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AUTO

Fiom, i dati che emergono sono drammatici


"Nell’ambito dell’iniziativa messa in campo dalla Fiom per l'apertura di un confronto con il Governo e le forze politiche sulla crisi che sta attraversando il settore dell’auto, si è svolto oggi pomeriggio l’incontro con il Gruppo Parlamentare della Lega. Sono di oggi le cifre drammatiche fornite dall'Unrae secondo cui nel primo semestre dell'anno sono quasi 500.000 le immatricolazioni in meno sul mercato dell'auto italiano e a fine anno si stima saranno 700.000.

La delegazione Fiom ha avuto un confronto utile con il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, al quale ha esposto la situazione di crisi generale del settore che vede un forte calo del mercato delle immatricolazioni e conseguentemente un forte ricorso agli ammortizzatori sociali, sia negli stabilimenti di assemblaggio che nelle aziende della componentistica. Nei primi sei mesi il gruppo Fca ha venduto 138.681 macchine, il 48% in meno rispetto al primo semestre dell'anno scorso.

La Fiom ha ribadito che l’assenza di una politica industriale e nel confronto è emersa l'importanza strategica per cui sarebbero necessari la golden power e un ruolo centrale del governo per la transizione tecnologica, altrimenti sarebbe a rischio l’intero settore che vede impiegate 260 mila lavoratrici e lavoratori, nella sola produzione, e che fa da traino ad altri settori.

Occorre una seria riforma degli ammortizzatori sociali che deve coniugare formazione e riduzione degli orari per mantenere i livelli occupazionali e creare nuovi posti di lavoro. E' necessario investire nella fase di transizione nelle motorizzazione elettriche e ibride salvaguardando l'occupazione attraverso l'incentivazione della riduzione dell'orario di lavoro. Le motorizzazioni elettriche sono composte da meno parti da assemblare che comporta una riduzione di ore di lavoro per la loro produzione.

È impensabile scaricare sui lavoratori questa fase di transizione energetica e tecnologica.

Entro fine anno ci sarà la chiusura del processo di fusione tra FCA e PSA, azienda che vede tra gli azionisti lo Stato francese: come Paese siamo già in ritardo ma si può ancora rilanciare il settore e per farlo è necessario un accordo tra Governo, sindacati e aziende".

Lo dichiarano Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e Simone Marinelli, coordinatore nazionale per la Fiom-Cgil.

TN


01 Luglio 2020
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