Matteo Melchiorri, Chief Human Capital Officer di Fastweb, in questa intervista al Diario del lavoro spiega i punti salienti del contratto integrativo, recentemente sottoscritto, sottolineando il valore di avere buone relazioni industriali Melchiorri (Fastweb), con questo accordo guardiamo ai bisogni dei lavoratori e alle sfide future

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Melchiorri (Fastweb), con questo accordo guardiamo ai bisogni dei lavoratori e alle sfide future


Un accordo che guarda con crescente attenzione alla flessibilità per coniugare i bisogni dei lavoratori con quelli dell’azienda, all’interno di un’organizzazione e un’immagine del lavoro sempre più “fluida”, dove i vecchi confini vengono abbattuti dall’innovazione tecnologica. Al Diario del lavoro Matteo Melchiorri, Chief Human Capital Officer di Fastweb, spiega i contenuti principali dell’accordo integrativo, firmato di recente, sottolineando come delle buone relazioni industriali sono indispensabili per raggiungere questi risultati

 

Melchiorri quali sono i tratti distintivi dell’accordo?

Il tratto caratterizzante del contratto è senza alcun dubbio il tema della flessibilità, come elemento imprescindibile per un maggiore conciliazione e integrazione tra i tempi di vita e di lavoro.

In che modo viene declinato?

Prima di tutto l’accordo prevede, nel triennio, una progressiva estensione dello smart working, che passerà dalle attuali 4 giornate alle 8, con la possibilità di poter declinare anche lo smart working in mezza giornata. Quello che cerchiamo di fare è di sfruttare appieno gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione per coniugare il benessere dei lavoratori con le esigenze aziendali.

Altri aspetti?

Ci siamo inoltre mossi verso una riduzione dell’orario di lavoro settimanale, passato da 40 a 38 ore. Il lavoratore contribuisce all’abbattimento dell’orario mettendo a disposizione un’ora di ROL, e parimenti l’azienda metterà a disposizione un’ulteriore ora, mantenendo invariata la retribuzione.

Dunque l’accordo va verso un’organizzazione e un’immagine del lavoro sempre più “fluida”?

Si, penso che questa possa essere una sintesi corretta. Ma la flessibilità nella gestione del tempo non è la sola. Nella nostra sede di Milano non ci sono più le postazioni fisse come un tempo, e questo anche per il management. La persona può scegliersi lo spazio di lavoro più adatto a quelle che sono le sue esigenze e gli obiettivi che deve portare a termine.

Quali altri istituti sono stati toccati dal rinnovo?

Sul versante economico c’è stato un incremento del premio di risultato, salito a 2.500 euro, convertibile anche in flexible benefits, e sono stati rafforzati e ampliati tutta una serie di permessi, rivolti a una casistica di bisogni die lavoratori sempre più ampia.

Un accordo che nel complesso è molto innovativo.

Assolutamente sì, e non solo nel settore delle Tlc ma anche in relazioni ad altri comparti, e soprattutto molto generoso sotto tutti i punti di vista. Si tratta di accordo che cerca di anticipare e governare le grandi trasformazioni in atto nel nostro settore. Un accordo che dimostra l’ottimo stato di salute della nostra azienda, che sta crescendo, ottenuto grazie al proficuo dialogo coi sindacati.

Mi pare di capire che le relazioni industriali in Fastweb godano di ottima salute.

Senza ombra di dubbio.

Che ruolo hanno le relazioni industriali nel governare le profonde trasformazioni in atto nel vostro settore?

Un ruolo assolutamente centrale e continuano ad essere uno strumento prezioso. Il nostro obiettivo è quello mettere i nostri lavoratori nelle condizioni di poter cogliere appieno tutte le opportunità che la rivoluzione tecnologica si porta dietro. Dobbiamo lavorare di concerto con le rappresentanze dei lavoratori, e provare ad anticipare gli scenari futuri attraverso una contrattazione che guardi sempre più lontano.

Tommaso Nutarelli


02 Marzo 2020
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