Il segretario generale della Cisl Lombardia, Ugo Duci, al Diario del lavoro commenta gli ultimi dati negativi sull’economia lombarda, leggendoli come un segnale che il governo locale e le parti sociali non possono trascurare Duci (Cisl), la locomotiva del paese rischia di fermarsi

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LOMBARDIA

Duci (Cisl), la locomotiva del paese rischia di fermarsi


Gli ultimi dati diffusi da Unioncamere Lombardia, relativi all’ultimo trimestre, hanno indebolito l’immagine della regione locomotiva produttiva del paese. Produzione, occupazione e altri indicatori segnano una flessione dell’economia lombarda. Ugo Duci, segretario generale della Cisl Lombardia, al Diario del lavoro spiega come questi segnali non devono essere affatto trascurati. Per Duci occorre una risposta pronta da parte del governo locale e delle parti sociali, che ponga attenzione a infrastrutture, politiche attive, giovani e donne.

Duci in che stato di salute è l’economia lombarda?

I dati di Unioncamere Lombardia, relativi all’ultimo trimestre, ci restituiscono un quadro dove la Lombardia rischia di non essere più la locomotiva produttiva del paese. C’è un calo della produzione dello 0,2% e dell’occupazione dello 0,4%, il dato peggiore dal 2014. E molti altri indicatori ci suggeriscono di muoverci tempestivamente.

Dati negativi ma molto meno allarmanti rispetto ad altre zone d’Italia.

Questo è vero, come è vero che in questi anni il segno meno ha contraddistinto tutta l’economia italiana, con numeri preoccupanti al Sud, e alcune aree di crisi al Centro e al Nord. Quello che ci deve mettere in guardia è che per la prima volta, dopo diverso tempo, anche la Lombardia sembra essere colpita dal segno meno.

Secondo lei quali sono le cause di questo arretramento?

Ce ne sono diverse. La Lombardia rappresenta un crocevia di scambi con il resto dell’Europa e del mondo, e le varie tensioni che animano lo scenario internazionale di certo non vanno a nostro beneficio. Bisogna rilanciare gli investimenti e rafforzare il sistema delle infrastrutture. C’è poi il capitolo delle politiche attive. Pur essendo, da sempre, una regione all’avanguardia nel matching tra domanda e offerta, dobbiamo capire cosa farne, ad esempio, del reddito di cittadinanza. Maggiore attenzione va posta anche ai Neet e alle donne, che ancora continuano ad essere escluse da un lavoro strutturato e sicuro.

Come si può agire?

Intervenendo sulle priorità che le ho detto. Va assolutamente recuperato quello spirito di cooperazione tra governo locale e parti sociali indispensabile per evitare che la situazione peggiori e ci sfugga di mano. Per questo la prossima convocazione degli Stati Generali del Patto per lo Sviluppo, prevista per martedì prossimo, non deve trasformarsi nell’ennesima scontata liturgia, ma il luogo in cui declinare e condividere le azioni necessarie a far ripartire crescita, produzione e lavoro in Lombardia.

Dal governo quali azioni vi auspicate?

Che si proceda rapidamente al taglio del cuneo fiscale, alla ripresa degli investimenti e a un nuovo sviluppo delle infrastrutture. Detto questo, come regione non possiamo permetterci di aspettare gli interventi del governo centrale, vanno trovate al più presto delle soluzioni.  

Tommaso Nutarelli


12 Febbraio 2020
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