Il linguaggio bellico ha monopolizzato il nostro modo di rapportarci al virus. Ma nella guerra, come atto umano, c’è una dimensione volontaria e consapevole che non si ritrova nel virus, così come in tutti i fenomeni della natura De bello Covid

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Redattore de Il diario del lavoro

De bello Covid


Ben presto l’Italia vivrà una seconda liberazione, che ci sottrarrà alla tirannia del virus. Passata da poco la festa del 25 aprile, non sono mancanti i riferimenti alla resistenza e alla liberazione per descrive la situazione attuale. Siamo in guerra, sentiamo dirci, in guerra contro un nemico invisibile, che uccide e devasta tutte le nostre vecchie e care abitudini. Come piccoli plotoni di soldati, le case - con la connessione ultra veloce, il 64 pollici, libri, smartphone e videogiochi - si sono trasformate nelle nostre trincee, i terrazzi in avamposti sui quali scrutare il fronte di guerra dove il virus, silenzioso e letale come un Viet Cong, si aggira. Le dispense sempre ben fornite, perché un pasto caldo non deve mai mancare nello stomaco delle truppe. Dall’alto, la cavalleria aerea, droni e similari, sorveglia le nostre teste, pronta a intercettare e distruggere il genitore di turno che porta a camminare il figlio, rei di essersi consegnati al nemico.

Ebbene sì, ormai il linguaggio bellico ha totalmente monopolizzato il nostro modo di rapportaci al virus. La vulgata ci dice che siamo in guerra, e le varie task force, che sempre di più somigliano a un vero e proprio stato maggiore, coordinano gli sforzi delle truppe sul fronte per contenere l’invasore. Ognuno è chiamato a fare la sua parte. Lo zio Sam vuole te, si proprio te! Eppure, se per un momento pensiamo alle immagini di guerra da tutto il mondo, le condizioni, materiali e sociali, sono estraneamente diverse. In Siria, dilaniata da oltre dieci anni di conflitti, non ci sono case solide e accoglienti dove rifugiarsi dalle bombe, il medico di turno è il solo nel raggio di centinaia di chilometri. Mancano le mascherine, ma quelle per proteggersi dalle armi chimiche, mancano gli antibiotici. Si muore per le bombe e le ferite, ma anche per le infezioni e le malattie che non si possono curare. E questo vale purtroppo per molte altre parti del mondo. Dunque, il modo in cui noi siamo chiamati ad affrontare la nostra guerra presenta indubbiamente dei vantaggi.

C’è, infine, un’ultima considerazione da fare. La guerra, in quanto atto tipicamente umano, è mossa da brama, sete di potere, vendetta e malvagità. In altre parole è un qualcosa di volontario e consapevole. È vero il virus uccide. Ha portato via a molte persone i loro cari. Ma uccide come molti altri fenomeni. Terremoti, inondazioni, tempeste causano centinaia, se non migliaia di vittime. Molte di queste sono da imputare all’incuria dell’uomo. Ma soprattutto nella natura non c’è traccia di malizia e dolo. Il concetto di guerra semplicemente non le è applicabile. I fenomeni naturali si limitano a rispettare le leggi che li regolano. Vi è insita un’innocente cecità nelle conseguenze che causano. Ovviamente siamo portati a leggere il mondo in base alle nostre categorie, e questo ci spinge a trasferire il nostro antropocentrismo anche nell’interpretare i fatti naturali. Per questo ci viene detto che siamo in guerra contro il virus.

In questi giorni convulsi, mi risuonano nella testa le limpide e illuminati parole del Dialogo della natura e di un islandese

“Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra? Ora sappi che nelle fatture, negli ordini e nelle operazioni mie, trattone pochissime, sempre ebbi ed ho l'intenzione a tutt'altro che alla felicità degli uomini o all'infelicità. Quando io vi offendo in qualunque modo e con qual si sia mezzo, io non me n'avveggo, se non rarissime volte: come, ordinariamente, se io vi diletto o vi benefico, io non lo so; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei”.

Firmato Natura

Tommaso Nutarelli


27 Aprile 2020
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