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ECONOMIA

Cgil, Landini: blocco licenziamenti e nuovo contratto sociale


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Avanti con il blocco dei licenziamenti e un nuovo contratto sociale. Questa la ricetta che il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in un'intervista su La Stampa, propone per il rilancio del paese.

"Un 'contratto' sociale è una necessità - spiega -. Fatto col governo e tutte le parti, senza aspettare settembre. Agiamo su fisco, ammortizzatori, formazione e scuola. È centrale il rinnovo dei contratti di lavoro. Mentre aumentano le diseguaglianze e il rischio di rivolta sociale, un vaccino che servirebbe è per un lavoro stabile che si opponga alla precarietà".

"Bisogna rinnovare i contratti nazionali di lavoro - aggiunge -, avviare una riforma degli ammortizzatori e una fiscale, quindi programmare rapidamente leazioni per investire i fondi europei. I primi provvedimenti hanno passato il messaggio che nessuno viene lasciato da solo, il blocco dei licenziamenti e il sostegno alla capitalizzazione delle imprese sono state importanti. Ora bisogna allungare la lista delle scelte concrete".

Sulla richiesta di Confindustria, di ridurre i contratti di lavoro collettivi per poter agire sul secondo livello, Landini afferma poi che "siamo alle solite, è una ricetta vecchia di vent`anni. La realtà è che non si è esteso il secondo livello, sono fioriti i contratti pirata e sono state fatte leggi che derogano ai contratti nazionali".

La Confindustria ha anche parlato di un milione di posti a rischio dopo la fine del sostegno che scade con il mese di agosto. "Dobbiamo evitarlo  - spiega Landini - e ragionare sul prolungamento degli ammortizzatori sociali e del blocco dei licenziamenti: programmando poi gli investimenti, allungando le coperture per le imprese e rinviando della data dei licenziamenti. Già adesso, già in giugno, lo si può fare migliorando il decreto Rilancio nella discussione parlamentare. Non è il momento delle minacce, è il tempo in cui avere l'umiltà di fare i conti con una realtà che è andata oltre ciò che si immaginava. Si deve cambiare il modello economico e, come diceva Visco, non togliere la speranza. È l'ora in cui ognuno devi assumersi la sua responsabilità. Dobbiamo essere consapevoli. E ognuno deve fare la sua parte".

E.G.


01 Giugno 2020
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