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DEMOGRAFIA

Istat, meno 116 mila italiani in un anno. E tombe battono culle 100 a 67

Autore: Nunzia Penelope

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Ancora notizie preoccupanti dalle rilevazioni demografiche dell’Istat: la popolazione continua a calare, i nati sono sempre meno in proporzione ai morti e l’età media aumenta, toccando quota 45,7 anni.  Gli indicatori demografici diffusi oggi dall’Istituto centrale di statistica non rilevano novità positive per questo inizio di decennio, anzi. Al 1° gennaio 2020 i residenti ammontano a 60 milioni 317mila, 116mila in meno su base annua. Ed è il quinto anno consecutivo in cui si registra un calo. Aumenta invece il divario tra nascite e decessi: per 100 persone decedute arrivano soltanto 67 bambini, mentre erano 96 contro 100 appena dieci anni fa.  Conseguenza, si registra un ulteriore rialzo dell’età media: 45,7 anni, un mese di vita in piu’. La speranza di vita alla nascita e’ di 85,3 anni per le donne, 81 per gli uomini.  

Ma anche qui non ci sono buone notizie. Dopo anni di incremento velocissimo, la crescita della speranza di vita ha iniziato a rallentare. Nell’ultimo decennio le donne hanno ottenuto un aumento di ‘’vita’’ pari a solo 1 mese e mezzo in più, mentre nel decennio precedente era stato di 2 mesi e mezzo in più. E gli uomini, a fronte di un guadagno di vita di circa 3,5 mesi nel decennio 1999-2009, scesi a 2,5 mesi in più negli ultimi dieci anni.

Nel complesso, nel corso del 2019 le nascite sono state in totale 435 mila, e i decessi 647 mila, con un saldo pari a meno 212 mila unità. Ma se il numero dei morti rispecchia un andamento costante, sono le nascite che cadono a picco, anno dopo anno, sempre di più. Il risultato -avverte l’Istat- è che nel corso del 2019 abbiamo avuto il più basso tasso di ricambio naturale mai espresso dal nostro paese a far data dal 1918. Un secolo fa.

Il tutto, però, non è legato a un ulteriore crollo del tasso di fecondità, che pur bassissimo, resta costante a 1,29 figli per donna; sono invece le donne, che vengono a mancare. Negli ultimi due anni ne abbiamo ‘’perse’’ altre 180 mila (intendendo quelle in età riproduttiva, cioè, convenzionalmente, tra i 15 ai 49 anni). E non solo: il tasso di fecondità delle donne tra i 35 e i 39 anni ha superato quello delle ‘’sorelle minori’’ tra i 25 e i 29. Non solo: fanno più figli le donne over 40 di quanti ne facciano le under 20, mentre non c’è più praticamente alcun divario con le 20- 24enni.

L’area più colpita dalla ‘’spopolazione’’ e’ il sud, dove si registra un meno 6,3 per mille, contro un meno 2,2 per mille del centro. In crescita invece la popolazione delle regioni del nord, con più 1,4 per mille. Ancora una volta le province con maggior crescita demografica sono di Bolzano e Trento, con tassi di variazione positiva pari, rispettivamente, al 5 e al 3,6 per mille. Drammatica, per contro, la situazione di Molise e Basilicata, che in un anno perdono l’1% dei propri abitanti.

Nel mezzogiorno a pesare non è solo la bassa natalità ma anche l’emigrazione. Quasi mezzo milione di persone nel corso del 2019 hanno lasciato il proprio comune di residenza per trasferirsi altrove, contro i circa 300 mila che sono invece trasferiti al sud. Per contro, il sud ha una età media leggermente più bassa di quella nazionale: gli over 65 nel mezzogiorno sono il 21%, contro il 23% della popolazione totale. Per fare un confronto: solo il 13% degli italiani ha meno di 15 anni.

E parlando di immigrazione ed emigrazione, vediamo come è andata nel 2019 con gli stranieri. I non italiani residenti, al 1° gennaio 2020, sono 5 milioni 382 mila, in crescita di 123 mila unità rispetto al 2018. Di questi, 55 mila dipendono da fattori demografici: cioè dai 63 mila nuovi nati stranieri e dagli  8 mila decessi. La popolazione non italiana rappresenta l’8,9% del totale della popolazione, in leggera crescita rispetto all’8,7 per cento di un anno prima. La popolazione italiana in senso stretto ammonta invece a  54 milioni 935 mila, in calo di 240 mila unità rispetto all’anno precedente. Nel dato generale della popolazione italiana vanno conteggiati anche i 109 mila gli stranieri che nel corso del 2019 hanno acquisito la cittadinanza, compensando in parte i dati negativi.

Nunzia Penelope


11 Febbraio 2020
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