Questo il commento del segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, sulla rottura della trattativa tra sindacati e Federalimentare per il rinnovo del contratto collettivo Rota (Fai-Cisl), sul rinnovo del contratto paradossale gioco al ribasso

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INDUSTRIA ALIMENTARE

Rota (Fai-Cisl), sul rinnovo del contratto paradossale gioco al ribasso


“È paradossale che in un settore che è diventato motore trainante del Made in Italy nel mondo e secondo manifatturiero d’Italia il rinnovo contrattuale venga vissuto in un continuo gioco al ribasso, guardando a un contratto privo di innovazioni e coraggio su temi basilari, come la formazione dei lavoratori, il welfare aziendale, gli incrementi salariali”.
Questo il commento del segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, sulla rottura della trattativa tra sindacati e Federalimentare per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dell’industria alimentare, che coinvolge oltre 400 mila lavoratori.
“Anche l’atteggiamento della controparte sui criteri della comunità di sito – aggiunge Rota – ci è sembrato una grave miopia, incurante dei diritti di tanti lavoratori che ogni giorno operano nell’industria alimentare anche in condizioni di vero e proprio dumping contrattuale: avviare un percorso di riconoscimento in tal senso sarebbe un salto di qualità per tutto il settore”.
“Questo rinnovo contrattuale dovrà mantenere il valore del perimetro del ccnl – conclude il leader della federazione agroalimentare e ambientale della Cisl – ed è chiamato a mantenere una qualificata e innovativa unitarietà da parte di Federalimentare, che a differenza delle premesse fatte a inizio trattativa si è dimostrata ferma su vecchie posizioni e per niente disponibile a trattare. Le azioni di lotta nei prossimi giorni non mancheranno, a cominciare dalle assemblee sui luoghi di lavoro e dagli attivi unitari interregionali, già in programma per il prossimo 2 marzo”.

TN


20 Febbraio 2020
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