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LAVORO

Sindacati, no all'interruzione blocco licenziamenti


“La crisi epidemiologica, come dimostrano i dati di questi giorni, è purtroppo lontana dall'essere finita. La tenuta dei redditi e la stabilità dell’occupazione sono le precondizioni per qualsiasi fase di ripresa e di ripartenza del Paese. Per questo è indispensabile dare continuità alle importanti misure di protezione sociale definite nei mesi scorsi con i decreti Cura Italia, Rilancio e Agosto”. Così la segretaria confederale della Cgil nazionale, Tania Scacchetti.

Per la dirigente sindacale, “allungare gli ammortizzatori Covid e, in ragione della possibilità di prevedere che le imprese possano usare la cassa integrazione per accompagnare una transizione che dimostra di essere ancora lunga, mantenere il blocco dei licenziamenti sono decisioni che devono essere prese subito, fino a tutto lo stato di emergenza”.

“I lavoratori e le lavoratrici che hanno sorretto il Paese in questi mesi, meritano certezze e risposte alla loro condizione. Non si può pensare che, in una situazione occupazionale già fortemente compromessa prima del Covid, la libertà di licenziamento sia decisiva per la ripartenza dell’economia. E in questo senso preoccupano le dichiarazioni del ministro Patuanelli. Una situazione straordinaria, merita risposte straordinarie e anche un forte senso di coesione e di responsabilità collettive”, conclude Scacchetti

Sono sbagliate e preoccupanti le parole del ministro Patuanelli sull`ipotesi di interrompere in ogni caso il blocco dei licenziamenti entro fine anno. Una prospettiva che la Cisl ritiene assolutamente inaccettabile. L`emergenza sanitaria, economica e sociale continua a colpire duramente tutti i settori produttivi del paese. Procedere in questo modo significherebbe aggravare ulteriormente le condizioni di tantissime persone e famiglie, con ripercussioni esiziali anche sulla domanda interna". Lo afferma Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl.

"La rete di protezione sui licenziamenti - aggiunge - deve essere confermata ed andare di pari passo con la ripresa economica, il sostegno alle imprese, sin quando l`emergenza Covid non sarà superata e fino a quando non ci sarà stata la ripartenza degli investimenti, insieme ad una riforma degli ammortizzatori sociali nel segno della semplificazione e della universalità. In un anno, nonostante il blocco, abbiamo già perso 425mila posti di lavoro, un numero impressionante, concentrato in particolare sulle fasce più deboli, giovani e precari e dovuto in gran parte a scadenze di rapporti a termine ed a fine di attività autonome. Bisogna impegnarsi a recuperare ogni posto di lavoro, e non accendere altri focolai di disperazione, rischiando, in questo modo, anche l`avvitamento economico. Dobbiamo stringere le maglie della solidarietà, sapendo che senza giustizia sociale non potrà mai esserci vera crescita".

“Un nuovo lockdown sarebbe insostenibile, ma la curva dei contagi sta raggiungendo picchi molto preoccupanti. Salute e lavoro sono improrogabili priorità del momento. Su entrambi i fronti occorre intervenire mettendo in campo tutte le misure e le risorse, compreso il MES, che tutelino al massimo cittadini, aziende e posti di lavoro. È urgente, fino alla fine dell’emergenza, la proroga dell’attuale sistema degli ammortizzatori sociali e della protezione dei posti di lavoro, tramite il blocco dei licenziamenti. In Legge di Bilancio vanno previste, pertanto, sostanziose risorse per garantire il sostegno al reddito, utilizzando anche quelle europee e dando in questo modo tranquillità a lavoratrici, lavoratori ed aziende”. Lo dichiara in una nota Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil.

TN


15 Ottobre 2020
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