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ECONOMIA E PANDEMIA

Alessandro Riello, più responsabilità da parte di tutti per evitare nuovi blocchi

Autore: Nunzia Penelope

I contagi tornano a salire in quasi tutte le regioni, e preoccupano le conseguenze non solo sulla salute pubblica, ma anche sull'economia. Si temono possibili nuovi blocchi, che per le aziende, gia molto provate da questi otto mesi di pandemia, sarebbero catastrofici. Abbiamo chiesto ad Alessandro Riello, imprenditore veneto e patron della Aermec, lo stato d'animo degli imprenditori in questo momento.

Alessandro Riello, le aziende temono un nuovo lockdown?

Be', il premier Conte lo ha escluso, quindi meglio prepararci...

Come sarebbe? Non ha fiducia nel governo?

Facevo una battuta ma, si, ammetto che la fiducia in questo governo è molto bassa. Ha gestito decorosamente la pandemia, fin qui, grazie a governatori capaci, penso a Zaia, Bonaccini, De Luca. Se mezza Italia si è salvata è merito loro, certo non del governo centrale. Mi viene in mente lo stillicidio di ''permessi'' per spostarsi il cui testo cambiava ogni settimana... Una cosa snervante, che disorientava e irritava la gente. Poi certo, ci sono ministri bravi, come Speranza, Patuanelli. Ma manca una vera leadership.

Questo governo si è impegnato molto a sostenere le imprese, però

Più che altro a parole, se va a verificare i fatti, le cose stanno diversamente. Le faccio un esempio: in una delle nostre aziende abbiamo speso 95 mila euro di dispositivi di sicurezza, tra mascherine, detergenti, termoscanner, eccetera. Sa quanto di questa spesa ci è stata riconosciuta? 8 mila 500 euro. E ci sono aziende come la nostra che se lo possono permettere, ma altre, le piccole, certo non possono. Insomma, non li vedo tutti questi aiuti alle imprese.

E che stato di salute vede nella nostra industria? è possibile una ripresa, come qualche dato positivo sembrerebbe indicare?

Lo stato di salute cambia da settore a settore, alcuni sono stati più colpiti, altri meno. Ma resta che il 2021 sarà una scommessa. Il 2020 si regge, grazie alla Cig, al blocco dei licenziamenti. Ma sono disposizioni di emergenza, che non possono diventare strutturali. Rischia di esserci un crollo doloroso, quando se ne uscirà. Io penso che sia giustissimo aiutare le persone che non riuscirebbero nemmeno a fare la spesa per mangiare, ma è chiaro che al paese serve altro.

Per esempio cosa?

Per esempio la detassazione degli utili reinvestiti. Sarebbe una misura molto utile, consentirebbe alle aziende di finanziarsi con la propria liquidità, senza dover ricorrere alle banche.

Non ricordo di aver sentito questa richiesta nelle parole del nuovo presidente di Confindustria. A proposito, cosa pensa di Carlo Bonomi?

La detassazione degli utili reinvestiti è una richiesta che Confindustria fa da sempre. la definirei storica, ormai. Quanto a Bonomi, non mi dispiace, come stile. Ha il phisique du rol che occorre in questo momento. Però...

Però?

Però Confindustria una volta sapeva produrre progetti di ampio respiro, oggi  direi che questo manca. Ci sono molte proposte ma su capitoli scollegati tra di loro, non c'è una visione di insieme, un progetto paese.

E le aziende hanno visione? come vedono il futuro, il prossimo anno? lei, personalmente, come lo vede?

Lo vedo con preoccupazione. Fare il budget per il 2021 è arduo, non sappiamo cosa ci aspetta. E questo non riguarda solo l'Italia ma coinvolge tutto il mondo. Quindi faremo budget improntati alla massima cautela. Ben che vada, ci vorranno due anni per tornare ai livelli pre pandemia. Sempre che, ripeto, vada tutto liscio, che i dati sui contagi non peggiorino, che non si debba fermare nuovamente tutto. Per questo occorre sensibilizzare al massimo le persone, la popolazione tutta, perché si comportino con la massima cautela.

Pensa che non ci sia abbastanza consapevolezza sui rischi che stiamo correndo?

Io vedo nei nostri collaboratori un grandissimo senso di responsabilità, sono tutti molto attenti, consci di quanto sia importante tenere l'azienda aperta ed efficiente. I nostri sindacati in azienda hanno raccomandato ai colleghi di usare la massima cautela, non solo nel posto di lavoro, ma nella vita privata. C'è una Italia cosciente, seria e responsabile che però non fa notizia. Fanno invece notizia i negazionisti, gli sciocchi, gli irresponsabili, il politico che vanta di non portare la mascherina. Molto diseducativo. Io penso che servirebbe una comunicazione migliore. Sollecitare e raccontare l'Italia responsabile, che è la maggioranza.

Ma un nuovo lockdown lo teme o no?

No, non lo temo. Abbiamo un problema sanitario ancora molto serio, ma penso che la situazione sia sotto controllo e che se tutti seguiremo e rispetteremo le disposizioni di sicurezza se ne verrà fuori.

Nunzia Penelope


09 Ottobre 2020
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