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LAVORO

Prampolini, la nostra economia non potrebbe reggere un nuovo lockdown


Un nuovo lockdwon sarebbe insostenibile per la nostra economia. Così Donatella Prampolini, presidente della Commissione Lavoro di Confcommercio, nel caso si dovesse tornare a una chiusura generalizzata a causa della salita continua dei contagi. Le restrizioni del nuovo Dpcm, afferma, non sembrano essere così impattanti per le imprese, ma è chiaro che determinate filiere hanno sofferto più di altre, e per queste servono interventi mirati. Il governo, spiega Prampolini, deve abbandonare la logica delle elargizioni a pioggia e costruire con le parti sociali un nuovo modello di paese.

Prampolini le imprese temono un nuovo lockdown?

Lo temono assolutamente. La nostra economia non potrebbe reggere un nuovo lockdown. È un’eventualità che dobbiamo scongiurare in ogni modo, rispettando le regole che ormai tutti conosciamo.

Oggi è stato firmato il nuovo Dpcm che contiene restrizioni per bar, ristoranti e altre attività. Che impatto crede che possano avere?

Sono limitazioni non eccessive, ma è chiaro che qualche contraccolpo potranno averlo, soprattutto in quelle filiere che più di altre hanno sofferto a causa della pandemia. Per questo vogliamo chiedere al governo di attuare degli interventi mirati proprio per sostenere quelle attività più in difficoltà. Dobbiamo capire che non tutte le imprese hanno risentito allo stesso modo delle restrizioni.

Secondo lei come andrebbero impiegati i soldi del Recovery Fund?

Quando parliamo di Recovery Fund non possiamo non pensare anche al Mes. Al di là di quelle che sono le polemiche interne alla politica, in questa fase di emergenza ogni risorsa disponibile deve essere sfruttata. Ci servono questi denari per incrementare il numero dei tamponi, ad esempio. Sul Recovery Fund quello che chiediamo, prima di tutto, è di evitare sussidi a pioggia, che non servano a nessuno. Bisogna investire in modo mirato, aiutando chi è stato maggiormente danneggiato dell’emergenza.

Si parla molto anche di una riforma fiscale. Secondo voi come andrebbe impostata?

È indispensabile arrivare a una riforma che sia semplice, con tre aliquote, niente detrazioni ma una no tax area per tutti i lavoratori. Si tratta di un tassello molto importante, assieme a un taglio deciso del costo del lavoro, per rimettere in moto il paese.

Come si concluderà il 2020 e cosa dobbiamo aspettarci per il 2021?

Per alcune filiere il 2020 si chiuderà con forti perdite, che non saranno compensate nel 2021. Penso a bar, ristoranti, cinema, teatri e tutto il mondo del turismo. Certo nel prossimo anno è previsto un rimbalzo positivo del Pil, ma tutto dipenderà dalla situazione sanitaria.

Che giudizio date al governo?

Diciamo rimandato.

Perché?

Perché, nonostante lo sforzo messo in campo, quello che ora chiediamo, come detto, sono interventi più mirati. L’interlocuzione con le parti sociali è viva, ci sono molti tavoli aperti ma alla fine quello che ne esce sono risultati non sempre soddisfacenti. Ora, più che mai, occorre una visione di ampio respiro.

Tommaso Nutarelli


13 Ottobre 2020
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