Per l’associazione degli industriali è il momento un ‘’whatever it takes’’ per la politica economica. E lancia un progetto di investimenti da finanziare con Eurobond trentennali Confindustria, un ‘’bazooka’’ da tremila miliardi per sconfiggere la crisi da coronavirus

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ECONOMIA

Confindustria, un ‘’bazooka’’ da tremila miliardi per sconfiggere la crisi da coronavirus

Argomento: Confindustria, Economia
Autore: Nunzia Penelope

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L’estensione del contagio del coronavirus e le misure restrittive e di contenimento sanitario adottate negli ultimi tempi "mettono a serio rischio le prospettive di crescita a medio termine dell`Italia e dell`Europa intera". Lo dice Confindustria,  secondo cui l’impatto sull’economia "sarà rilevante" se questa situazione non sarà fronteggiata in "tempi rapidi" e "con misure e strumenti non convenzionali".

In un documento ("Assi portanti di azione e reazione all`arretramento dell`economia"), l'associazione degli industriali  cita non a caso la frase ‘’wathever it takes’’, pronunciata da Mario Draghi nel 2012, quando come capo della Bce si trovò a dover affrontare la speculazione finanziaria contro l’Europa seguita alla crisi mondiale del 2008. Per gli industriali italiani, oggi non siamo molto lontani da quella situazione; dunque, anche nei confronti della crisi innescata dal virus, occorre prepararsi a fare ‘’qualunque cosa”, armando un apposito ‘’bazooka’’ e sperando sia decisivo come lo fu, ai tempi, quello di SuperMario. Confindustria ricorda infatti che la crisi finanziaria del 2008 e quella economica che ne è seguita sono state gestite attraverso le "misure straordinarie messe in campo dalle banche centrali”. 

 Il ‘’bazooka’’ che ha in mente Confindustria per affrontare l’emergenza 2020 è un piano triennale di investimenti da ben tremila miliardi, da finanziare con l’emissione di eurobond a trent’anni. Il piano, si legge nel documento, "deve inserirsi in un altrettanto ambizioso piano di rilancio a livello europeo, con una connotazione transnazionale delle opere da realizzare e una massiccia dote finanziaria (a partire da 3mila miliardi di euro), resa possibile dall’emissione di eurobond a 30 anni garantiti anche dalle infrastrutture oggetto del piano". Tanti, ma non troppi, in proporzione agli 800 mld di dollari che gli Usa riversarono come ''stimolo'' dopo il fallimento di Lehman Bros, e sopratutto se divisi per i 27 paesi Ue: poco piu' di 100 mld a testa.

L'emergenza coronavirus, sostengono gli industriali, in questo modo "può diventare l’occasione per fare quello che in situazioni ordinarie i governi non riescono o non vogliono fare. Questo deve essere il momento dell’ambizione e del coraggio per reagire, rilanciare e trasformare l’Italia e l`Europa in chiave moderna". Se questa occasione non verrà colta, si correrà il rischio che le traiettorie economiche e sociali dei Paesi Ue “divergano in misura insostenibile". Come primo passo, è  indispensabile “un’ampia convergenza nazionale sugli obiettivi tra forze politiche, Governo, istituzioni territoriali e parti sociali".

Dopodiché’, "un grande piano massivo di investimenti” , che a sua volta richiede "risorse congrue" e "strumenti incisivi". A partire dal rilancio degli investimenti pubblici e delle infrastrutture, come primo motore della crescita economica. Servono anche "misure volte a garantire liquidità alle imprese, precondizione essenziale per aiutare le imprese in questa fase di transizione e criticità economica". Il credito bancario in Italia rimane "selettivo se non modesto", in particolare per le Pmi, e il mercato dei capitali è "ancora troppo poco sviluppato".

Confindustria propone inoltre l’avvio di "un nuovo e vasto programma di semplificazioni", incentivi all`occupazione giovanile, e un piano di azioni volte ad attrarre, stimolare e rilanciare gli investimenti privati, italiani ed esteri (InvestItalia), che includa misure di carattere fiscale, societario e finanziario.

Questa azione di rilancio degli investimenti non può poi prescindere da alcune misure dedicate specificamente al Mezzogiorno: in questa prospettiva occorrerà rafforzare il credito d`imposta per gli investimenti nel Sud (orizzonte triennale e aumento fino a 20 milioni di euro del valore degli investimenti agevolabili) e agire secondo due linee di intervento: l`una riguardante l`attuazione di alcune misure già previste (avvio del fondo Cresci al Sud con dotazione di 250 milioni previsti dalla legge di bilancio 2020); l`altra la declinazione in concreto delle misure del piano Sud 2030, prevalentemente orientate sul periodo 2021-2027.

Nunzia Penelope


04 Marzo 2020
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