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LAVORO

Fondazione Moressa: valore generato da lavoratori stranieri è 146,7 miliardi


Oggi gli occupati stranieri in Italia sono 2,5 milioni e negli ultimi dieci anni sono aumentati di 600 mila unità (+ 31% dal 2010). È un'occupazione concentrata prevalentemente nelle professioni meno qualificate, pertanto al momento è complementare rispetto all'occupazione italiana. Lo afferma il decimo Rapporto annuale sull'economia dell'Immigrazione a cura della Fondazione Leone Moressa, presentato oggi a Roma.

I lavoratori stranieri sono prevalentemente uomini (56,3%) e 7 su 10 hanno un'età compresa tra 35 e 54 anni. Oltre la metà ha come titolo di studio la licenza media, mentre solo il 12% è laureato. Il valore aggiunto generato dai lavoratori stranieri è pari a 146,7 miliardi di euro, pari 9,5% del PIL. Valore ridimensionato da presenza irregolare, lavoro nero e poca mobilità sociale.

Nell'ultimo decennio l'imprenditoria straniera è stata uno dei fenomeni più significativi: gli imprenditori nati in Italia sono diminuiti (- 9,4%), mentre i nati all'estero sono aumentati (+ 32,7%), sottolinea il rapporto.

Le nazionalità più numerose sono Cina, Romania, Marocco e Albania, ma la crescita più significativa si registra tra gli imprenditori del Bangladesh e del Pakistan. Il 95% delle imprese a conduzione straniera è di proprietà straniera "esclusiva", quindi senza soci italiani. Le imprese straniere producono un Valore Aggiunto di 125,9 miliardi, pari all'8,0% del totale. L'incidenza maggiore si registra nell'edilizia (18,4% del V.A. del settore).

E.G.


14 Ottobre 2020
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