Dopo la grande paura, vivacchiare è un lusso che questo governo non può concedersi Più in alto, fino al canestro

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Redattore de Il Diario del lavoro

Più in alto, fino al canestro


La liberazione promessa e agognata dalla Lega non è avvenuta. Il fortino rosso ha resistito ai colpi dell’armata verde. Ma la paura è stata tanta. Una paura inimmaginabile fino a qualche tempo fa per una regione come l’Emilia-Romagna, con i sondaggi che, prima del voto, vedevano la candidata leghista in testa.

Una paura che aveva investito anche il governo, con Salvini pronto a dare la spallata finale al Conte bis in caso di vittoria alle regionali.  Tutto finito? Tutto placato? No, perché le sfide che l’esecutivo ha davanti sono molte e complesse. Ma soprattutto il governo giallo-rosso non può permettersi di vivacchiare fino alle elezioni del presidente della Repubblica, e le forze di maggioranza non possono avere come unico collante il tenere fuori dai giochi Salvini.

La prima incognita è lo stato di salute dei 5 Stelle. Le regionali sono state una vera e propria débâcle per il movimento pentastellato. Con un Pd nuovamente rinvigorito, i rapporti di forza tra i due contraenti del Conte bis potranno cambiare, e una nuova fase di assestamento sarà inevitabile. Ma sul piatto non ci sono solo gli equilibri politici.

I tavoli con le parti sociali su fisco e pensioni dovranno produrre qualche risultato, per evitare che si trasformino in semplici momenti interlocutori. Al Mise i tavoli di crisi aperti sono ancora molti, troppi. Si dovrà porre mano alle vertenze dell’Ilva e Alitalia, trovare soluzioni per i lavoratori della Whirlpool di Napoli, dare nuovo slancio al tessuto produttivo del Mezzogiorno. C’è poi la sfida della green economy e della trasformazione digitale. Tutto questo solo se si guarda il mondo del lavoro. Allargando lo sguardo c’è da fare i conti con uno scacchiere geopolitico tutt’altro che semplice, nel quale soffiano molteplici venti di guerra.

In gioco c’è poi la nostra sopravvivenza non come italiani o europei, ma come umanità. Cambiamenti climatici, che non solo modificano la geografia e il clima di intere aree del pianeta, ma che mettono in serio pericolo la conservazione di intere popolazioni e specie animali.

Non mi aspetto naturalmente che l’Italia da sola sappia fronteggiare queste sfide, ma di certo una politica ricurva unicamente sul particulare, attenta soltanto a fare lo sgambetto all’avversario di turno, incapace di avere uno sguardo ampio e profondo sul futuro non fa bene al paese.

Quello che serve è uno sforzo condiviso, uno slancio che ci faccia andare più in alto, fino al canestro.

Tommaso Nutarelli


27 Gennaio 2020
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