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ECONOMIA

Fmi, nel 2020 il Pil in Italia crollerà del 10,6%


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Il Fondo monetario internazionale ha rivisto in meglio le sue previsioni sul crollo che subirà l'economia italiana quest'anno, a seguito della crisi pandemica: ora stima un meno 10,6% del Pil. Il dato, contenuto nel World Economic Outlook, che ha effettuato ritocchi in meglio per tutta l'economia globale, è di 2,2 punti migliore delle stime del Fmi dello scorso giugno, ma resta di oltre 1,5 punti peggiore delle previsioni appena inserite dal governo nella Nota di aggiornamento al Def (- 9%). Il Fmi ha rivisto al ribasso anche la portata del rimbalzo del Pil Italiano sul 2021: più 5,2%, ovvero 1,1 punti in meno rispetto alla previsione di giugno.

L'istituzione di Washington ha rivisto in meglio le stime generali sull'economia globale, smorzando la portata del crollo del Pil atteso quest'anno ad un meno 4,4%. Un dato di 0,8 punti percentuali migliore delle stime fornite lo scorso giugno. Sul 2021 il Fmi prevede una ripresa globale del 5,2%, che recupererebbe quindi già tutto il crollo del 2020. In questo caso la previsione è di 0,2 punti più bassa rispetto a giugno.

Il Fmi ha migliorato la previsione anche sull'area euro, con un meno 8,3% del Pil 2020 e tagliato il rimbalzo 2021 al più 5,2%.

Molto marcata, poi, la revisione in meglio sugli Usa: 3,7 punti in più sul 2020 con un Pil atteso al meno 4,3%, sul 2021 è atteso un rimbalzo del 3,1%. La Cina, infine, non subirà nemmeno una recessione: con un più 1,9% del Pil 2020, rivisto in meglio di 0,9% e un più 8,2% nel 2021.

"Questi sono tempi difficili, tuttavia vi sono alcune ragioni per essere ottimisti", afferma nell'editoriale la capo economista, Gita Gopinath. Tra queste i miglioramenti sui test, i progressi sui vaccini e i miglioramenti sulle cure, mentre "i dati più recenti - aggiunge - suggeriscono che molte economie hanno iniziato a riprendersi ad un tasso più rapido di quanto anticipato".

Tornando all'Italia, la crisi lascerà comunque segni profondi anche sulle voci chiave dei conti pubblici. Il deficit di Bilancio è atteso balzare al 13% del Pil quest'anno, dall'1,6% del 2019, per poi smorzarsi al 6,2% del Pil nel 2021 e successivamente proseguire la dinamica di riduzione, fino al 2,5% del Pil nel 2025. Il debito pubblico, dal già elevato 134,8% del Pil del 2019 è previsto lievitare al 161,8% nel 2020 e successivamente smorzarsi solo in parte, al 158,3% nel 2021. Più a lungo termine, sull'orizzonte 2025 il Fmi pronostica un debito-Pil al 152,6%.

Il tasso di disoccupazione salirà all'11% quest'anno e a un ulteriore 11,8% nel 2021. Il Fmi però rileva come in Italia i rendimenti sui titoli di Stato hanno segnato moderazioni dopo che i governi si sono accordati sul Recovery fund e dopo che la Bce ha lanciato il suo piano di acquisti anticrisi pandemica (Pepp).

TN


13 Ottobre 2020
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