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Le profezie del mandorlo fiorito


Per correggere la rotta della nave impazzita, al comando del popolo ci sarà di nuovo un uomo solo. “ Le profezie del mandorlo fiorito” balzano fuori da un piccolo libro, preso in mano per caso nella domenica del voto. Strane coincidenze. I presagi, attribuiti a un monaco e ritrovati in una cassetta nella chiesa di Palos de Moguer, Portogallo, durante il XVII secolo, prefigurano Napoleone, Hitler, Mussolini e parlano di un’Italia che dopo la seconda guerra mondiale e l’esperienza democratica, in un degrado delle istituzioni, scenderà ancora i gradini che portano “alla spiaggia dei Cesari”.

 Una dittatura o una qualche forma di oligarchia, come spiega Renzo Baschera, il curatore del volume, pubblicato da Longanesi nel 1974, un’edizione seria, non una di quelle farlocche piene di oroscopi e di ricette, che contiene, oltre alla citata, altre 25 profezie, dal Ragno Nero a Rasputin, da mamma Shipton al dragone del mare ligure, dal messaggio della grande piramide alla visione delle tre piante velenose.  A scorrerle tutte, si coglie un costante e ricorrente annuncio di periodi foschi, di catastrofi ambientali, di conflitti, di pestilenze, di apocalissi, di fine dell’umanità. Diciamo che gli strambi estensori non sapevano cosa fosse l’ottimismo. Una lettura inquietante, eppure fascinosa. Ma il fatto più singolare, uno strano inciampo dell’immaginazione, è che nella prima apertura del tomo, durante un mercatino rionale, l’occhio sia caduto proprio sulle pagine dedicate al “mandorlo fiorito” e all’annuncio  di un accentramento di poteri.

Sono quelli, pieni e tutti per lui, che invoca Matteo Salvini? E’ ipotizzabile che il Capitano conosca l’esistenza di quei manoscritti zeppi di segni fonetici e simboli ideografici e a loro ispiri la propria azione? Davvero improbabile. E ancora più difficile, in nome della razionalità e della sanità di mente, ipotizzare che il misterioso estensore dei criptici rotoli potesse immaginare l’avvento della Lega. Più semplice pensare che già nel seicento lo Stivale, la Terra di Pietro, ben lungi dal diventare nazione ma già pentola ribollente, ispirasse negative previsioni. Il particolare che l’autore, probabilmente, fosse un cistercense tedesco, la dice lunga sulla fama che avevamo già allora. E in ogni caso, tutte le profezie sono vergate in maniera così enigmatica, Nostradamus docet, che ognuno può interpretarle come vuole. La smentita non è prevista.   

Rassicurazioni da inguaribile illuminista. Eppure un lieve irrazionale turbamento permane. Le concomitanze, per quanto surreali, fanno sempre riflettere. Perché l’occhio è caduto esattamente su quelle righe mentre in Emilia-Romagna e in Calabria andavano ai seggi per scegliere i consigli regionali? Brutalità, voglia dell’uomo forte, decadenza del parlamentarismo. Gli ingredienti ci sono tutti. Ore di increscioso rovello. Come diceva un personaggio di Altan, ho pensieri che non condivido. Poi, hanno aperto le urne. Gli incubi del monaco sono stati cancellati dall’esito delle consultazioni. Stefano Bonaccini, spinto dall’onda appassionata delle Sardine, ha sconfitto la candidata leghista. La fortezza rossa non è caduta. Però la paura è stata tanta, la Nuova Destra miete comunque consensi e conquista la Calabria. Il governo può tirare un sospiro di sollievo ma l’implosione dei Cinquestelle, i tentennamenti del Pd e l’avventurismo di Matteo Renzi restano un’incognita.

La discesa dei gradini verso il mare di un nuovo Cesare si è fermata o ha solo rallentato? Il mandorlo fiorito tace.

Marco Cianca


27 Gennaio 2020
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