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SETTORE BANCARIO

Banche, Uilca: perdita primo trimestre 1,5 miliardi, pesa pandemia


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Nel primo trimestre del 2020 le banche italiane hanno avuto una perdita netta di 1,523 miliardi, un risultato in forte peggioramento rispetto all'utile netto di 2,640 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso (-4,163 miliardi). Lo rileva un'analisi della Uilca e del centro studi Orietta Guerra sui 10 maggiori istituti di credito. La riduzione è dovuta soprattutto "all'impatto di oneri d'integrazione per il piano industriale e altre operazioni straordinarie di Unicredit e agli accantonamenti prudenziali che le banche hanno iniziato a fare in vista delle possibili perdite sui crediti a causa del coronavirus".

"Nonostante prospettive economiche non esaltanti - spiega il sindacato - perchè le rettifiche su crediti incideranno e decideranno la redditività del settore bancario nei prossimi anni, si può osservare come le banche abbiano comunque segnato, rispetto allo stesso periodo del 2019, un aumento delle commissioni (+3,8%), un aumento dei ricavi totali (+1%) e una riduzione del margine d'interesse (-3,6%)".

Al 31 marzo le banche esaminate, che impiegano circa 200mila dipendenti in Italia, "avevano previsto a causa della pandemia rettifiche aggiuntive sui crediti per circa 1,5 miliardi, nell'attesa di aumentarle o ridurle a seconda dell'evolversi dello scenario economico nazionale e mondiale". La preoccupazione principale per il sistema bancario "ora non riguarda la redditività del settore ma la tenuta del sistema produttivo e commerciale: la sospensione di alcuni mesi delle attività produttive e una ripartenza che si prospetta difficile porteranno certamente al calo di fatturato o alla chiusura di molte imprese, con conseguente aumento dei crediti deteriorati oltre che disoccupazione, impoverimento e possibili perdite per le banche".

"Il sistema bancario - sostiene il responsabile del centro studi Roberto Telatin - deve uscire dalla tranquilla posizione del rentier che si alimenta in un sistema economico-produttivo essenzialmente bancocentrico perchè oggi anche altri soggetti possono offrire servizi finanziari. Poste Italiane, ad esempio, con il 66% dei ricavi derivante dal settore finanziario e assicurativo, l'apertura ai servizi digitali e di telecomunicazione e una presenza capillare nel territorio, potrebbe essere di fatto la terza banca italiana. Il Paese ha bisogno di innovarsi nel settore finanziario e per farlo deve aprirsi anche a manager che provengono da altri campi".

"Oggi - spiega la Uilca - i crediti netti presenti nelle 10 maggiori banche italiane sono pari a 1,3 miliardi di euro. Di questi, circa 44 miliardi sono già deteriorati. Se immaginassimo un ulteriore passaggio a deteriorati del 4% dei crediti in bonis (1.256 miliardi di euro), con un ipotetico tasso di coverage medio del 50%, si avrebbe un appesantimento dei conti economici di circa 25 miliardi di euro di rettifiche per i prossimi anni. Una cifra enorme, pari a una stima dell'utile totale delle banche per un triennio (nel 2019 l'utile totale è stato di 8,5 miliardi)".

"Bisogna poi - aggiunge il sindacato - continuare a vigilare sulle banche italiane, che dall'inizio dell'anno, a causa del coronavirus, hanno complessivamente ridotto del 43% la propria capitalizzazione, diventando anche possibili prede poichè quotano mediamente al 30% del patrimonio. Positiva in proposito la decisione del governo di ampliare la golden power".

E.G.


20 Maggio 2020
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