Fabrizio Cuscito, segretario nazionale dalla Filt-Cgil, accoglie positivamente la nazionalizzazione di Alitalia contenuta nel DL Cura Italia, sottolineando come la compagnia di bandiera stia svolgendo, in questa fase, un servizio essenziale per il paese. Ma avverte: “per un vero rilancio bisogna ampliare la flotta e il network della compagnia” Cuscito, in questa fase Alitalia sta offrendo un servizio essenziale al paese

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TRASPORTO AEREO

Cuscito, in questa fase Alitalia sta offrendo un servizio essenziale al paese


Il coronavirus ha colpito duramente anche il trasporto aereo. Nel dl Cura Italia il governo ha predisposto la nazionalizzazione di Alitalia, e una serie di misure di sostegno al comparto, per fronteggiare l’emergenza. Per Fabrizio Cuscito, segretario nazionale della Filt-Cgil, la nazionalizzazione è il passo giusto, visto il servizio essenziale che Alitalia sta garantendo in questo  momento delicato. Ma per un vero rilancio della compagnia, spiega il dirigente sindacale, serve un allargamento del network, una flotta più moderna e investire nuovamente sulle risorse umane.

Cuscito, il coronavirus si è abbattuto duramente anche sul trasporto aereo. Quali conseguenze dobbiamo aspettarci?


È molto difficile dirlo. Ci troviamo davanti a qualcosa di nuovo, una crisi che non ha precedenti, molto più grave anche dell’11 settembre. Anche quando l’emergenza sarà passata, non è detto che ci sia una ripresa dei volumi di traffico immediata. Le persone stanno cambiando le proprie abitudini, e questo forse potrà incidere anche sul modo di prendere l’aereo.

Quali strumenti servono per fronteggiare la crisi?

In questa fase il fondo di solidarietà è uno strumento di vitale importanza per il settore, dal momento che molte aziende ne chiedono l’utilizzo. Per finanziarlo, su ogni biglietto venivano trattenuti 3 euro. Cifra che sotto il governo giallo-verde è stata dimezzato. Per il 2020, visto che dal 31 dicembre del 2019, è stata azzerata la somma dei 3 euro a biglietto, è stata stabilita un una tantum da 200 milioni di euro. Sono cifre importanti, ma su questo fronte serviva un intervento più strutturale da parte dell’esecutivo, visto che non sappiamo quanto potrebbe durare questa emergenza, e quali potranno esserne i risvolti e le conseguenze.


Venendo ad Alitalia, crede che il processo di nazionalizzazione della compagnia si sarebbe concretizzato, senza questa crisi?


Questo non saprei dirlo. È evidente che le circostante hanno accelerato il processo di nazionalizzazione, che noi abbiamo sempre auspicato.

Mi sembra che prima il governo fosse un po’ statico sulla situazione della vertenza?


Assolutamente si. Nei mesi passati abbiamo sempre sottolineato la staticità dell’esecutivo su Alitalia.

Perchè ritiene importante la nazionalizzazione di Alitalia?


In questo passaggio particolare dobbiamo ricordaci che Alitalia è l’unica compagnia che sta volando, garantendo un servizio pubblico essenziale. È grazie ad Alitalia che gli italiani all’estero riescono a rientrare a casa, o che si riesce a trasportare organi e sangue da una parte a l’altra dell’Italia. Questo ci da la cifra dell’importanza di avere, soprattutto in questi momenti, una compagnia di bandiera.

La nazionalizzazione, tuttavia, non è la panacea di tutti i mali.


Certamente. Ma mi lasci dire che la gestione privata di questi ultimi anni, prima con i “capitani coraggiosi” di Berlusconi, poi con Etihad, ha portato risultati disastrosi. Ma ora servono vere azioni di rilancio.

Quali nello specifico?


Va rafforzata e riammodernata la flotta, soprattutto per le tratte a lungo raggio, sulle quali, in questi anni, Alitalia era decisamente carente. Inoltre bisogna tornare a investire sulle attività di manutenzione, che nelle gestioni passate di Alitalia erano state esternalizzate. E non dobbiamo dimenticarci che il personale di Alitalia si da sempre uno dei meno pagati, rispetto ad altre compagnie.

Tommaso Nutarelli


19 Marzo 2020
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