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REFERENDUM

Cgil, Cisl e Uil dicono no al taglio dei parlamentari


Sulla riduzione del numero dei parlamentari, voluta dai 5 Stelle, il giudizio di Cgil, Cisl e Uil è negativo. Nel corso della conferenza stampa per presentare la manifestazione del 18, i tre leader confederali hanno spiegato in breve i motivi della  “bocciatura”. Per Annamaria Furlan quello che manca “è una riforma seria alle spalle e una necessaria modifica della legge elettorale”. Pungente il commento di Pierpaolo Bombardieri, che ha rimarcato come “quando la Uil già discuteva di costi della politica i 5 Stelle non erano ancora nati”. Per Maurizio Landini, infine, “è sbagliato pensare che il taglio dei parlamentari risolva tutti i problemi”.

Tutti e tre i sindacati non hanno dato indicazioni di voto ai propri iscritti. Un comportamento diverso, invece, lo tenne la Cgil per le riforme costituzionali del 2016 e del 2006 (promosse rispettivamente dai governi Renzi e Berlusconi), ma in quei casi, ha precisato Landini, gli innumerevoli interventi che le due riforme volevano far passare avrebbero distorto il volto della Costituzione. Tuttavia, la segreteria della Cgil ha diffuso nei giorni scorsi un documento molto articolato (che pubblichiamo integrale), nel quale spiega le ragioni della propria contrarieta’ alla riforma.

TN


16 Settembre 2020
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