Il governo si muove con il decreto “Cura Italia”, per sostenere famiglie e lavoratori, utilizzando tutti i 25 miliardi in deficit autorizzati dal Parlamento. Per aprile in arrivo un nuovo decreto Lo “scudo” di marzo da 25 miliardi

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CORONAVIRUS

Lo “scudo” di marzo da 25 miliardi


Un piano da 25 miliardi per sostenere economia e famiglie. È questa la decisione presa oggi dal governo, al termine del Consiglio dei Ministri, per far fronte all’emergenza coronavirus con il decreto “Cura Italia”. Una misura definita “poderosa” dal premier Conte, che ha parlato di un “modello italiano” non solo per quanto riguarda le iniziative messe in campo per arginare il contagio, ma anche sul versante economico.

Il decreto si struttura su di una serie di assi per sostenere la sanità, le famiglie e dare nuovo ossigeno all’economia. Nello specifico, il governo ha stanziato 3,5 miliardi di euro per rafforzare il Sistema Sanitario Nazionale e la Protezione Civile, impegnati in prima linea per il contenimento del contagio.

Sul fronte lavoro e reddito, il decreto mette sul tavolo più di 10 miliardi, di cui 3 saranno destinati alla cassa integrazione in deroga, mentre vengo immessi nel fondo di integrazione salariale 1 miliardo e 300 milioni di euro. Per tutti quei lavoratori che devono recarsi sul posto di lavoro, non potendo utilizzare forme di lavoro agile, è prevista un’ulteriore riduzione del cuneo fiscale, con un incremento netto in busta paga di 100 euro.

Gli ammortizzatori sociali, che saranno estesi a tutte le tipologie di lavoratori dipendenti, avranno una durata di 9 settimane, mentre per gli autonomi, gli stagionali e tutte le altre tipologie di lavoratori, è previsto, per il mese di marzo, un assegno da 600 euro, con ulteriori misure che saranno presenti nel decreto di aprile, come hanno sottolineato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e la ministra del Lavoro, Nunzia Catlafo, che ha annunciato anche la sospensione di tutte le procedure di licenziamento avviate dopo il 23 febbraio.

Un altro capitolo del decreto riguarda le famiglie, alla prese con la gestione dei figli e non solo. Via dunque a un congedo parentale speciale di 15 giorni o, in alternativa, un bonus babysitter da 600 euro, per un totale di 1 miliardo e 200 milioni. Vengono ampliati anche i giorni di permesso mensili, stabiliti dalla legge 104, per il sostegno ai familiari malati o con disabilità, che passano da 3 a 12.  E per tutti i lavoratori della sanità, è contemplato un bonus speciale per le babysitter da 1.000 euro.

Sul versante fisco e credito, il governo ha deciso la sospensione dei versamenti pensionistici, le ritenute fiscali  e l’Iva fino al 31 maggio, fino a un fatturato di 2 milioni di euro. Un tetto, quello dei 2 milioni di fatturato, che non vale per tutte le filiere maggiormente colpite dall’emergenza. Infine il ministro Gualtieri ha parlato anche di una fortissima iniezione di liquidità del sistema del credito che può mobilitare circa 340 miliardi di finanziamenti all’economia reale, attraverso la sospensione delle rate di prestiti e mutui, con garanzie pubbliche al sistema del credito.

Tommaso Nutarelli


16 Marzo 2020
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