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Scuola, sindacati: saremo a Roma in piazza con docenti, genitori e studenti


"Malgrado il governo e la ministra Azzolina abbiano fatto, a chiacchiere, di tutto per rassicurare sul regolare avvio del nuovo anno scolastico, esso si è riaperto nella totale incertezza sia dal punto di vista didattico che sanitario". E' quanto si legge in una nota dei COBAS - Comitati di Base della scuola, che annunciano la manifestazione di domani a Roma con in piazza docenti, Ata, genitori e studenti a partire dalle ore 15 a Piazza del Popolo. L'iniziativa è promossa, alla pari, dalla rete di Priorità alla Scuola, dai COBAS e da Cgil, Cisl, Gilda, Snals e Uil.

"Nonostante il governo abbia avuto, dal giorno del lockdown a oggi, ben 6 mesi per varare un massiccio piano di investimenti per migliorare e mettere in sicurezza le strutture scolastiche, non c'è stato alcun finanziamento straordinariio serio, nessun recupero di strutture pubbliche dismesse per aumentare il numero delle aule, nè c'è stata la indispensabile riduzione significativa del numero di alunni/e per classe (non più di 15), le classi pollaio non sono affatto diminuite, anzi (la distanza di un metro boccale di fatto consente di avere nelle aule persino più alunne/i di quanto previsto dalla normativa vigente) e nemmeno si è realizzato il conseguente aumento di docenti ed ATA (le ventilate 84.000 assunzioni sono ancora di là da venire); non è stato stabilizzato il personale precario e ci si è aggiunto anche il vergognoso pasticcio delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze pubblicate con una valanga di errori e conseguenti ricorsi; infine, i lavoratori/trici cosiddetti fragili, cioè con basse difese immunitarie e patologie croniche a rischio, non hanno ancora avuto una prospettiva di un impiego con sufficienti margini di sicurezza".

Malgrado questo quadro di gravi responsabilità governative - continuano i Cobas - ribadiamo che per noi non si sono dubbi: "la scuola deve restare aperta senza se e senza ma, la cosiddetta Didattica a Distanza (DAD) non è davvero insegnamento, non è seria didattica, al più "didattica dell'emergenza" che, oltre a danneggiare gli studenti, è impossibile da sostenere ulteriormente per le famiglie. Dunque, la strada per tenere aperte le scuole in adeguata sicurezza è solo una, quella che andava percorsa da mesi: massicci investimenti da fare subito, e che andranno recuperati successivamente con il Recovery Fund".

E.G.


25 Settembre 2020
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