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Redattore de Il diario del lavoro

Il rebus e la caccia al tesoro


Movida, assistenti civici, mascherine a peso d’oro, app fantasma e chi più ne ha più ne metta. Un paese, il nostro, che somiglia sempre di più a un enorme rebus e a una caccia al tesoro, alla quale partecipano tutti i 60 milioni di cittadini. È bastato poco, infatti, allentare minimamente le maglie restrittive di questi mesi, riaprire i rubinetti della socialità e tutte le vecchie incrostazioni e ruggini sono tornate a galla.

Da giorni, notiziari e giornali ci offrono immagini e racconti di una movida sfrenata, dove le mascherine non sono più un dispositivo di protezione individuale, ma un orpello da tenere come un pendente sotto il mento. Nessun distanziamento sociale. E sui social, e non solo, monta la rabbia. Immagini indegne e irrispettose per i morti di queste settimane e per quanti, medici e infermieri per primi, hanno contrastato il virus. Una situazione alla quale il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha pensato di rimediare con la figura degli assistenti civici. Nei comuni di tutta Italia, 60mila facilitatori avranno il compito di informare e aiutare le persone per seguire al meglio i comportamenti da tenere negli spazi pubblici. Per loro nessun potere sanzionatorio.

Un compito di certo non facile quando si troveranno davanti l’italiano in astinenza da spritz, che si aggira famelico tra bar e pub, come un vampiro sul collo di povere fanciulle indifese. Quello della movida rimane un problema? Certamente sì, perché come ricordano gli esperti il virus circola ancora e senza la dovuta attenzione la curva epidemiologica potrebbe tornare nuovamente a salire. Quello della movida è l’unico problema e il criterio principale per stabilire tempi e modalità della ripresa? Certamente no.

L’economia traballa pericolosamente. Le stime attuali ci parlano di un calo del Pil tra l’8 e il10%, sperando di non ritrovarsi in un nuovo lockdown, con effetti ancora più disastrosi e impensabili. In un report, l’Inps ha messo in evidenza i primi effetti della pandemia, con le ore di Cassa integrazione che, ad aprile, sono state 772 milioni, rispetto ai 25 milioni dello scorso anno. Dall’inizio dell’anno, le ore richieste volano a 834,8 milioni, l’815,74% in più rispetto alle 91 milioni di ore dello stesso periodo del 2019. È dunque evidente che un’estensione ad libitum degli ammortizzatori sociali non può essere la panacea di tutti i mali, e tantomeno sostenibile sine die per un debito pubblico come il nostro. La partita con l’Europa è tutt’altro che chiusa, e la strada verso un felice compromesso ancora in salita (dopo la pubblicazione dell'articolo, la Commissione europea ha approvato il Recovery fund da 750 miliardi). C’è poi il capitolo scuola, che interessa ragazzi e genitori, e quindi lavoratrici e lavoratori. Per la vice ministra all’Istruzione, Anna Ascani, il sogno è di consentire a tutti gli alunni di vivere l’ultimo giorno di scuola. Ma tutto il resto, ossia come ripartire a settembre, avviare un’opera massiccia di sanificazione e ammodernamento dell’edilizia scolastica, fatiscente e obsoleta, annullare il gap infrastrutturale e tecnologico tra aeree del paese, può attendere.

Sarà dunque un’estate calda, tra i rebus per decifrare le varie ordinanze, nazionali, regionali, provinciali, comunali, di quartiere e condominiali, che scandiranno la nostra quotidianità, e la caccia al tesoro per trovare la mascherina più economica, in un remake alla Indiana Jones e l’ultima mascherina. Fortunatamente la politica, con il lockdown, non ha dimenticato le sue ritualità, fatte di urla e bagarre parlamentari poco edificanti, ma con la mascherina. Così trovare un politico, degno di questo nome, tra i politici appare un’impresa quanto mai temeraria se non folle. Se poi esponessi i miei dubbi a chi in questo momento sta guidando il paese e gestendo l’emergenza, mi potrei sentir rispondere "ci venga lei al mio posto, se ha idee migliori". Ma il mio compito è fare le domande, provando a fare quelle giuste, il vostro è di trovare soluzioni, non sempre e necessariamente figlie dell’improvvisazione.

Ma i nostri pensieri e il nostro affetto più sentito vanno all’assistente civico di turno. Quando si troverà davanti un esemplare italico senza mascherina (o con una pagata a peso d’oro), senza spritz e serie A, in che modo potrà convincerlo a seguire il comportamento più adatto?

Tommaso Nutarelli

 


25 Maggio 2020
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