e i buoni pasto (8,3%). Seguono istruzione e servizi educativi (5,6%), credito-prestiti-Tfr (4,4%), mensa (3,6%), cultura e ricreazione (3,5%).

E.G.


22 Gennaio 2020
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