Per il presidente di Confindustria Bergamo, Stefano Scaglia, lo sciopero per ora confermato dai sindacati è “incomprensibile, lo è perché proprio oggi è l`ultimo giorno utile per sospendere la produzione e soprattutto mettere tutto in sicurezza nelle fabbriche” Confindustria Bergamo: scioperi? incomprensibili

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Confindustria Bergamo: scioperi? incomprensibili


Per il presidente di Confindustria Bergamo, Stefano Scaglia, lo sciopero per ora confermato dai sindacati è “incomprensibile, lo è perché proprio oggi è l`ultimo giorno utile per sospendere la produzione e soprattutto mettere tutto in sicurezza nelle fabbriche. Vorrei anche capire sulla base di quale criterio i sindacati diranno che si potrà riaprire".

Intervistato in Circo Massimo su Radio Capital, per Scaglia la situazione “è drammatica, inimmaginabile fino a poco tempo fa, ma è stata maturata coscienza della situazione rapidamente. Per questo le imprese hanno messo a punto strumenti e provvedimenti facendosi promotori, in maniera autonoma, già prima che venisse firmato il protocollo nazionale per la sicurezza delle persone al lavoro. Chi non era in grado di garantire la sicurezza ha chiuso senza che qualcuno gli dicesse di farlo. La nostra indagine della settimana scorsa ha visto che su 80 mila dipendenti ce n`era meno del 30% che andava fisicamente al lavoro. Questo prima che il governo prendesse la decisione di chiudere ciò che non veniva considerato essenziale. Il dato va confrontato con l`effetto del decreto che è arrivato dopo. Il numero di dipendenti che rientrano nei codici Ateco, nella nostra zona, sono 38 mila ma da noi le persone al lavoro la settimana prima erano solo 22 mila.”

“Le misure che abbiamo preso, in maniera autonoma dagli imprenditori anche senza confrontarsi con i sindacati, hanno fatto sì che ci fossero meno persone al lavoro rispetto a quanto stabilito dopo dal governo". Così il presidente di Confindustria Bergamo, Stefano Scaglia, intervistato in Circo Massimo su Radio Capital.

"Bisogna capire cosa è essenziale ma è molto difficile - dice l`imprenditore - per esempio piatte posate e bicchieri di carta sembreranno per nulla essenziali ma io faccio notare che servono per gli ospedali da campo degli Alpini a Bergamo. Quindi attenzione a dare giudizi affrettati.

Ricordo che non stiamo mandando ad ammalarsi quelli che lavorano nei servizi essenziali. Sono tutte persone che vanno protette con i dispositivi necessari". "Mi chiedo ancora - aggiunge il presidente di Confindustria Bergamo - perché non si può usare il metodo di salvaguardia della salute nei settori che sono al servizio di quelli essenziali".

"La gente si è dimenticata quello che facevamo fino all`8 di marzo, eravamo alla partita, i tifosi dell`Atalanta a San Siro , facevamo l`aperitivo, eravamo sulle piste di sci, ma qui i profeti del giorno dopo sono inutili, ricordiamo che avevamo virologi che parlavano di un virus che era poco più di una banale influenza. Milano ha fatto il filmato `Milano non si ferma`, noi stessi in Confindustria Bergamo, il 28 febbraio, abbiamo rassicurato i nostri partner esteri dicendo stiamo andando avanti a lavorare. Col senno di poi non lo avremmo fatto ma ora rifuggiamo le polemiche, rimaniamo uniti. Bergamo è molto unita, la caccia al colpevole viene da fuori. Vinceremo insieme questa battaglia".

"Occorre pensare all`emergenza sanitaria ma dobbiamo pensare anche al dopo. Sta per arrivare una crisi economica e sociale. Serviranno tantissimi soldi per le famiglie, per la liquidità delle imprese. Attenzione - dice Scaglia - la preoccupazione è che i soldi vengano spesi male e con provvedimenti non appropriati. Sarebbe un boomerang. Sediamoci insieme a discutere su come ripartire e dobbiamo pensarci adesso".

E.G.


25 Marzo 2020
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