Il premier in conferenza stampa: "si al confronto, ma alla fine decide il governo, la concertazione stile anni Novanta e' finita" Conte, il paese non puo' permettersi uno sciopero, appello alla responsabiilta'

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GOVERNO-SINDACATI

Conte, il paese non puo' permettersi uno sciopero, appello alla responsabiilta'


"Le porte di Palazzo Chigi per i sindacati sono sempre aperte. Siamo lavorando insieme, ci sentiamo continuamente, siamo per il confronto con tutte le parti sociali. Pero' alla fine e' il governo che assume le decisioni: il tempo della concertazione anni Novanta e' finito". Cosi il premier Conte, nella conferenza stampa tenuta stasera, riferendosi alle richieste, e proteste, dei sindacati per quanto riguarda l'elenco delle attività essenziali da mantere e quelle, invece, da chiudere, e alla minaccia di uno sciopero generale. 
Alla richiesta di un giornalista se sia possibile immaginare il ricorso alla precettazione, Conte ha risposto: ''non credo sara' necessario. In ogni caso, il paese non puo' permettersi uno sciopero''.
Conte, tuttavia, ha avuto toni concilianti, riconoscendo il ''grande senso di responsabilita'' che ha trovato nei rappresentanti dei lavoratori. 
"Quando abbiamo deciso di adottare i provvedimenti di chiusura delle attività produttive -ha detto- è stato necessario il confronto con sindacati e imprenditori: stiamo ancora lavorando con i sindacati perché è normale che decidere di chiudere interi comparti individuando di punto in bianco quali sono le attività essenziali e non è cosa complicatissima. L'Italia non ha mai affrontato problematiche di questo tipo. Col senno di poi si dice che si poteva far meglio ma non c'è una univoca soluzione che mette tutti d'accordo. Stiamo facendo degli aggiustamenti coinvolgendo i sindacati non soddisfatti del decreto. E' complicato perché le filiere produttive sono molto integrate", ha concluso.
NP

24 Marzo 2020
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